“Prego, ho un pacco per lei” | La tassa passa a 3 euro per riceverlo: adesso è anche ufficiale
Dal 1° luglio 2026 arriva una nuova tassa europea di 3 euro sui pacchi extra UE. Scopri il contesto, le tempistiche e le implicazioni per i tuoi acquisti online. Non farti trovare impreparato!
Il 12 dicembre 2025, durante una cruciale riunione ECOFIN, il Consiglio Europeo ha approvato l’introduzione di un contributo fisso di 3 euro su ogni spedizione proveniente dai Paesi al di fuori dell’Unione Europea. Questa misura, mirata a regolare il flusso inarrestabile di merci e a creare un sistema più equo, si prospetta come una svolta per il settore dell’e-commerce e per i consumatori europei. Tuttavia, la sua applicazione e le sue implicazioni, specialmente per l’Italia, presentano ancora alcune incognite. La nuova tassa è stata concepita per colpire direttamente le piattaforme di vendita online, non i singoli consumatori, sebbene l’impatto finale sui prezzi al dettaglio sia una variabile da considerare. L’obiettivo è anche affrontare le problematiche logistiche e ambientali generate dal traffico massivo di pacchi.
Dettagli e tempistiche della tassa UE
La tassa UE: tutti i dettagli e le tempistiche.
L’introduzione della tassa di 3 euro su ogni spedizione extra-UE è fissata per il 1° luglio 2026. Questa data segna l’inizio di una nuova era per le importazioni di beni acquistati online, facendo seguito all’importante eliminazione della soglia di esenzione dai dazi doganali. Tale accordo è stato siglato a Bruxelles il 13 novembre 2025, ponendo le basi per un sistema di tassazione più omogeneo e controllato a livello comunitario.
La norma europea prevede inizialmente una fase transitoria. L’implementazione definitiva della tassa, infatti, è legata all’operatività del nuovo sistema doganale dell’UE, atteso per il 2028. Ciò significa che la piena integrazione e standardizzazione di questo meccanismo avverrà in un secondo momento. Nonostante la pianificazione a lungo termine, diversi Paesi membri hanno espresso la necessità di un’azione più rapida, sollecitando e ottenendo l’anticipo dell’introduzione della tassa già nel 2026.
Questa anticipazione risponde all’urgenza di gestire il volume crescente di pacchi, in particolare quelli di valore inferiore ai 150 euro, che finora godevano di esenzione. Secondo la Commissione Europea, circa 4,6 miliardi di pacchi rientravano in questa categoria solo nell’anno precedente. La tassa mira a recuperare introiti e a livellare la concorrenza con le aziende europee, che non beneficiano delle stesse esenzioni.
La posizione dell’Italia e il futuro degli acquisti online
La posizione dell’Italia e il futuro degli acquisti online: sfide e opportunità.
Mentre a livello europeo la decisione è stata presa, l’Italia sta ancora definendo le proprie strategie e posizioni riguardo l’applicazione e le tempistiche di questa nuova tassa. Il tema è attualmente in fase di riflessione e discussione, con l’inclusione delle relative considerazioni nella Legge di Bilancio 2026, a testimonianza dell’importanza strategica che il governo italiano attribuisce a questa misura.
Un ruolo chiave in questo dibattito è stato svolto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Già nel novembre 2025, il Ministro, in accordo con altri colleghi europei, aveva avanzato la proposta di anticipare l’entrata in vigore della tassa al 2026, senza attendere il completamento e l’attuazione dell’HUB doganale UE, la cui piena operatività è attesa per il 2028. Questa proposta evidenzia la volontà di alcuni Stati membri di agire con maggiore prontezza per affrontare le sfide poste dal commercio elettronico internazionale.
L’introduzione di questa tassa, sebbene formalmente a carico delle piattaforme, avrà probabilmente un impatto indiretto sui consumatori. È plausibile che i costi aggiuntivi vengano in qualche modo ribaltati sui prezzi finali dei prodotti o sulle spese di spedizione. Questo potrebbe ridefinire le dinamiche degli acquisti online da Paesi extra-UE, spingendo verso una maggiore preferenza per i fornitori interni all’Unione o verso un aumento della spesa per alcuni beni. Sarà fondamentale monitorare le decisioni del governo italiano per comprendere appieno le ripercussioni sul mercato nazionale e sulle abitudini di acquisto dei cittadini.
