Approfondimenti – T-Mag | il magazine di Tecnè https://www.t-mag.it Mon, 10 May 2021 14:56:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.7 Torna a crescere la disoccupazione giovanile https://www.t-mag.it/2021/05/10/torna-a-crescere-la-disoccupazione-giovanile/ https://www.t-mag.it/2021/05/10/torna-a-crescere-la-disoccupazione-giovanile/#respond Mon, 10 May 2021 14:56:19 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155895 Giovani e donne restano le due categorie più colpite dalla crisi derivata dall’emergenza sanitaria

di Redazione

La disoccupazione giovanile in Italia torna a crescere a marzo. A marzo, infatti, è passata dal 31,9% al 33%, il livello più elevato nell’area OCSE dopo quello della Spagna, dove il tasso di giovani in cerca di occupazione è pari al 37,7%. Nel nostro Paese è inoltre in crescita il tasso di disoccupazione femminile, all’11,4% dall’11,3%, mentre nel resto dell’area OCSE il dato risulta in calo al 6,6%, dal 6,8%. In particolare la disoccupazione femminile italiana è la più alta dopo quella della Colombia e della Spagna. 

Non sono dati che stupiscono e che già l’Istat aveva fotografato, in riferimento all’Italia. Rispetto a febbraio 2020, stando agli ultimi dati dell’Istituto nazionale di statistica, l’occupazione è diminuita per tutti i gruppi di popolazione, ma il calo risulta più marcato tra i dipendenti a termine (-9,4%), gli autonomi (-6,6%) e i lavoratori più giovani (-6,5% tra gli under 35).

Per quanto riguarda la componente femminile, invece, la risalita congiunturale dell’occupazione registrata a marzo 2021, già l’Istat aveva osserva una ripresa tra gli uomini, ma una diminuzione tra le donne. 

Si tratta ad ogni modo di un trend che viene registrato da tempo. La crisi dovuta all’emergenza sanitaria ha colpito, in maniera più netta, i giovani e le donne, e in generale le persone con contratti di lavoro a termine o autonomi, in molti casi rappresentati proprio dalle due componenti.

Se per i giovani nel mercato del lavoro può essere “più facile” trovarsi in una condizione di precarietà occupazionale, la componente femminile è stata quella che ha pagato di più il prezzo della crisi, anche perché tradizionalmente impiegata nel settore dei servizi, che hanno sofferto maggiormente gli effetti della pandemia e le conseguenti limitazioni.

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Cosa significa la sospensione dei brevetti sui vaccini https://www.t-mag.it/2021/05/07/coronavirus-cosa-significa-la-sospensione-dei-brevetti-sui-vaccini-2/ https://www.t-mag.it/2021/05/07/coronavirus-cosa-significa-la-sospensione-dei-brevetti-sui-vaccini-2/#respond Fri, 07 May 2021 12:31:25 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155847 A proporla sono stati gli Stati Uniti, subito sostenuti da decine di Paesi. Secondo alcuni osservatori e le aziende farmaceutiche, però, non aiuterebbe la produzione delle dosi

di Redazione

In questa fase della pandemia, i paesi sono impegnati nelle rispettive campagne vaccinali. Alcune procedono speditamente, altre un po’ meno. Tra gli ostacoli che rallentano le somministrazioni, l’approvvigionamento delle dosi rappresenta sicuramente il più difficile da superare. Attualmente le case farmaceutiche, che producono i vaccini autorizzati dalle agenzie sanitarie – nell’Unione europea, ad esempio, ad occuparsene è l’EMA, l’Agenzia del Farmaco europea –, sono una manciata: nell’Ue, sono Pfizer, AstraZeneca, Moderna e Johnson&Johnson. Come incrementare la produzione, dunque? Secondo gli Stati Uniti, la sospensione dei brevetti potrebbe essere la soluzione.

