Ambiente – T-Mag | il magazine di Tecnè https://www.t-mag.it Thu, 22 Apr 2021 14:52:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.7 Giornata della Terra, non si arresta il riscaldamento https://www.t-mag.it/2021/04/22/giornata-della-terra-non-si-arresta-il-riscaldamento/ https://www.t-mag.it/2021/04/22/giornata-della-terra-non-si-arresta-il-riscaldamento/#respond Thu, 22 Apr 2021 14:52:24 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155525 Anche in Europa si registrano livelli record. Il presidente degli Usa, Joe Biden, annuncia un taglio delle emissioni tra il 50 e il 52% entro il 2030

di Redazione

Oggi, giovedì 22 aprile, è la Giornata della Terra, giunta alla 51esima edizione, in cui si celebra l’ambiente e si sensibilizza anche l’opinione pubblica sull’importanza di salvaguardare il pianeta. Quest’anno il tema è Restore Our Earth che, tradotto dall’inglese, significa: ripariamo la nostra Terra. Un obiettivo possibile soltanto attraverso diverse iniziative, individuali e collettive, a partire dalla riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Fondamentali, sotto questo punto di vista, le azioni dei governi.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato oggi che gli States raddoppieranno l’obiettivo sul clima, puntando a ridurre le emissioni tra il 50 e il 52% entro il 2030. Un impegno analogo a quello assunto dall’Unione europea ieri, al termine di una trattativa tra Commissione europea, Consiglio dell’Unione europea e Parlamento europeo: nel dettaglio, l’UE mira a ridurre le emissioni del 55% rispetto al livello del 1990.

Per quanto ambiziosi, secondo alcuni esperti, i tagli non saranno sufficienti a mantenere l’incremento delle temperature entro gli 1,5 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, soglia oltre la quale si avranno degli effetti devastanti sull’ambiente, tra cui l’acidificazione degli oceani e la riduzione dell’ossigenazione.

«Siamo risoluti ad agire», ha assicurato Biden. «Rispondendo e combattendo i cambiamenti climatici, vedo l’occasione di creare milioni di posti di lavoro. È il decennio decisivo per evitare le conseguenze peggiori: dobbiamo agire», ha concluso, avviando dalla East room della Casa Bianca i lavori del vertice (virtuale) sul clima che vede la partecipazione di 40 capi di Stato e governo, tra cui il presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping.

Alcuni dati in Europa

I gas serra continuano ad aumentare, viene osservato nel rapporto di Copernicus climate change service (C3S) sullo stato del clima in Europa nel 2020., che è stato l’anno più caldo mai registrato nel Vecchio continente con almeno 0,4 gradi sopra la media dei cinque anni più caldi (registrati tutti nell’ultimo decennio), con temperature calde in autunno e in inverno (3,4 gradi sopra la media). Anche i livelli delle precipitazioni hanno raggiunto livelli record. Addirittura nella Siberia artica il 2020 è stato l’anno più caldo di sempre. La pandemia ha avuto come effetto leggere riduzioni delle emissioni causate dall’uomo, ma la strada per un processo virtuoso è ancora lunga. 

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Ambiente, Draghi: «Dobbiamo cambiare il modo di lavorare e dobbiamo farlo rapidamente» https://www.t-mag.it/2021/04/22/ambiente-draghi-dobbiamo-cambiare-il-modo-di-lavorare-e-dobbiamo-farlo-rapidamente/ https://www.t-mag.it/2021/04/22/ambiente-draghi-dobbiamo-cambiare-il-modo-di-lavorare-e-dobbiamo-farlo-rapidamente/#respond Thu, 22 Apr 2021 14:30:46 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155514 «Dobbiamo cambiare il modo di lavorare e dobbiamo farlo rapidamente». Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al summit con i leader internazionali, in occasione della Giornata della Terra. «Il Piano per la Ripresa dalla pandemia ci offre un’opportunità unica, quella di trasformare le nostre economie e realizzare un’economia più verde e inclusiva».

