Economia – T-Mag | il magazine di Tecnè https://www.t-mag.it Mon, 30 Nov 2020 15:53:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.6 Economia in difficoltà anche a Natale https://www.t-mag.it/2020/11/30/economia-in-difficolta-anche-a-natale/ https://www.t-mag.it/2020/11/30/economia-in-difficolta-anche-a-natale/#respond Mon, 30 Nov 2020 15:53:52 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152072 Non si esclude una reazione delle famiglie alla crisi, ma sui consumi pesano le incertezze e una maggiore propensione al risparmio. In affanno il settore della ristorazione

di Redazione

Se da un lato emergono le difficoltà di bar e ristoranti che, come sottolinea Coldiretti, «nonostante i cambi di colore in Italia restano chiusi due bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi su tre per un totale di oltre 215 mila locali situati nelle regioni rosse e arancioni dove è proibita qualsiasi attività al tavolo, con un drammatico impatto su economia ed occupazione» (una perdita complessiva per la ristorazione nel 2020 di quasi 41 miliardi di euro), dall’altro lato le previsioni sui consumi in vista delle festività di Natale sembrano anticipare una volontà di reazione alla crisi.

Certo è che non sarà un Natale come tutti gli altri, ma l’indagine annuale dell’Ufficio Studi Confcommercio su consumi di Natale e tredicesime sembra illustrare qualche spiraglio positivo, a fronte, tuttavia un calo pesante dei consumi, intorno al 12% rispetto all’anno scorso. 

In più le tredicesime saranno più più leggere, con una forte riduzione di coloro che faranno regali: da quasi l’87% del 2019 a poco più del 74%. Ma chi può, aggiunge Confcommercio, spenderà per i regali una cifra solo un po’ più bassa di quella dello scorso anno (164 euro a testa contro i quasi 170 del 2019).

Quello di dicembre, che per i consumi commercializzabili vede ridursi il suo valore economico da 81 a 73 miliardi, resta comunque il mese più importante dell’anno. 

«Potrebbe valere ancora di più – spiega a tale proposito l’Ufficio Studi Confcommercio – se ci fossero condizioni più favorevoli di contesto e di fiducia: molti italiani potrebbero spendere le risorse involontariamente accumulate durante il lockdown per mancanza oggettiva di opportunità di consumo. I risparmi detenuti in forma liquida sono cresciuti di 80 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2020 rispetto alla prima parte del 2019».

A incidere maggiormente, infatti, le conseguenze dell’emergenza sanitaria riassumibili con le crescenti difficoltà nell’occupazione e il notevole aumento della propensione al risparmio.  

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Inflazione, Istat: «Resta negativa, a novembre -0,2%» https://www.t-mag.it/2020/11/30/inflazione-istat-resta-negativa-a-novembre-02/ https://www.t-mag.it/2020/11/30/inflazione-istat-resta-negativa-a-novembre-02/#respond Mon, 30 Nov 2020 12:54:17 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152047 «Secondo le stime preliminari, nel mese di novembre 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e dello 0,2% su base annua (da -0,3% di ottobre)». Lo ha reso noto l’ISTAT, l’Istituto nazionale di statistica, attraverso la diffusione di un comunicato stampa. «L’inflazione – prosegue la nota – rimane negativa per il settimo mese consecutivo, a causa prevalentemente dei prezzi dei beni energetici (-8,6%, da -8,7% del mese precedente), ma la flessione è meno marcata rispetto a quella di ottobre per effetto dell’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari lavorati (da una variazione tendenziale nulla a +0,7%) e di quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,1% a +0,5%). L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe, rispettivamente da +0,2% a +0,5% e da +0,5% a +0,6%. La diminuzione congiunturale dell’indice generale è dovuta prevalentemente al calo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,0% per entrambi), solo in parte compensata dall’aumento dei beni alimentari sia lavorati (+0,9%) sia non lavorati (+0,7%). L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,2% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo. I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano (da +1,2% a +1,5%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto continuano a registrare una flessione (da -0,2% a -0,1%). Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione nulla su base mensile e diminuisce dello 0,3% su base annua (da -0,6% di ottobre). Il dimezzarsi della flessione tendenziale si deve per lo più alle dinamiche dei prezzi delle stesse componenti merceologiche che spiegano l’attenuarsi della diminuzione su base annua dell’indice NIC, ma con un’amplificazione dei loro effetti dovuta al maggior peso con cui queste componenti contribuiscono per l’IPCA alla variazione dell’indice generale. Per le modalità con le quali è stata affrontata – conclude la nota -, per le stime preliminari di novembre e nei mesi precedenti, l’emergenza sanitaria, si veda la Nota metodologica alle pagine 16, 17 e 18».