«Tempi straordinari richiedono misure straordinarie», ha detto la rappresentate al Commercio per gli Stati Uniti all’Organizzazione mondiale del Commercio, Katherine Tai, annunciando una decisione che, se appoggiata all’unanimità dai 164 membri dell’organizzazione, consentirà alle case farmaceutiche di produrre i vaccini già sviluppati dalle aziende che ne detengono la proprietà intellettuale. A favore della sospensione ci sono almeno 60 Paesi, capeggiati dall’India, che sta attraversando una fase molto delicata con il numero dei contagi e delle morti da coronavirus in vertiginoso aumento, e dal Sudafrica.

Quella statunitense è un’inversione di rotta rispetto alla linea dell’amministrazione Trump, contraria alla sospensione dei brevetti. Gli States non sono gli unici ad aver cambiato idea in proposito: «L’Unione europea è pronta a sostenere la sospensione dei brevetti vaccinali», ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. Il governo italiano e quello francese hanno appoggiato subito la nuova posizione dell’esecutivo comunitario. Altri non lo hanno fatto: la Germania ha dichiarato apertamente di essere contraria alla sospensione dei brevetti. Secondo Berlino, questa scelta potrebbe generare «gravi complicazioni» alla produzione. Le aziende farmaceutiche, sostiene il governo tedesco, senza un incentivo economico non sarebbero motivate ad accelerarla.

Oltre alla Germania, altri non sono d’accordo: «Siamo totalmente in linea con l’obiettivo che i vaccini siano rapidamente e equamente distribuiti nel mondo. Ma come abbiamo ripetuto più volte, una sospensione è la risposta semplice ma sbagliata a un problema complesso», ha replicato in una nota l’IFPMA, la Federazione internazionale delle aziende farmaceutiche.

Alcuni osservatori sostengono che la sospensione dei brevetti non si tradurrà necessariamente in un aumento della produzione: oltre ai brevetti, tra le altre cose, i vaccini richiedono i macchinari adatti e le materie prime, dotarsene potrebbe non essere un’operazione semplice, considerando l’alta domanda a livello globale.

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Dati personali e password, i rischi per aziende e utenti https://www.t-mag.it/2021/05/06/dati-personali-e-password-i-rischi-per-aziende-e-utenti/ https://www.t-mag.it/2021/05/06/dati-personali-e-password-i-rischi-per-aziende-e-utenti/#respond Thu, 06 May 2021 14:14:58 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155823 Secondo il rapporto Acronis Cyber Protection Week Global 2021, il 75% degli utenti e il 50% dei professionisti del settore tecnologico hanno perso dati lo scorso anno

Privacy, password, sicurezza. Se ne parla spesso, a più livelli, anche istituzionali, ma i cittadini sono pienamente consapevoli della sicurezza online e durante le operazioni più comuni effettuate, ad esempio, con il proprio smartphone? Nel 2020, osserva l’Eurostat, l’81% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni nell’UE ha utilizzato uno smartphone per scopi privati ​​nei tre mesi precedenti l’indagine. Tuttavia, il 18% ha risposto in aggiunta che durante l’utilizzo o l’installazione di un’app sullo smartphone non ha mai limitato o rifiutato l’accesso ai dati personali, tipo posizione o contatti. Il 6%, poi, non sapeva che fosse possibile limitare o rifiutare l’accesso ai propri dati personali durante l’utilizzo o l’installazione di un’app.

La percentuale di persone che non ha mai limitato o rifiutato tale accesso è più alta tra i giovani (20% tra i 16-24 anni) e più bassa tra le persone anziane (14% tra i 65-74 anni).

Fonte

Dai dati Eurostat, emerge ancora che circa un terzo delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni non ha mai limitato o rifiutato l’accesso ai propri dati personali durante l’utilizzo o l’installazione di un’app in Croazia (37%) e Repubblica Ceca (36%), in Lettonia (32%) e Lituania (31% ). Al contrario, solo l’11% delle persone nel campione di riferimento in Svezia non ha mai limitato o rifiutato l’accesso, seguito da Italia, Paesi Bassi e Portogallo (​​12%), Belgio, Germania e Slovenia (​​13%).