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Ambiente, Biden: «Gli Usa taglieranno le emissioni tra il 50 e il 52% entro il 2030» https://www.t-mag.it/2021/04/22/ambiente-biden-gli-usa-taglieranno-le-emissioni-tra-il-50-e-il-52-entro-il-2030/ https://www.t-mag.it/2021/04/22/ambiente-biden-gli-usa-taglieranno-le-emissioni-tra-il-50-e-il-52-entro-il-2030/#respond Thu, 22 Apr 2021 13:43:00 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155523 Gli Stati Uniti ridurranno le emissioni di gas serra tra il 50 e il 52% entro il 2030. Lo ha annunciato il presidente statunitense, Joe Biden, intervenendo nel corso del summit con i leader internazionale convocato in occasione della Giornata della Terra. «Siamo risoluti ad agire. Rispondendo e combattendo i cambiamenti climatici vedo l’occasione di creare milioni di posti di lavoro. È il decennio decisivo per evitare le conseguenze peggiori: dobbiamo agire. Questo vertice è il primo passo del cammino che dobbiamo fare insieme», ha detto Biden.

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Ambiente: nel 2020, in Italia, emissioni gas serra in calo https://www.t-mag.it/2021/04/16/ambiente-nel-2020-in-italia-emissioni-gas-serra-in-calo/ https://www.t-mag.it/2021/04/16/ambiente-nel-2020-in-italia-emissioni-gas-serra-in-calo/#respond Fri, 16 Apr 2021 09:27:54 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155359 A pesare, secondo l’Ispra, sono state le misure restrittive introdotte a causa della pandemia

di Redazione

Questo è solo uno dei tanti effetti collaterali delle misure restrittive introdotte in seguito alla pandemia: nel 2020, in Italia, le emissioni di gas serra sono crollate. L’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha provato a quantificare il calo in un paio di studi, il National Inventory Report 2021 e l’Informative Inventory Report 2021.

Secondo le previsioni, presentate giovedì nel corso di un evento on-line dedicato allo stato delle emissioni nazionali, nel 2020 le emissioni di gas serra dovrebbero essersi ridotte del 9,8% rispetto all’anno precedente. «Una consistente riduzione», l’ha definita l’Ispra.

A diminuire, osservano gli analisti, è stato anche il Prodotto interno lordo, che ha subìto un calo dell’8,9% su base annua. Le minori emissioni sono riconducibili principalmente «alle restrizioni alla mobilità dovute al Covid-19», anche se esistono altre cause che hanno contribuito al calo, tra cui la maggiore incidenza delle energie prodotte da fonti rinnovabili – idroelettrico, eolico –, il minor ricorso all’uso del carbone, una delle fonti fossili più inquinanti, e una maggiore efficienza energetica del comparto industriale.

«I settori della produzione di energia e dei trasporti restano responsabili di circa la metà delle emissioni nazionali di gas climalteranti», commenta l’Ispra.

Nel fornire la stima, l’Ispra è scesa anche nel dettaglio, sottolineando i cali registrati in diverse voci.

Nello specifico, «l’andamento stimato è dovuto alla riduzione delle emissioni per la produzione di energia elettrica (meno 12,6%), per la minore domanda di energia, e dalla riduzione dei consumi energetici anche negli altri settori, industria (meno 9,9%), trasporti (meno 16,8%) a causa della riduzione del traffico privato in ambito urbano, e riscaldamento (meno 5,8%) per la chiusura parziale o totale degli edifici pubblici e delle attività commerciali».

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«Italia prima in Europa nell’economia circolare» https://www.t-mag.it/2021/03/23/italia-prima-in-europa-nelleconomia-circolare/ https://www.t-mag.it/2021/03/23/italia-prima-in-europa-nelleconomia-circolare/#respond Tue, 23 Mar 2021 15:00:00 +0000 https://www.t-mag.it/?p=154735 Italia prima in Europa nel riciclo dei rifiuti. Lo sostiene il “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2021”, realizzato dal CEN-Circular Economy Network, (la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile insieme ad un gruppo di aziende e associazioni di impresa, e da Enea. Secondo il report, presentato oggi, sommando i punteggi di ogni settore dell’economia circolare, l’Italia è prima con 79 punti. A seguire, Francia con 68, dalla Germania e Spagna, entrambe con 65 punti, e dalla Polonia con 54.

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Onu: «Una persona su tre non ha accesso all’acqua pulita» https://www.t-mag.it/2021/03/22/onu-una-persona-su-tre-non-ha-accesso-allacqua-pulita/ https://www.t-mag.it/2021/03/22/onu-una-persona-su-tre-non-ha-accesso-allacqua-pulita/#respond Mon, 22 Mar 2021 14:28:00 +0000 https://www.t-mag.it/?p=154699 Nel mondo, una persona su tre non ha accesso all’acqua pulita. A denunciarlo è l’Onu, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi, sottolineando che, senza interventi efficaci, la situazione è destinata a peggiorare. Entro il 2050, infatti, secondo le stime, le persone a vivere in zone con carenza idrica per almeno un mese all’anno saranno 5,7 miliardi. I dati sono contenuti nel “Rapporto mondiale sullo sviluppo dell’acqua 2021”.