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Natale, in Italia i consumatori spenderanno 7,3 miliardi di euro per i regali https://www.t-mag.it/2020/11/30/natale-in-italia-i-consumatori-spenderanno-73-miliardi-di-euro-per-i-regali/ https://www.t-mag.it/2020/11/30/natale-in-italia-i-consumatori-spenderanno-73-miliardi-di-euro-per-i-regali/#respond Mon, 30 Nov 2020 12:44:02 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152039 Nel 2020 in Italia i consumatori spenderanno 7,3 miliardi di euro per i regali di Natale. Lo stima l’ufficio studi di Confcommercio, sottolineando che il dato è in calo del 18% rispetto al Natale dello scorso anno. Inoltre, “soltanto” il 74% dei consumatori farà regali, il minimo mai registrato in questa analisi, in «forte riduzione» dal quasi 87% del 2019.

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Green e competenze digitali per uscire dalla crisi https://www.t-mag.it/2020/11/27/green-e-competenze-digitali-per-uscire-dalla-crisi/ https://www.t-mag.it/2020/11/27/green-e-competenze-digitali-per-uscire-dalla-crisi/#respond Fri, 27 Nov 2020 15:22:30 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152023 Nei prossimi anni serviranno sempre più lavoratori nei settori innovativi e ad alto contenuto tecnologico. E la pandemia, in qualche modo, sta accelerando l’intero processo

di Redazione

L’attuale situazione legata alla pandemia di coronavirus sta accelerando alcune dinamiche che in verità erano già in atto nel mondo del lavoro e sta inoltre favorendo ad una nuova concezione dell’economia, in cui le componenti green e quella digitale diventano sempre più fondamentali. A trainare la ripresa occupazionale dopo l’emergenza saranno infatti proprio i settori di soluzioni ecosostenibili e di competenze digitali, come l’utilizzo professionale di internet, secondo le previsioni a medio termine del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere.

Non una vera e propria novità, ma secondo i dati del rapporto, tra il 2020 e il 2024 circa 2,7 milioni di persone entreranno nel mondo del lavoro nel settore green, di queste il 62%, che corrispondono ad oltre 1,6 milioni di nuovi lavoratori, dovranno essere in grado di sviluppare soluzioni e strategie ecosostenibili, mentre il 38%, pari a quasi un milione, soluzioni relative al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale, che sarà un fattore determinante per l’assunzione.

La necessità di competenze green nei prossimi cinque anni sarà trasversale a tutte le professioni, da quelle già esistenti – come ingegneri civili, energetici e meccanici, tecnici nella gestione dei cantieri edili e tecnici della sicurezza sul lavoro – alla domanda di nuove figure, i cosiddetti green jobs, come ad esempio il giurista ambientale, l’energy manager, lo specialista in contabilità verde, l’informatico ambientale, il promotore di nuovi materiali sostenibili. Da queste professioni, vecchie e nuove, risulta, come sottolinea Unioncamere, che molti dei nuovi lavoratori che andranno a soddisfare il fabbisogno occupazionale riguarderanno, per almeno il 46% del totale, profili altamente qualificati.

Anche per quanto riguarda le competenze digitali, queste saranno richieste sia per profili professionali già esistenti, che per nuove figure emergenti come data scientist, big data analyst, cloud computing expert, cyber security expert, business intelligence analyst e artificial intelligence system engineer. La richiesta di competenze digitali interesserà circa 1,5 milioni dei lavoratori nei prossimi cinque anni, corrispondenti al 56% delle opportunità di lavoro che si creeranno fra turnover e nuovi posti.