Oggi, giovedì 6 maggio, è inoltre il World Password Day. Secondo la società di sicurezza Bitdefender il 66% delle persone non prende in considerazione la possibilità di cambiare le password dopo aver saputo di importanti violazioni di dati, e più della metà non ha cambiato le proprie password negli ultimi 12 mesi. In più, secondo il rapporto Acronis Cyber Protection Week Global 2021, il 75% degli utenti e il 50% dei professionisti del settore tecnologico hanno perso dati lo scorso anno, mettendo a rischio le informazioni personali, delle loro aziende e dei loro clienti ai criminali informatici. Le tre password più comuni in tutto il mondo? A novembre 2020 erano 123456, 123456789 e immagine1.

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Il mercato dello streaming musicale https://www.t-mag.it/2021/05/05/il-mercato-dello-streaming-musicale/ https://www.t-mag.it/2021/05/05/il-mercato-dello-streaming-musicale/#respond Wed, 05 May 2021 14:02:50 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155794 Spotify continua a crescere (in attesa delle novità annunciate nelle scorse settimane), mentre Square formalizza l’acquisizione di TIDAL

di Redazione

La società di pagamenti digitali Square, di proprietà di Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha formalizzato il 30 aprile l’acquisizione delle quote di maggioranza di TIDAL (oltre 300 milioni di dollari), il servizio di musica in streaming di proprietà del rapper JAY-Z. L’operazione era stata annunciata a inizio marzo dalle due società. Nel 2017 JAY-Z aveva venduto il 33 per cento della società all’azienda di telecomunicazioni Sprint, poi riacquistate prima della conclusione dell’accordo con Square. Nel 2015 JAY-Z aveva acquisito la società dalla norvegese Aspiro, che l’aveva lanciata un anno prima.

TIDAL è stata tra le prime aziende dedicate allo streaming musicale a promuovere una qualità superiore (qualità CD senza perdita di dati), proponendo agli utenti nella sua versione più elevata un prezzo più alto per l’abbonamento rispetto ai principali competitor. Su quest’ultimo punto, però, la concorrenza si è messa al pari. 

Deezer e Amazon Music, ad esempio, che hanno di recente lanciato la loro versione HiFi. E anche Spotify, a febbraio, ha annunciato – dopo anni di voci al riguardo – che entro la fine dell’anno proporrà, in mercati selezionati, il nuovo servizio Spotify HiFi, che permetterà di ascoltare musica in qualità da CD, in formato lossless.  

Spotify era rimasta uno delle poche piattaforme di streaming musicale (insieme ad Apple Music, che però sviluppa un altro tipo di tecnologia) senza la possibilità dell’ascolto in alta fedeltà. L’Hi-Fi, dunque, era stata fin qui una prerogativa di TIDAL, che ha introdotto inoltre la qualità Master (un tipo di formato che, secondo la società, permette agli abbonati di ascoltare la musica proprio come è stata registrata in studio) e altre piattaforme, tra cui Qobuz, più indicata per veri e propri audiofili.

Eppure queste differenze non hanno impedito a Spotify – che negli anni ha fatto dei podcast il suo punto di forza – di mantenere il primato nel mercato dello streaming musicale. TIDAL non è riuscita a replicare il medesimo successo – al netto di una maggiore qualità, video, album e contenuti in esclusiva –, mentre Spotify può contare a fine marzo su 356 milioni di utenti e sull’aumento del 21% del numero di abbonati (158 milioni) in un anno. La piattaforma ha perciò chiuso il primo trimestre con un fatturato pari a 2,15 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2020. In più, dopo diversi trimestri in perdita, mette a segno un utile netto di 23 milioni di euro.