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L’inquinamento atmosferico nelle città italiane https://www.t-mag.it/2021/02/04/linquinamento-atmosferico-nelle-citta-italiane/ https://www.t-mag.it/2021/02/04/linquinamento-atmosferico-nelle-citta-italiane/#respond Thu, 04 Feb 2021 15:02:38 +0000 https://www.t-mag.it/?p=153545 Le soglie medie minime di inquinamento siano state superate anche nel 2020, nonostante i lockdown

di Redazione

L’inquinamento dell’aria è considerato dal 47% degli italiani la prima emergenza ambientale, secondo quanto rilevato da un’indagine Coldiretti/Ixè. La preoccupazione non è infondata poiché secondo l’ultimo rapporto Legambiente, l’annuale Mal’aria di città 2021, secondo cui nel 2020 sono stati 35 i capoluoghi di provincia fuorilegge per polveri sottili Pm10, ovvero quelli che hanno superato la soglia limite dei 35 giorni nell’anno solare con una media giornaliera maggiore dei 40 microgrammi/metro cubo. Torino si classifica la peggiore città, sforando per 98 per 98 giorni nell’anno i limiti quotidiani, seguita da Venezia e Padova, che hanno oltrepassato la media limite rispettivamente per 88 e 84 giorni l’anno.

Come precisa Legambiente, però, le città fuorilegge arrivano invece a 60 se si prendono in considerazione i parametri, ancora più stringenti, dell’Oms che fissa la soglia massima di biossido di azoto a 20 microgrammi per metro cubo. Anche in questo caso il primato negativo spetta a Torino seguita da Milano, Padova e Rovigo, ma con il diverso standard, nella classifica rientra anche Rom, con 34 microgrammi per metro cubo.

È evidente e rilevante come le soglie medie minime di inquinamento siano state superate anche nel 2020, anno in cui tra lockdown e divieti, le auto sono state utilizzate di meno e sono comunque state adottate iniziative quali le giornate per il blocco del traffico.

Secondo Legambiente i Piani nazionali e regionali e degli Accordi di programma per contrastare l’inquinamento atmosferico mancano di ambizione, è necessario quindi adottare misure più coraggiose, ma soprattutto più concrete. Le misure più urgenti da adottare dovrebbero andare ad implementare strategie di mobilità sostenibile e uso dello spazio pubblico per avere più clean city, città pulite e più vivibili e, soprattutto nei centri urbani pensare ad un piano di riqualificazione urbana di parchi e giardini che migliori la qualità dell’aria. Causa dello smog nelle città è infatti l’effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi nei centri urbani, dove vanno dai 6,3 metri quadri per abitante di Genova ai 16,5 a Roma, dai 18,1 di Milano ai 22,6 di Torino fino ai 22 metri quadrati a Bologna.

Il problema dello smog nelle città diventa tangibile se si considera che, secondo uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health, condotti su mille città europee, le due in testa alla classifica per morti premature attribuibili all’inquinamento atmosferico (da PM2,5) sarebbero Brescia e Bergamo, seguite poi da Karvinà, in Repubblica Ceca, mentre le città italiane in cui l’inquinamento da biossido di azoto colpisce di più sono Torino, al terzo posto, e Milano al quinto. Invece, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente, in Italia sono più di 50 mila le morti premature dovute all’esposizione eccessiva e prolungata ad aria inquinata, con conseguenti costi stimati tra i 47 e i 142 miliardi di euro l’anno, tra sanitarie e giornate di lavoro perse.