I due trend sono stati in qualche modo amplificati proprio dalla pandemia. Da un lato il coronavirus ha determinato una spinta verso un processo di digitalizzazione di molte attività produttive e lavorative, dall’altra le imprese già sviluppate in questo senso si sono trovate avvantaggiate rispetto alle altre per le quali l’impatto è stato più drastico. Allo stesso modo, per quanto riguarda le competenze green: secondo quanto rilevato in un’indagine svolta da Symbola e Unioncamere nel mese di ottobre di quest’anno, le aziende green sono le più resilienti, poiché tra le imprese che hanno effettuato investimenti per la sostenibilità, il 16% è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9% delle imprese non green.

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Eurozona, Bce: «L’Italia rischia di rimanere indietro» https://www.t-mag.it/2020/11/27/eurozona-bce-litalia-rischia-di-rimanere-indietro/ https://www.t-mag.it/2020/11/27/eurozona-bce-litalia-rischia-di-rimanere-indietro/#respond Fri, 27 Nov 2020 14:59:00 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152037 Secondo la Banca Centrale Europea, Paesi come il Portogallo, la Spagna e l’Italia richiamo di rimanere indietro nella fase di ripresa post-Covid a causa dei minori margini di manovra nei conti pubblici. A dirlo è stato Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della BCE, nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale portoghese Expresso. Rispetto alle crisi del passato, spiega tuttavia Panetta, «abbiamo registrato una gamma di interventi molto diversa. Ora e nei prossimi mesi è cruciale che i paesi utilizzino tali risorse con rapidità ed efficacia per finanziare gli investimenti e rafforzare il proprio potenziale di crescita». Il Consiglio direttivo della BCE, ha poi assicurato, «riesaminerà le prospettive macroeconomiche e sulla base di una tale analisi ricalibrerà i propri strumenti».

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Tra Black Friday e Cyber Monday gli italiani spenderanno online 1,5 miliardi https://www.t-mag.it/2020/11/27/tra-black-friday-e-cyber-monday-gli-italiani-spenderanno-online-15-miliardi/ https://www.t-mag.it/2020/11/27/tra-black-friday-e-cyber-monday-gli-italiani-spenderanno-online-15-miliardi/#respond Fri, 27 Nov 2020 14:56:00 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152035 Secondo le stime dell’Osservatorio eCOmmerce B2c del Politecnico di Milano, tra il Black Friday e il Cyber Monday gli italiani spenderanno in acquisti online qualcosa come 1,5 miliardi di euro. Una cifra enorme, in crescita del 15% rispetto allo stesso periodo del 2019, grazie soprattutto alla pandemia e alle misure restrittive, come la chiusura dei centri commerciali nei weekend.

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In calo la fiducia dei consumatori e delle imprese https://www.t-mag.it/2020/11/27/in-calo-la-fiducia-dei-consumatori-e-delle-imprese/ https://www.t-mag.it/2020/11/27/in-calo-la-fiducia-dei-consumatori-e-delle-imprese/#respond Fri, 27 Nov 2020 13:10:21 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152011 Pesa il peggioramento dell’emergenza sanitaria. L’impatto negativo è ampio per il settore dei servizi, soprattutto nel comparto turistico

di Redazione

Cala l’indice di fiducia di imprese e consumatori. A novembre 2020, infatti, l’Istat stima una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 101,7 a 98,1) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese che cade da 92,2 a 82,8 per effetto soprattutto del forte peggioramento dei servizi di mercato. 

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori, spiega l’Istat, sono in calo anche se con intensità differenziate. Il clima economico e il clima futuro registrano le flessioni maggiori, passando, rispettivamente, da 87,2 a 79,3 e da 104,0 a 98,8. Il clima personale scende da 106,4 a 104,7 e quello corrente diminuisce da 99,9 a 97,4.

