Economia – T-Mag | il magazine di Tecnè https://www.t-mag.it Fri, 10 Apr 2020 09:38:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 Petrolio, l’Opec diminuisce la produzione di un decimo https://www.t-mag.it/2020/04/10/petrolio-lopec-diminuisce-la-produzione-di-un-decimo/ https://www.t-mag.it/2020/04/10/petrolio-lopec-diminuisce-la-produzione-di-un-decimo/#respond Fri, 10 Apr 2020 08:52:47 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146772 L’Opec, l’organizzazione che riunisce i Paesi produttori di petrolio, ha deciso di diminuire di oltre un decimo la produzione mondiale a causa del calo della domanda a seguito della pandemia da coronavirus.

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Gualtieri: «No condizioni Mes fino al 2% del Pil» https://www.t-mag.it/2020/04/10/gualtieri-no-condizioni-mes-fino-al-2-del-pil/ https://www.t-mag.it/2020/04/10/gualtieri-no-condizioni-mes-fino-al-2-del-pil/#respond Fri, 10 Apr 2020 08:36:18 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146770 «Sul Mes è stata eliminata ogni condizionalità, si è introdotto uno strumento facoltativo, una linea di liquidità fino al 2% del pil, che può essere attivato senza condizione». Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenuto ad Uno Mattina.

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Coronavirus, l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo sul Mes https://www.t-mag.it/2020/04/10/coronavirus-leurogruppo-ha-raggiunto-un-accordo-sul-mes/ https://www.t-mag.it/2020/04/10/coronavirus-leurogruppo-ha-raggiunto-un-accordo-sul-mes/#respond Fri, 10 Apr 2020 06:36:00 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146779 L’Eurogruppo ha raggiungo un accordo per il piano anti-crisi da adottare tra i Paesi membri per fronteggiare l’emergenza coronavirus. «L’Eurogruppo ha trovato l’accordo. Un pacchetto di dimensioni senza precedenti per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e il Fondo per un piano di rinascita. L’Europa è solidarietà», ha reso noto su Twitter il commissario, Paolo Gentiloni.

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Covid-19, gli impianti “fermi” costano 788 euro procapite al mese https://www.t-mag.it/2020/04/09/covid-19-gli-impianti-fermi-costano-788-euro-procapite-al-mese/ https://www.t-mag.it/2020/04/09/covid-19-gli-impianti-fermi-costano-788-euro-procapite-al-mese/#respond Thu, 09 Apr 2020 12:37:38 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146761 Anche la Svimez ha provato a calcolare gli effetti negativi del coronavirus sull’economia del Paese. Secondo le stime, se le attività riprendessero nel secondo semestre, il PIL a fine anno registrerebbe un -8,4%

di Redazione

Secondo la Svimez – l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno – sono cinque su dieci gli impianti oggi “fermi” nel Paese, e a livello nazionale, senza tener conto del settore dell’agricoltura, di quello delle attività finanziarie e assicurative e della Pubblica amministrazione, valore aggiunto, fatturato e occupazione si sono ridotti del 50%. 

Anche la Svimez, dunque, ha provato a tirare le somme sugli effetti negativi che coronavirus e misure restrittive per ridurre il contagio da Covid-19 stanno avendo sulla congiuntura italiana. In termini di valore aggiunto, a livello territoriale, soffrono maggiormente le regioni del Nord, registrando un calo del 49,1%: circa il 6% in più rispetto a quello che sta interessando il Centro ed il Mezzogiorno. Perdite simili, invece, si rilevano per le tre macro aree per quanto riguarda gli occupati: la Svimez indica un 53,3% al Nord, un 51,1% al Centro e un 53,2% nel Mezzogiorno. 

In generale, comunque, un solo mese di lockdown costa al Paese 47 miliardi di euro, di cui 37 miliardi riconducibili al Centro-Nord e dieci al Mezzogiorno. In termini procapite, si parla di 788 per la media nazionale e di 951 euro e 473 se si considerano rispettivamente Centro-Nord e Sud. 