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Quanto preoccupano i cambiamenti climatici? https://www.t-mag.it/2021/01/15/quanto-preoccupano-i-cambiamenti-climatici/ https://www.t-mag.it/2021/01/15/quanto-preoccupano-i-cambiamenti-climatici/#respond Fri, 15 Jan 2021 15:03:18 +0000 https://www.t-mag.it/?p=153035 L’aumento di eventi climatici estremi concretizza gli effetti dei cambiamenti climatici. L’analisi della Bei su cosa sarebbero disposti a rinunciare gli italiani per salvare il clima

di Redazione

L’ondata di gelo e il brusco calo delle temperature che ci si aspetta per questo fine settimana, sconvolge la natura e mette a rischio raccolti e animali perché si scontra con un inverno particolarmente caldo soprattutto al sud. Secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi al 2020, l’anno appena passato -e quindi anche l’inverno in corso- si classifica come uno dei più caldi dal 1800 secondo solo al 2018, con una temperatura di 1,04 gradi più elevata della media storica. Nonostante il caldo anomalo, sempre nel 2020 si sono verificati in media quattro nubifragi al giorno in Italia, mentre il 2021 conta già 22 eventi estremi tra grandinate, tornado, nevicate anomale, valanghe e bombe d’acqua. Il cambiamento repentino delle condizioni meteorologiche e gli eventi estremi, oltre a provocare danni tangibili su raccolti, animali, ma anche su immobili, mette sempre più in evidenza quali sono gli effetti del cambiamento climatico. Conseguenze queste che non sono ormai più lontane, ma si fanno sentire quotidianamente anche con costi, di ricostruzione e di perdite di prodotti, elevati.

Ma a cosa sono disposti a rinunciare gli italiani per combattere i cambiamenti climatici?

Secondo quanto emerso dalla seconda edizione della ricerca sul tema della BEI, la Banca europea per gli investimenti – ovvero il braccio finanziario dell’Unione europea e finanziatore multilaterale di progetti in campo climatico a livello mondiale – la rinuncia che peserebbe meno, per il 38% degli italiani, è viaggiare in aereo. Minore è invece la percentuale di quelli a cui non peserebbe rinunciare alla carne, il 19%; ad acquistare nuovi capi d’abbigliamento, il 18%; e vedere video in streaming, mentre la rinuncia che costa di più è utilizzare una propria auto, bene sacrificabile per solo l’8% degli italiani.

Per quanto riguarda i comportamenti, dall’analisi emerge che il 33% degli intervistati è sicuro che, superate le restrizioni sui viaggi e gli spostamenti dovute alla pandemia, non prenderà l’aereo per considerazioni legate ai cambiamenti climatici, ma al contempo, il 77% afferma di essere meno propenso ad utilizzare i trasporti pubblici perché teme possibili conseguenze sulla propria salute.

Infatti, per il 66% degli intervistati la paura di un contagio del coronavirus preoccupa più che gli impatti dei cambiamenti climatici sul lungo termine. Nello specifico, la percentuale aumenta al 70% tra coloro che hanno più di 65 anni, mentre scende al 59% tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Comunque, al di là della pandemia, gli italiani sembrano comunque molto sensibili al tema dei cambiamenti climatici, tanto che, secondo l’analisi, il 34% afferma di mettere in atto dei correttivi radicali al proprio stile di vita per contrastare i cambiamenti climatici, con picchi del 39% per i genitori di ragazzi minorenni e del 35% per gli abitanti delle città. La percentuale complessiva è di molto superiore alla media europea, che si ferma invece al 19%.  

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Il riciclo di plastica in Europa e in Italia https://www.t-mag.it/2021/01/13/il-riciclo-di-plastica-in-europa-e-in-italia/ https://www.t-mag.it/2021/01/13/il-riciclo-di-plastica-in-europa-e-in-italia/#respond Wed, 13 Jan 2021 14:05:35 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152956 Il nostro paese si posiziona sopra la media europea, riciclando – secondo le statistiche Eurostat – circa il 45% dei rifiuti di imballaggi in plastica

di Redazione

La pandemia di coronavirus ha generato una grande e imprevista quantità di rifiuti di plastica a livello globale. Non ci sono ancora dati certi, ma c’è stato un ritorno forzato al monouso in aggiunta agli imballaggi spesso di plastica del delivery.

È vero che il consumo di plastica, specie monouso, è aumentato, ma i dati sul riciclaggio pongono l’Unione Europea al primo posto per riciclo degli imballaggi. L’Eurostat, infatti, stima che nel 2018 sia stato riciclato il 41,5% dei rifiuti di imballaggi in plastica e che in sette paesi tra gli stati membri, le percentuali mostrano che più della metà di questi rifiuti generati sia stata riciclata. Nello specifico il più alto tasso di riciclaggio dei rifiuti di i questo tipo è stato registrato in Lituania, dove il 69,3% di tutta la produzione viene riciclato, seguita da Slovenia, che ne converte il 60,4%, Bulgaria, il 59,2%, e Repubblica Ceca, il 57%. Al contrario, a riciclare meno di un terzo dei rifiuti di imballaggi in plastica sono Malta, solo poco più del 19%, Francia, il 26,9%, Ungheria, che ne ricicla il 30%, Irlanda, il 31%, e Finlandia e Danimarca, rispettivamente 31,1% e 31,5%.