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Un problema rimasto irrisolto: la sicurezza sul lavoro https://www.t-mag.it/2021/05/04/un-problema-rimasto-irrisolto-la-sicurezza-sul-lavoro/ https://www.t-mag.it/2021/05/04/un-problema-rimasto-irrisolto-la-sicurezza-sul-lavoro/#respond Tue, 04 May 2021 13:15:50 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155769 L’incidente avvenuto a Montemurlo riaccende i riflettori su un tema fondamentale. Che la pandemia ha in parte “scansato”, ma di certo non eliminato

di Redazione

Nel complesso le denunce di infortunio sui luoghi di lavoro sono diminuite nel corso del 2020, così come i decessi in itinere. Ma i dati non spiegano molto e sono, piuttosto, alterati dalle condizioni lavorative che hanno caratterizzato soprattutto lo scorso anno (ma ancora anche i primi mesi del 2021) a causa della pandemia. Chiusure, restrizioni e più smart working hanno fatto registrare meno casi rispetto al periodo precedente. Eppure l’incidente in un’azienda tessile avvenuto a Montemurlo, con la vittima 22enne Luana D’Orazio, riaccende una volta di più i riflettori su un tema fondamentale: la sicurezza sul lavoro

«I dati del 2020 – spiega l’Inail – sono stati influenzati in modo significativo dalla pandemia da nuovo Coronavirus solo dal mese di marzo (inizio della “prima ondata” dei contagi), mentre quelli di quest’anno (gennaio in particolare e, in misura più contenuta, febbraio e marzo) sono ancora influenzati dalla “seconda ondata” dei contagi iniziata a ottobre scorso».

Il primo trimestre 2021

Nel periodo gennaio-marzo di quest’anno l’Inail registra ancora una diminuzione delle denunce di infortunio e di malattia professionale rispetto all’analogo periodo del 2020. Con lo scorso mese di marzo sembra delinearsi, però, un’inversione di tendenza del trend infortunistico e tecnopatico, che andrà comunque monitorato e verificato nei prossimi mesi. Mentre i dati del primo bimestre di quest’anno presentano un calo rispetto ai primi due mesi del 2020, infatti, quelli del solo mese di marzo registrano aumenti generalizzati rispetto a marzo 2020 per tutte le variabili oggetto di osservazione.

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di marzo sono state 128.671, in diminuzione di oltre duemila casi (-1,7%) rispetto alle 130.905 del primo trimestre del 2020. La diminuzione dell’1,7% dell’intero periodo è la sintesi di un calo delle denunce osservato nel primo bimestre (-12%) e di un aumento nel mese di marzo (+35%) nel confronto tra i due anni.

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di marzo sono state 185, 19 in più rispetto alle 166 denunce registrate nel primo trimestre del 2020 (+11,4%), effetto degli incrementi osservati in tutti i mesi del 2021 rispetto a quelli del 2020. A livello nazionale i dati rilevati al 31 marzo di ciascun anno evidenziano per il primo trimestre di quest’anno un decremento solo dei casi in itinere, passati da 52 a 31, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono stati 40 in più (da 114 a 154). L’aumento ha riguardato tutte e tre le gestioni assicurative dell’Industria e servizi (da 146 a 158 denunce), dell’Agricoltura (da 11 a 16) e del Conto Stato (da 9 a 11). 

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo trimestre del 2021 sono state 13.583, oltre 500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2020 (-3,7%), sintesi di un calo del 26% nei primi due mesi e di un aumento del 62% nel solo mese di marzo nel confronto tra i due anni. Decrementi si sono registrati nell’Industria e servizi (in calo del 3,3%, da 11.634 a 11.248 casi), in Agricoltura (-4%, da 2.303 a 2.210) e nel Conto Stato (-23,8%, da 164 a 125).

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Gli effetti della pandemia sulla demografia italiana https://www.t-mag.it/2021/05/03/gli-effetti-della-pandemia-sulla-demografia-italiana/ https://www.t-mag.it/2021/05/03/gli-effetti-della-pandemia-sulla-demografia-italiana/#respond Mon, 03 May 2021 10:22:49 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155713 Nascite ancora in calo e 746 mila decessi nel 2020 (+18%). Il totale dei trasferimenti di residenza tra Comuni in calo del 12% rispetto al 2019

di Redazione

Gli effetti della pandemia hanno avuto un impatto su tutte le componenti del ricambio demografico in Italia. Nel 2020, osserva l’Istat nel report sugli indicatori demografici, si sono registrati effetti non soltanto, per quanto prevalentemente, sulla mortalità ma anche sulla mobilità residenziale interna e con i paesi esteri, arrivando a incidere persino sui comportamenti riproduttivi (nell’ultimo mese dell’anno) e nuziali. Ne scaturisce un quadro globale, già di per sé fortemente squilibrato da dinamiche demografiche deboli sul versante del ricambio della popolazione, nel quale le stesse problematiche risultano accentuate e moltiplicate.