La Svimez ha poi formulato delle previsioni per l’anno in corso, indicando un calo del Prodotto interno lordo di 8,4 punti percentuali a fine anno (-8,5% al Centro-Nord e -7,9%) se l’attività riprendesse nella seconda metà del 2020. «Si tratta di una previsione che considera il solo impatto del “cura Italia” – spiega tuttavia la Svimez -. Ulteriori interventi espansivi potrebbero attenuare la dinamica recessiva».

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Produzione industriale in calo a febbraio https://www.t-mag.it/2020/04/09/produzione-industriale-in-calo-a-febbraio/ https://www.t-mag.it/2020/04/09/produzione-industriale-in-calo-a-febbraio/#respond Thu, 09 Apr 2020 09:25:38 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146743 L’Istat ha registrato una flessione mensile dell’1,2%. Su base annua il calo è stato del 2,4%

di Redazione

A febbraio 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,2% rispetto a gennaio. Nella media del trimestre dicembre-febbraio, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale solo per l’energia (+2,7%); diminuiscono, invece, i beni intermedi (-1,1%) e i beni di consumo (-0,9%) mentre i beni strumentali risultano stabili.

Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2020 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 2,4% (i giorni lavorativi sono stati 20, come a febbraio 2019).

Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a febbraio 2020 si registra una contenuta crescita solo per i beni strumentali (+1,4%). Diminuiscono, in misura marcata, i beni di consumo (-3,0%) e i beni intermedi (-2,3%); cala, in maniera più contenuta, l’energia (-0,6%).

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+8,3%), l’industria del legno, della carta e stampa (+6,0%) e le altre industrie (+5,7%). Le flessioni più ampie si registrano invece nelle industrie tessili, abbigliamento e pelli (-12,1%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore e acqua (-6,2%) e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-3,7%).

(fonte: Istat)

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Istat: «Produzione industriale in calo dell’1,2% a febbraio» https://www.t-mag.it/2020/04/09/istat-produzione-industriale-in-calo-dell12-a-febbraio/ https://www.t-mag.it/2020/04/09/istat-produzione-industriale-in-calo-dell12-a-febbraio/#respond Thu, 09 Apr 2020 09:13:10 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146741 «A febbraio 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,2% rispetto a gennaio. Nella media del trimestre dicembre-febbraio, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti», è quanto rileva l’Istat nel comunicato sulla produzione industriale. «L’indice destagionalizzato mensile – si legge nella nota – cresce su base congiunturale solo per l’energia (+2,7%); diminuiscono, invece, i beni intermedi (-1,1%) e i beni di consumo (-0,9%) mentre i beni strumentali risultano stabili.Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2020 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 2,4% (i giorni lavorativi sono stati 20, come a febbraio 2019)».«Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a febbraio 2020 si registra una contenuta crescita solo per i beni strumentali (+1,4%). Diminuiscono, in misura marcata, i beni di consumo (-3,0%) e i beni intermedi (-2,3%); cala, in maniera più contenuta, l’energia (-0,6%)».«I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+8,3%), l’industria del legno, della carta e stampa (+6,0%) e le altre industrie (+5,7%). Le flessioni più ampie si registrano invece nelle industrie tessili, abbigliamento e pelli (-12,1%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore e acqua (-6,2%) e nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-3,7%)», conclude l’Istituto.

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Petrolio: Wti a 25,94 dollari al barile e Brent a 33,44 dollari https://www.t-mag.it/2020/04/09/petrolio-wti-a-2594-dollari-al-barile-e-brent-a-3344-dollari/ https://www.t-mag.it/2020/04/09/petrolio-wti-a-2594-dollari-al-barile-e-brent-a-3344-dollari/#respond Thu, 09 Apr 2020 08:57:28 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146738 All’avvio dei mercati asiatici il greggio texano Wti è stato scambiato a 25,94 dollari al barile mentre il Brent è stato scambiato a 33,44 dollari.

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Dl imprese, Abi: «Subito misure applicative» https://www.t-mag.it/2020/04/09/dl-imprese-abi-subito-misure-applicative/ https://www.t-mag.it/2020/04/09/dl-imprese-abi-subito-misure-applicative/#respond Thu, 09 Apr 2020 08:55:36 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146736 «Abbiamo lavorato tutta questa notte al testo del decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo mezzanotte, per poter inviare alle banche, già stamattina la circolare applicativa del decreto sulle misure per fornire liquidità alle imprese». Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, in un’intervista a Radio Anch’io. «In questo modo le banche – ha aggiunto – possono subito avere elementi per applicare la norma che prevede garanzie pubbliche sui finanziamenti bancari alle imprese in difficoltà».