Per quanto riguarda l’Italia, il paese si posiziona sopra la media europea, riciclando – sempre secondo le statistiche Eurostat – circa il 45% dei rifiuti di imballaggi in plastica. Osservando invece i dati aggiornati al 2019 e non limitati solo agli imballaggi, secondo le stime del rapporto del Conai – il Consorzio nazionale imballaggi- in Italia il 71,2% degli imballaggi è stato avviato al riciclo, superando così anche la soglia del 65% richiesta dall’Unione Europea per gli obiettivi da raggiungere entro il 2025.

La percentuale riferita al 2019, corrispondente ad oltre nove milioni e mezzo di tonnellate, risulta essere in aumento rispetto all’anno precedente, quando la percentuale di riciclo si è assestata al 69,7%.

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Clima: tra 30 anni addio alle vacanze sulla neve? https://www.t-mag.it/2020/12/30/cambiamento-climatico-tra-30-anni-addio-alle-vacanze-sulla-neve/ https://www.t-mag.it/2020/12/30/cambiamento-climatico-tra-30-anni-addio-alle-vacanze-sulla-neve/#respond Wed, 30 Dec 2020 15:00:48 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152707 Questo l’allarme lanciato dal Wwf con la sfida “salviamo il Natale 2050”. Sul fronte delle temperature, si prevede, farà sempre più caldo anche in inverno

di Redazione

Se la preoccupazione di quest’anno è stata quella di “salvare” il Natale 2020 dal coronavirus, il Wwf lancia la sfida di “salvare” il Natale 2050 dal riscaldamento globale. Secondo l’allarme lanciato dall’organizzazione, se quest’anno causa Covid si è dovuto rinunciare alla settimana bianca, entro i prossimi trent’anni potrebbero scomparire le vacanze sulla neve perché le temperature saranno troppo alte per garantire l’innevamento anche ad alta quota.

Photo by Ilias Papounidis on Unsplash

Lo scenario prospettato dal Wwf, inevitabile se non si modificano gli attuali modelli di produzione e consumo di energia, prevede che a causa del riscaldamento globale e della mancanza di neve sulle montagne italiane, quattro stazioni sciistiche su cinque dovranno cessare la propria attività. Infatti, le stime prevedono che entro i prossimi trent’anni le temperature medie invernali arriveranno fino a 1.5 o 2 gradi sulle Alpi, e aumenteranno di 1 grado nel resto dell’Italia, rispetto al periodo 1980-2010.  L’incremento delle temperature al contempo avrà anche l’effetto di far aumentare il livello medio dei mari di almeno 7 cm lungo le coste, causando danni, in particolar modo per le coste più basse, per circa 900 milioni di euro.

Inoltre, secondo le previsioni dell’organizzazione, caleranno le precipitazioni invernali in Sicilia ma, contemporaneamente, aumenteranno su tutto l’arco alpino, e ciò comporterà un aumento delle alluvioni e delle inondazioni non solo in montagna, ma anche nelle aree urbane, provocando danni stimati tra i 4,5 e gli 11 miliardi di euro.

I gravi danni ambientali e alle città causati da condizioni metereologiche estreme sono riportati anche dall’analisi Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database, secondo cui nell’anno si contano una media di quattro nubifragi al giorno, come grandinate, tornado, nevicate anomale e bombe d’acqua. Le grandi nevicate ed il repentino abbassamento delle temperature di fine anno hanno messo seriamente a rischio le coltivazioni, danni che vanno ad aggiungersi agli oltre 14 miliardi di euro persi in dieci anni a causa di cali della produzione agricola, danni alle strutture e alle infrastrutture.  

La causa dell’intensificarsi di eventi estremi, secondo l’analisi, è da imputare alla tropicalizzazione delle temperature, come conseguenza dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale: il 2020 è stato classificato come il quinto anno più caldo dal 1800 ad oggi, con un aumento delle temperature di 0,96 gradi.

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