Guardando alle imprese, invece, il peggioramento della fiducia è diffuso a tutti i settori: l’industria e il commercio al dettaglio registrano cali più contenuti mentre si evidenzia un crollo dell’indice relativo ai servizi di mercato. In particolare, nel settore manifatturiero l’indice scende da 94,7 a 90,2 e nelle costruzioni cala da 142,5 a 136,8. Nel commercio al dettaglio l’indice diminuisce da 98,9 a 95,2 mentre nei servizi di mercato cade da 87,5 a 74,7. Con riferimento alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera e nelle costruzioni tutte le componenti sono in peggioramento.

Nei servizi di mercato si registra un diffuso e marcato peggioramento dei giudizi sia sugli ordini sia sull’andamento degli affari; le attese sugli ordini subiscono un forte ridimensionamento contribuendo in modo considerevole alla caduta dell’indice di fiducia. Nel commercio al dettaglio, la diminuzione dell’indice è dovuta al forte calo delle aspettative sulle vendite future; invece, i giudizi sulle vendite recuperano e il saldo delle scorte di magazzino è in diminuzione. A livello di circuito distributivo, la fiducia aumenta nella grande distribuzione mentre è in marcata flessione nella distribuzione tradizionale.

«Il peggioramento dell’emergenza sanitaria – osserva l’Istat a tale proposito – ha influenzato la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori. Con riferimento alle imprese, l’impatto negativo è ampio per il settore dei servizi, dove si registrano giudizi estremamente negativi e una caduta delle aspettative, soprattutto nel comparto turistico. Per l’industria e il commercio al dettaglio l’effetto è più contenuto. Per quanto attiene ai consumatori, la situazione emergenziale ha influito sulle opinioni relative alla situazione economica del Paese, ivi compresa la disoccupazione, che sono in deciso peggioramento rispetto al mese scorso».

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Servizi: fatturato in ripresa nel terzo trimestre 2020 https://www.t-mag.it/2020/11/26/servizi-fatturato-in-ripresa-nel-terzo-trimestre-2020/ https://www.t-mag.it/2020/11/26/servizi-fatturato-in-ripresa-nel-terzo-trimestre-2020/#respond Thu, 26 Nov 2020 14:14:43 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152007 Un balzo del 26,7% che «risente positivamente dell’attenuarsi delle misure intraprese per il contenimento dell’emergenza sanitaria»

di Redazione

Nel terzo trimestre del 2020, l’Istat stima che l’indice destagionalizzato del fatturato dei servizi aumenti del 26,7% rispetto al trimestre precedente. L’indice generale grezzo registra una diminuzione, in termini tendenziali, del 6,9%. 

L’indice del fatturato dei servizi nel terzo trimestre 2020 mostra una netta ripresa, registrando variazioni congiunturali positive in tutti i settori. In particolare l’incremento maggiore riguarda le attività dei servizi di alloggio e ristorazione che mostrano un balzo del 161,9%. Forti aumenti contraddistinguono anche le attività professionali, scientifiche e tecniche (+27,4%), il commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+26,0%), il trasporto e magazzinaggio (+20,9%), le agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+16,7%). L’aumento più contenuto riguarda i servizi di informazione e comunicazione (+9,4%).

«Il fatturato delle imprese dei servizi nel terzo trimestre 2020 – spiega l’Istat – risente positivamente dell’attenuarsi delle misure intraprese per il contenimento dell’emergenza sanitaria e registra un’ampia crescita congiunturale in tutti i settori. Il rimbalzo risulta essere più marcato in quei settori, quali le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione e Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, che maggiormente avevano risentito degli effetti dei provvedimenti restrittivi messi in atto nel trimestre precedente. Tuttavia, resta ancora ampia la perdita di fatturato delle imprese dei servizi rispetto all’anno precedente, con una flessione pari al 6,9%, con diminuzioni assai più marcate nei settori maggiormente legati al turismo».

Nel terzo trimestre 2020 si registrano diminuzioni tendenziali per le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-25,2%), le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (-22,2%), il trasporto e magazzinaggio (-17,2%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (-6,3%). Flessioni più contenute caratterizzano il commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (-0,8%) e i servizi di informazione e comunicazione (-0,2%).