Alla luce di dati molto consolidati che coprono tutto il 2020, ma che per il momento sono da considerarsi provvisori, le nascite risultano pari a 404 mila mentre i decessi raggiungono il livello eccezionale di 746 mila. Ne consegue una dinamica naturale (nascite-decessi) negativa nella misura di 342 mila unità. Gli effetti del lockdown hanno poi determinato inevitabili ripercussioni sul versante dei trasferimenti di residenza. Le iscrizioni dall’estero sono state 221 mila e le cancellazioni 142 mila. Ne deriva un saldo migratorio con l’estero positivo per 79 mila unità, il valore più basso degli anni 2000 e in grado di compensare solo in parte l’effetto negativo del pesante bilancio della dinamica naturale.

Per quanto riguarda la mobilità interna si rileva una riduzione del volume complessivo di circa il 12%: sono 1 milione 308 mila i trasferimenti registrati tra i Comuni italiani nel 2020 contro 1 milione 485 mila dell’anno precedente. Infine, le ordinarie operazioni di allineamento e revisione delle anagrafi (saldo per altri motivi) comportano un saldo negativo per ulteriori 121 mila unità.

Il riflesso di tali andamenti comporta un’ulteriore riduzione della popolazione residente, scesa al 1° gennaio 2021 a 59 milioni 258 mila. Ininterrottamente in calo da sette anni consecutivi, e specificamente dal 2014 quando raggiunse la cifra record di 60,3 milioni di residenti, l’ammontare della popolazione registra nel 2020 una riduzione di 384 mila unità sull’anno precedente (-6,4 per mille residenti).

Popolazione in calo in quasi tutte le regioni

Con l’eccezione del Trentino-Alto Adige, dove si registra una variazione annuale della popolazione pari a +0,4 per mille, tutte le regioni sono interessate da un decremento demografico. Il fenomeno colpisce maggiormente il Mezzogiorno (-7 per mille) rispetto al Centro (-6,4) e al Nord (-6,1). Molise (-13,2) e Basilicata (-10,3) sono le regioni più colpite; tra quelle del Nord spiccano Piemonte (-8,8), Valle d’Aosta (-9,1) e soprattutto Liguria (-9,9).

Persi in media oltre 14 mesi di sopravvivenza

Per effetto del forte aumento del rischio di mortalità, aggiunge l’Istat, specie in alcune aree e per alcune fasce d’età, che ha dato luogo a 746 mila decessi (il 18% in più di quelli rilevati nel 2019), la sopravvivenza media nel corso del 2020 appare in decisa contrazione. La speranza di vita alla nascita, senza distinzione di genere, scende a 82 anni, ben 1,2 anni sotto il livello del 2019. Per osservare un valore analogo occorre risalire al 2012. Gli uomini sono più penalizzati: la loro speranza di vita alla nascita scende a 79,7 anni, ossia 1,4 anni in meno dell’anno precedente, mentre per le donne si attesta a 84,4 anni, un anno di sopravvivenza in meno.

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In frenata la contrazione dell’economia italiana https://www.t-mag.it/2021/04/30/in-frenata-la-contrazione-delleconomia-italiana/ https://www.t-mag.it/2021/04/30/in-frenata-la-contrazione-delleconomia-italiana/#respond Fri, 30 Apr 2021 10:17:19 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155710 Nel primo trimestre del 2021 l’Istat stima una diminuzione del Pil dell’1,4% in termini tendenziali (era del 6,6% nel trimestre precedente)

di Redazione

Nel primo trimestre del 2021, l’Istat stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% in termini tendenziali. Il primo trimestre del 2021 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al primo trimestre del 2020.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre i servizi nel loro complesso hanno registrato una diminuzione. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2021 è pari a +1,9%.

