UFFICIALE: torna il Superbonus 110% | Prorogato fino al 31 dicembre 2026: misura eccezionale in 4 regioni

Scopri l’estensione del Superbonus 110% fino al 2026: un’opportunità unica per le aree terremotate con sconto in fattura e cessione del credito. Non perdere i dettagli!

UFFICIALE: torna il Superbonus 110% | Prorogato fino al 31 dicembre 2026: misura eccezionale in 4 regioni
Superbonus 110%: proroga 2026 nelle aree terremotateScopri l’estensione del Superbonus 110% fino al 2026: un’opportunità unica per le aree terremotate con sconto in fattura e cessione del credito. Non perdere i dettagli!

Il Superbonus 110% è stato al centro di intense discussioni e numerose modifiche nel corso degli anni. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una proroga significativa, seppur circoscritta. Questa estensione mira a sostenere la ricostruzione e il recupero delle zone duramente colpite da eventi sismici, mantenendo attive le possibilità di usufruire dello sconto in fattura e della cessione del credito. L’agevolazione copre spese per ristrutturazioni, interventi di efficientamento energetico e la fondamentale riduzione del rischio sismico, pilastri per il rilancio di intere comunità. La proroga, già anticipata dal Decreto Legge 95/2025 (Decreto Omnibus), si focalizza esclusivamente sulla riqualificazione di immobili situati in specifici comuni.

La possibilità di accedere a questo incentivo, così come la sua precedente formulazione, è pensata per garantire un supporto concreto a chi ha visto i propri beni danneggiati. L’obiettivo primario è accelerare il processo di ripristino e miglioramento sismico degli edifici, contribuendo attivamente alla sicurezza e alla ripresa economica delle aree interessate.

In quali aree è valido il Superbonus 110% prorogato?

 

La proroga del Superbonus 110% è stata confermata fino al 31 dicembre 2026, ma con un perimetro di applicazione ben definito. L’agevolazione è destinata esclusivamente agli immobili che ricadono nei comuni dove è stato dichiarato lo stato di emergenza a seguito degli eventi sismici avvenuti il 6 aprile 2009 e dal 24 agosto 2016. Le regioni interessate da questa misura eccezionale sono:

  • Abruzzo;
  • Lazio;
  • Marche;
  • Umbria.

Questa decisione è stata motivata da una chiara esigenza: in molte di queste aree, la ricostruzione degli edifici distrutti o gravemente danneggiati non è ancora stata completata. Ritardi tecnici, complessità burocratiche o difficoltà finanziarie hanno impedito la conclusione dei lavori entro le scadenze precedentemente stabilite. La proroga si configura quindi come uno strumento essenziale per consentire a proprietari e imprese di portare a termine gli interventi necessari, garantendo la sicurezza e la vivibilità di migliaia di abitazioni e strutture.

Quali interventi rientrano nell’agevolazione?

Quali interventi rientrano nell'agevolazione?

Interventi edilizi e spese ammesse: una guida pratica alle agevolazioni fiscali.

 

Il Superbonus 110% prorogato per le aree terremotate non è applicabile a tutti gli interventi edilizi indiscriminatamente. L’accesso all’agevolazione è riservato unicamente ai lavori strettamente correlati alla ricostruzione o al ripristino degli edifici danneggiati o distrutti a causa degli eventi sismici. Anche per il 2026, rimane valida la distinzione tra interventi trainanti, trainati, lavori antisismici e spese accessorie, ciascuno con specifici criteri di ammissibilità.

Tra gli interventi trainanti, fondamentali per l’accesso al bonus, figurano quelli volti a migliorare l’efficienza energetica. Questi includono: l’isolamento termico dell’involucro (il cosiddetto cappotto termico) per edifici unifamiliari o parti comuni condominiali; la sostituzione degli impianti di riscaldamento con soluzioni ad alta efficienza (sistemi ibridi, pompe di calore, caldaie a condensazione); e l’installazione di impianti solari (termici o fotovoltaici) per ridurre i consumi energetici.

Gli interventi trainati, invece, possono beneficiare del bonus se eseguiti contestualmente a un intervento trainante. Rientrano in questa categoria i lavori complementari come la sostituzione di infissi e serramenti, l’installazione di sistemi di protezione solare e i lavori di finitura o ripristino (rifacimento pavimentazione, tinteggiatura, intonaci), purché direttamente collegati ai lavori principali. Infine, un ruolo cruciale è rivestito dalle opere finalizzate alla riduzione del rischio sismico, che rientrano pienamente nella proroga. L’obiettivo è incentivare il miglioramento della sicurezza strutturale degli edifici, un aspetto di primaria importanza per le zone colpite da terremoti.