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Titoli di Stato: spread Btp/Bund a 196 punti https://www.t-mag.it/2020/04/09/titoli-di-stato-spread-btp-bund-a-196-punti-2/ https://www.t-mag.it/2020/04/09/titoli-di-stato-spread-btp-bund-a-196-punti-2/#respond Thu, 09 Apr 2020 08:51:51 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146734 All’avvio dei mercati finanziari lo spread tra Btp e Bund si è attestato a quota 196 punti.

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Il calo dell’occupazione previsto per il 2020 https://www.t-mag.it/2020/04/08/il-calo-delloccupazione-previsto-per-il-2020/ https://www.t-mag.it/2020/04/08/il-calo-delloccupazione-previsto-per-il-2020/#respond Wed, 08 Apr 2020 12:55:30 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146717 Continuano gli aggiornamenti delle previsioni sul post-pandemia, ma l’incertezza della durata del lockdown prospetta effetti disastrosi per il mercato del lavoro.

di Redazione

La peggiore crisi globale dalla Seconda guerra mondiale, come la definisce l’Organizzazione mondiale del lavoro, comporterà la cancellazione del 6,7% delle ore lavorate a livello globale nel secondo trimestre del 2020, pari a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno in meno. Nello specifico grandi riduzioni sono previste negli Stati Arabi, che registrerebbero 8,1% in meno di ore lavorate, equivalenti a 5 milioni di lavoratori a tempo pieno, in Europa con 7,8% di ore in meno, pari a 12 milioni di lavoratori a tempo pieno e nelle zone dell’Asia e del Pacifico con 7,2%, ovvero 125 milioni di lavoratori.

Secondo l’Ilo gli effetti della pandemia potrebbero essere devastanti sull’occupazione perché 4 lavoratori su 5 ovvero l’81% della forza lavoro mondiale , circa 3,3 miliardi di persone, sono impiegate in paesi in cui è stato imposto un lockdown parziale o totale.

Inoltre, l’Organizzazione sottolinea che sono circa 1,25 miliardi i lavoratori impegnati nei settori identificati come ad alto rischio – i settori alloggi, della ristorazione, delle manifatture, della vendita al dettaglio e delle attività commerciali e amministrative – per l’aumento dei licenziamenti e delle riduzioni dei salari e dell’orario di lavoro che comporterebbe il lockdown.

Certo è che il futuro dell’economia e dell’occupazione dipende molto dalle politiche messe in campo e dall’evolversi della situazione sanitaria, ma la stessa organizzazione ammette che esiste un alto rischio che entro fine anno ci saranno molti più disoccupati dei 25 mila previsti, nelle stime più negative, dall’Ilo solo il 18 marzo.

Le stime sulla disoccupazione sono state riviste anche, per quanto riguarda l’Italia da Unioncamere, secondo cui nel 2020 sono previsti 422 mila occupati in meno, considerando la ripresa delle attività economiche entro maggio.

Secondo il modello di previsione dei fabbisogni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi, l’emergenza coronavirus sta causando una crisi senza precedenti, sia sul lato dell’offerta che della domanda. Nello specifico, al netto dei lavoratori in cassa integrazione, Unioncamere stima una riduzione media annua di 190 mila unità per gli indipendenti, pari a -3,4% rispetto al 2019, e un calo di 232 mila dipendenti privati.

Dall’analisi per comparti produttivi, l’industria perderebbe secondo le stime 113 mila unità, mentre i servizi 309 mila, con il turismo che emerge come il settore maggiormente colpito, con un calo previsto di quasi 220 mila lavoratori, a cui seguono degli occupati nel commercio oltre 72 mila unità previste in meno e nei servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone che registrerebbero un calo si 24mila unità lavoratori.

Al contrario si prevedono aumenti occupazionali per il settore della sanità, 26 mila unità, dei servizi ICT 7.600 unità, e per le industrie farmaceutiche, 1.200 unità.

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