«Nel primo trimestre del 2021 – è il commento dell’Istat – l’economia italiana ha subito una nuova contrazione, di entità più contenuta rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2020. Il risultato risente, in particolare per il settore terziario, degli effetti economici delle misure adottate a contrasto dell’emergenza sanitaria. Si riduce l’intensità del calo tendenziale del Pil che passa dal 6,6% del trimestre precedente all’1,4%. La stima preliminare ha, come di consueto, natura provvisoria e si basa sulla valutazione dell’andamento delle componenti di offerta che indica un’espansione dell’agricoltura e dell’attività industriale e una contrazione dei servizi».

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Lavoro: 9,7 milioni di dipendenti in attesa di rinnovo del contratto https://www.t-mag.it/2021/04/29/lavoro-97-milioni-di-dipendenti-in-attesa-di-rinnovo-del-contratto/ https://www.t-mag.it/2021/04/29/lavoro-97-milioni-di-dipendenti-in-attesa-di-rinnovo-del-contratto/#respond Thu, 29 Apr 2021 14:04:53 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155676 I dati Istat: la retribuzione oraria media, rispetto al primo trimestre del 2020, è cresciuta dello 0,7%

di Redazione

Alla fine di marzo 2021, l’Istat stima che i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica (30 contratti) riguardano il 21,5% dei dipendenti – circa 2,7 milioni – e un monte retributivo pari al 22,3% del totale. Nel corso del primo trimestre 2021 sono stati recepiti otto contratti: ceramiche, trasporti marittimi, telecomunicazioni, editoria giornali, lavanderia industriale, conciarie, grafiche editoriali e servizi portuali. I contratti che a fine marzo 2021 sono in attesa di rinnovo ammmontano a 43 e interessano circa 9,7 milioni di dipendenti – il 78,5% del totale – con un monte retributivo pari al 77,7%, si tratta di 300 mila lavoratori in meno rispetto al dato di fine dicembre.

A marzo 2021, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto, rispetto a marzo 2020, è aumentato sia per i lavoratori con il contratto scaduto (da 13,9 a 22,6 mesi) sia per il totale dei dipendenti (da 11,2 a 17,7 mesi). La retribuzione oraria media, rispetto al primo trimestre del 2020, è cresciuta dello 0,7%. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è invariato rispetto a febbraio 2021 ed è aumentato dello 0,6% rispetto a marzo 2020.

In particolare, l’aumento tendenziale è stato dello 0,9% per i dipendenti dell’industria, dello 0,6% per quelli dei servizi privati ed è stato nullo per quelli della pubblica amministrazione.

I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono quelli del credito e delle assicurazioni (+2%), del legno, carta e stampa (+1,8%) e dell’edilizia (+1,6%). L’incremento è invece nullo per i settori del tessile, dell’abbigliamento e lavorazione pelli, delle industrie chimiche, del commercio, delle farmacie private, delle telecomunicazioni e della pubblica amministrazione.

«Nel primo trimestre del 2021 – è il commento dell’Istat – si registrano importanti segnali di ripresa dell’attività contrattuale, con otto contratti ratificati nell’arco dei tre mesi. È stata inoltre siglata l’ipotesi di accordo per i dipendenti dell’industria metalmeccanica, la cui riserva è stata appena sciolta, che da sempre ha assunto un ruolo di guida nella stagione dei rinnovi contrattuali. Da gennaio 2021 riprende a diminuire con continuità, seppur lentamente, la quota dei dipendenti con contratto scaduto. La dinamica salariale rimane comunque molto contenuta, a causa dell’elevato numero di contratti in attesa di rinnovo e del fatto che molti degli incrementi, negli accordi di rinnovo, sono previsti a partire dal prossimo anno».