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Commercio extra UE, frena l’export a ottobre https://www.t-mag.it/2020/11/26/commercio-extra-ue-frena-lexport-a-ottobre/ https://www.t-mag.it/2020/11/26/commercio-extra-ue-frena-lexport-a-ottobre/#respond Thu, 26 Nov 2020 14:00:27 +0000 https://www.t-mag.it/?p=152004 L’Istat rileva -2,6% per le esportazioni, -10% su base annua. «Si interrompe la fase di ripresa congiunturale iniziata a maggio»

di Redazione

Nel mese di ottobre l’Istat stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra UE27, una diminuzione congiunturale per le esportazioni (-2,6%) e un incremento per le importazioni (+1,7%). La flessione su base mensile dell’export interessa tutti i raggruppamenti principali di industrie ed è dovuta in particolare al calo delle vendite di beni intermedi (-6,1%) e beni di consumo non durevoli (-1,9%). Dal lato dell’import, aumentano gli acquisti di beni di consumo durevoli (+7,7%), beni strumentali (+5,2%) e beni intermedi (+2,5%), mentre diminuiscono quelli di energia (-2,7%) e beni di consumo non durevoli (-0,5%).

Nel trimestre agosto-ottobre 2020, rispetto al precedente, l’export cresce del 16,1%, aggiunge l’Istat; la crescita, diffusa a tutti i raggruppamenti, è più sostenuta per beni di consumo durevoli (+31%), beni strumentali (+21,4%) ed energia (+19,6%). Nello stesso periodo, l’import aumenta su base congiunturale del 10,9%, con gli incrementi maggiori per beni di consumo durevoli (+37%) e beni intermedi (+23,3%). In calo soltanto gli acquisti di beni di consumo non durevoli (-6,9%).

A ottobre 2020, l’export torna a registrare una flessione su base annua ampia (-10%, da +2,8% di settembre), cui contribuisce il forte calo delle vendite di energia (-47,6%), beni strumentali (-12,3%) e beni di consumo non durevoli (-10%). L’import segna una contrazione ancora marcata, ma sostanzialmente stabile (-12,4%; era -12,3% a settembre), spiegata soprattutto dal forte calo degli acquisti di energia (-43,3%). Aumentano su base annua gli acquisti di beni intermedi (+11,4%). La stima del saldo commerciale a ottobre 2020 è pari a +7.085 milioni (era +7.450 milioni a ottobre 2019). Diminuisce l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +10.317 milioni per ottobre 2019 a +8.740 milioni per ottobre 2020).

A ottobre 2020 l’export verso paesi ASEAN (-25,5%), Stati Uniti (-20,1%), Russia (-18,4%), Giappone (-15,5%) e Regno Unito (-14,6%) è in forte calo su base annua. Aumentano le vendite verso paesi MERCOSUR (+16,6%), Svizzera (+6%) e Cina (+2%). Gli acquisti da Russia (-49,6%), Regno unito (-19,6%) e Stati Uniti (-17,9%) registrano flessioni tendenziali molto più ampie della media delle importazioni dai paesi extra Ue27. In forte aumento gli acquisti dai paesi OPEC (+27,5%).

A ottobre 2020, per l’area extra UE, al netto del Regno Unito, si stima che l’export diminuisca del 3,1% su base mensile e del 9,4% su base annua. L’import registra un lieve incremento sul mese (+1,7%) e un’ampia flessione sull’anno (-11,9%). Il saldo commerciale è pari a +5.764 milioni (era +5.962 milioni a ottobre 2019).

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Titoli di Stato: spread Btp/Bund a 118 punti https://www.t-mag.it/2020/11/26/titoli-di-stato-spread-btp-bund-a-118-punti/ https://www.t-mag.it/2020/11/26/titoli-di-stato-spread-btp-bund-a-118-punti/#respond Thu, 26 Nov 2020 10:37:32 +0000 https://www.t-mag.it/?p=151988 All’avvio dei mercati finanziari lo spread tra Btp e Bund si è attestato a quota 118 punti.

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