Primo piano – T-Mag | il magazine di Tecnè https://www.t-mag.it Tue, 15 Jun 2021 11:26:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.8 Salgono ancora i prezzi. Confcommercio: «Effetti su potere d’acquisto» https://www.t-mag.it/2021/06/15/salgono-i-prezzi-la-confcommercio-effetti-su-potere-dacquisto/ https://www.t-mag.it/2021/06/15/salgono-i-prezzi-la-confcommercio-effetti-su-potere-dacquisto/#respond Tue, 15 Jun 2021 11:20:58 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156756 L’Istat per il mese di maggio segnala un aumento dei prezzi dell’1,3% tendenziale. Secondo la Confcommercio non «vanno trascurati i potenziali effetti, depressivi sul potere d’acquisto, derivanti dall’importazione di forti impulsi inflazionistici».

di Redazione

L’Istat ha confermato le stime preliminari: a maggio l’indice nazionale dei prezzi al consumo è rimasto stabile rispetto al mese precedente ed è aumentato dell’1,3% rispetto al maggio del 2020, accelerando rispetto al +1,1% del mese precedente. Un risultato, il quinto segno “più“ consecutivo, che ha riportato l’inflazione a livelli che non si vedevano dal 2018.

L’accelerazione tendenziale dell’inflazione, spiega l’Istituto nazionale di statistica, si deve essenzialmente ai prezzi dei beni energetici, la cui crescita passa da +9,8% di aprile a +13,8% a causa dei prezzi della componente non regolamentata (che accelerano da +6,6% a +12,6%) mentre quelli della componente regolamentata continuano a registrare un forte incremento, ma stabile (+16,8% come ad aprile).

Tale dinamica è solo in parte compensata dalla frenata dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona la cui crescita (+0,7% ad aprile) si azzera. Per quanto riguarda il carrello della spesa, l’Istat segnala un nuovo rallentamento dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, da -0,7% a -0,9%, mentre indica un accelerazione, dal +1% al +1,4% per i prodotti ad alta frequenza di acquisto.


Commentando i dati, l’ufficio studi della Confcommercio, spiega che «il ruolo degli energetici nel determinare le dinamiche inflazionistiche è ben rappresentato dal divario sempre più ampio tra inflazione complessiva e quella rilevata per la componente di fondo, che rimane stabile allo 0,3% nel confronto annuo e segnala una dinamica negativa in termini congiunturali», ed è proprio questo fattore che rappresenta uno degli «elementi più positivi, soprattutto per il mantenimento di politiche monetarie espansive». Tuttavia, avverte l’associazione di categoria «non vanno trascurati i potenziali effetti, depressivi sul potere d’acquisto, derivanti dall’importazione di forti impulsi inflazionistici».

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«Monitor Italia», il consenso ai partiti e la fiducia nel governo https://www.t-mag.it/2021/06/14/monitor-italia-il-consenso-ai-partiti-e-la-fiducia-nel-governo-46/ https://www.t-mag.it/2021/06/14/monitor-italia-il-consenso-ai-partiti-e-la-fiducia-nel-governo-46/#respond Mon, 14 Jun 2021 14:05:18 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156718 Continua a crescere la fiducia nel governo e nel premier Draghi. Per il 51% degli intervistati il M5s a guida Conte va a sinistra: i risultati dell’ultimo sondaggio Tecnè-Dire

di Redazione

Fratelli d’Italia guadagna ancora terreno, cresce anche il Pd, mentre la Lega, primo partito, rimane stabile al 20,9%. Se si votasse oggi, secondo il Monitor Italia di Tecnè per l’Agenzia Dire, diffuso il 12 giugno 2021, FdI si attesterebbe, dunque, al 19,8%, +0,1%, mentre il Pd al 19%. (+0,4%). In discesa il M5s, che registra -0,3% e si attesta al 16%. Recupera lo 0,1% Forza Italia, al 9,1%. Azione si collocherebbe al 3% (+0,1%), Italia Viva al 2,1% (+0,2%), Sinistra italiana al 2% (-0,3%), Verdi all’1,8% (+0,1%), Coraggio Italia all’1,4% (-0,5%), +Europa all’1,4%. Gli altri partiti raccoglierebbero il 3,5% delle preferenze (+0,1%). L’area dell’astensione/incerti si attesta al 42,6% (dichiara il voto il 57,4% del campione).