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Stati Uniti: Biden alla prova dei 100 giorni https://www.t-mag.it/2021/04/28/stati-uniti-biden-alla-prova-dei-100-giorni/ https://www.t-mag.it/2021/04/28/stati-uniti-biden-alla-prova-dei-100-giorni/#respond Wed, 28 Apr 2021 15:05:54 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155658 Il presidente americano si avvicina al primo traguardo della sua amministrazione con un indice di approvazione abbastanza alto, dice il Pew Research Center

di Fabio Germani

Con il primo intervento al Congresso a Camere riuniti, il presidente statunitense Joe Biden celebrerà, per così dire, i primi cento giorni della sua amministrazione. Segnata, inevitabilmente, dalla pandemia (e dalle sue conseguenze economiche), ma anche dalle questioni che da sempre attraversano il paese, quali il razzismo sistemico, problema di lunghissimo corso su cui la Casa Bianca ha promesso un nuovo approccio. Ad ogni modo, per l’occasione, Biden dovrebbe annunciare un nuovo intervento di politica economica, per un valore di 1.500 miliardi, dopo il piano di soccorso pandemico destinato soprattutto a famiglie e imprese da 1.900 miliardi, già approvato dal Congresso,più il programma da 2.300 miliardi per le infrastrutture. Senza dimenticare, ovviamente, l’impegno dell’amministrazione Biden verso una più completa transizione energetica (si parla anche, tra le altre cose, di carbon tax).

Ma qual è il giudizio degli americani sulla nuova amministrazione? Risponde il Pew Research Center, che sull’argomento, in prossimità del traguardo dei 100 giorni, ha diffuso una sua indagine. Joe Biden si avvicina al primo step della sua presidenza con un indice di approvazione abbastanza alto e i cittadini continuano a esprimere opinioni positive (67%) sul pacchetto di aiuti approvato dal Congresso. Quasi tre quarti degli americani (72%), afferma il Pew Research Center, sostiene che l’amministrazione Biden ha svolto un lavoro eccellente o buono, gestendo la produzione e la distribuzione dei vaccini anti-Covid agli americani. Le opinioni su Biden e sulla sua amministrazione, tuttavia, evidenziano netti contrasti con le opinioni relative al suo predecessore. Il 46% afferma di apprezzare il modo in cui Biden agisce da presidente (46%) rispetto a quelli che esprimono un’opinione contraria (27%).

Sul fronte pandemico, una percentuale schiacciante di democratici ed elettori indipendenti di tendenza democratica (88%) afferma che l’amministrazione ha svolto un lavoro eccellente o buono nel lancio del vaccino, pensiero condiviso anche dal 55% di elettori e sostenitori repubblicani. In questo senso, risultano peggiori le valutazioni sull’operato dell’amministrazione Trump (il 43% afferma di ritenere quello del predecessore di Biden un lavoro eccellente o buono), tuttavia il 55% – l’86% tra i repubblicani e il 31% tra i democratici – esprime opinioni positive sul sostegno dell’amministrazione Trump allo sviluppo dei vaccini anti-Covid da parte di diverse aziende farmaceutiche.

Che “tipo” di America

Gli Stati Uniti crescono meno, demograficamente parlando. Nello specifico, nell’ultimo periodo, hanno registrato la crescita demografica più bassa dalla Grande Depressione, secondo il censimento nazionale. Il Census Bureau ha confermato, infatti, lo spostamento verso sud e ovest della popolazione interna e contestualmente la perdita dell’influenza politica di alcuni grandi centri, come New York. Il dato che più risalta dal Census 2020 è il tasso di incremento in America degli abitanti nel decennio 2010-2020, in crescita solo del 7,4% (ai tempi della Grande Depressione degli anni trenta, appunto, il valore si attestava al 7,3%). A determinare quest’ordine di grandezza, il tasso di natalità in calo e anche la diminuzione dei flussi migratori. Ovviamente in un grande paese quali sono gli Stati Uniti il trend non si è registrato allo stesso modo ovunque e ciò avrà ripercussioni anche in termini elettorali, già a partire dalle midterm del 2022. Il Texas, ad esempio, avrà due seggi in più alla Camera, mentre uno in più lo avranno Florida, North Carolina, Colorado, Montana e Oregon. Al contrario ne perderanno Illinois, Michigan, Ohio, West Virginia, Pennsylvania, New York e, per la prima volta, California. Uno scenario che potrebbe, almeno in teoria, avvantaggiare i repubblicani.

@fabiogermani

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Commercio estero, su export verso paesi extra-Ue https://www.t-mag.it/2021/04/27/commercio-estero-su-export-verso-paesi-extra-ue/ https://www.t-mag.it/2021/04/27/commercio-estero-su-export-verso-paesi-extra-ue/#respond Tue, 27 Apr 2021 10:44:46 +0000 https://www.t-mag.it/?p=155625 Aumento congiunturale anche per l’import. A marzo 2021, le esportazioni aumentano su base annua del 23,1%

di Redazione

A marzo 2021, l’Istat stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+6,8%) rispetto alle esportazioni (+2,5%). L’aumento su base mensile dell’export è dovuto soprattutto all’aumento delle vendite di energia (+65,2%) e beni intermedi (+3,5%). Risultano in calo le vendite di beni di consumo non durevoli (-1%). Dal lato dell’import, tranne che per i beni strumentali (-5,1%), si rilevano incrementi congiunturali diffusi, i più marcati per energia (+23,4%) e beni di consumo non durevoli (+7,6%).

Nel primo trimestre 2021, rispetto al trimestre precedente, l’export diminuisce dello 0,7%, per effetto principalmente del calo delle vendite di beni strumentali (-4,4%); l’import, invece, segna un rialzo congiunturale del 5,6%, cui contribuisce soprattutto il forte incremento degli acquisti di energia (+35%).

A marzo 2021, l’export aumenta su base annua del 23,1%. L‘aumento, diffuso a tutti i raggruppamenti principali di industrie, è particolarmente ampio per beni di consumo durevoli (+59,3%), energia (+38,9%) e beni strumentali (+34,1%). L’import registra una crescita tendenziale ancora più sostenuta (+35%), con forti aumenti per tutti i raggruppamenti; i più marcati riguardano beni di consumo durevoli (+91%), beni strumentali (+44%) e beni intermedi (+40,5%).

La stima del saldo commerciale a marzo 2021 è pari a +4.797 milioni (+5.073 a marzo 2020). Aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +7.053 milioni per marzo 2020 a +7.470 milioni per marzo 2021). Nel periodo di riferimento si registra poi un marcato aumento su base annua dell’export verso Cina (+47%), paesi Asean (+41%), paesi Mercosur (+38,2%), Svizzera (+35,7%), paesi Opec (+24,9%) e Turchia (+24,6%). Gli acquisti da Cina (+89,7%), paesi Opec (+62,6%), paesi Mercosur (+47,3%), Turchia (+37,7%) e Regno Unito (+30,7%) registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue27. Gli acquisti dagli Stati Uniti (-1,2%) sono in lieve calo.

«Dopo il lieve calo di febbraio – è il commento dell’Istat –, l’export registra a marzo un nuovo rialzo congiunturale spiegato per oltre la metà dall’aumento delle vendite di energia. Rispetto a marzo dello scorso anno, mese in cui le esportazioni italiane iniziarono a subire gli effetti della crisi sanitaria, la crescita dell’export è molto sostenuta e determinata per due terzi dall’aumento delle vendite di beni strumentali e beni intermedi. La crescita dell’export è diffusa verso tutti i principali partner commerciali extra Ue; nettamente superiore alla media è l’aumento delle vendite verso la Cina. Anche il rialzo congiunturale dell’import, più marcato di quello dell’export, è dovuto soprattutto ai maggiori acquisti di energia. Il deciso incremento tendenziale, giunto dopo un anno di ampie flessioni, riguarda in maniera generalizzata tutti i comparti».

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