Il «borsino» dei leader

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, mantiene il primato tra i leader più apprezzati e vede riavvicinare i consensi ai livelli di inizio governo, attestandosi ora al 60,4% (+2,4%%). In aumento anche la leader di FdI, Giorgia Meloni, al 43% (+0,2%), mentre scende al 38,2% l’ex premier Giuseppe Conte (-0,3%), in lieve crescita Matteo Salvini (32,4%, +0,3%). Enrico Letta si attesta al 29,3% (+0,2%), Silvio Berlusconi sale al 29,1% (+0,1%), poi Roberto Speranza, al 23,8% (+0,4%). Emma Bonino scende al 19%, Carlo Calenda sale al 18,8%, mentre Matteo Renzi sale al 10,2%.

Il «borsino» del governo

Di pari passo, secondo il Monitor Italia di Tecnè per l’Agenzia Dire, cresce la fiducia nel governo, che ora si attesta al 51% (+2,4% rispetto alla settimana precedente). A non avere fiducia, invece, è il 40,8% degli intervistati.

Dove si collocherà il M5s di Conte?

Tecnè ha poi chiesto agli intervistati dove collocano il Movimento 5 Stelle in questo nuovo corso targato Giuseppe Conte. Per il 51%, sarà un partito di sinistra, mentre il 29% ritiene che, come oggi, non avrà una specifica collocazione politica. Secondo il 16%, invece, sarà un partito di centro, lo colloca a destra appena il 4%. 

NOTA METODOLOGICA
Campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, articolato per sesso, età, area geografica
Estensione territoriale: intero territorio nazionale
Interviste effettuate l’11 giugno 2021 con metodo cati – cawi
Margine di errore: 3,1% sull’intero campione
Totale contatti: 7.132 (100%) – rispondenti: 1.000 (14%) – rifiuti/sostituzioni: 6.135 (86%)
Soggetto che ha realizzato il sondaggio: Tecnè srl
Committente: Agenzia Dire
Il documento completo sul sito: sondaggipoliticoelettorali.it

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Lavoro: torna a crescere la disoccupazione nel primo trimestre 2021 https://www.t-mag.it/2021/06/11/lavoro-torna-a-crescere-la-disoccupazione-nel-primo-trimestre-2021/ https://www.t-mag.it/2021/06/11/lavoro-torna-a-crescere-la-disoccupazione-nel-primo-trimestre-2021/#respond Fri, 11 Jun 2021 12:27:35 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156682 In un anno persi 889 mila occupati, la diminuzione comprende sia i dipendenti sia gli indipendenti

di Redazione

Nel primo trimestre 2021, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, registra una diminuzione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,1% rispetto al primo trimestre 2020; il Pil è aumentato dello 0,1 in termini congiunturali e diminuito dello 0,8 in termini tendenziali. Dal lato dell’offerta di lavoro – spiega l’Istat nel report sul mercato del lavoro –, nel primo trimestre 2021 il numero di occupati diminuisce di 243 mila unità (-1,1%) rispetto al trimestre precedente, a seguito del calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-1,1%) e degli indipendenti (-2%) non compensato dalla lieve crescita dei dipendenti a termine (+0,6%). Contestualmente, si registra un aumento del numero di disoccupati (+103 mila) e degli inattivi di 15-64 anni (+98 mila). I dati mensili provvisori di aprile 2021, al netto della stagionalità, segnalano il proseguimento della crescita dell’occupazione (+20 mila, +0,1% in un mese) registrata nei due mesi precedenti (dopo il forte calo di gennaio), che si associa all’aumento del numero di disoccupati (+88 mila, +3,4%) e al calo degli inattivi di 15-64 anni (-138 mila, -1%).

Nel confronto tendenziale, la diminuzione dell’occupazione (-889 mila unità, -3,9% rispetto al primo trimestre 2020) coinvolge i dipendenti (-576 mila, -3,2%), soprattutto se a termine, e gli indipendenti (-313 mila, -6,0); il calo interessa sia gli occupati a tempo pieno sia quelli a tempo parziale (-3,8% e -4,2%, rispettivamente). Il numero di disoccupati torna ad aumentare (+240 mila, 10,0% rispetto al primo trimestre 2020) – tra chi ha già avuto esperienze di lavoro – e prosegue, seppur a ritmi meno intensi rispetto ai tre trimestri precedenti, la crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+501 mila, +3,7% in un anno).

Il tasso di occupazione 15-64 anni, pari al 56,6%, diminuisce in termini congiunturali e tendenziali (-0,6 e -2,2 punti, rispettivamente); quelli di disoccupazione e di inattività 15-64 anni aumentano. I dati provvisori del mese di aprile segnalano l’aumento congiunturale del tasso di occupazione (+0,1 punti in un mese) e di disoccupazione (+0,3 punti) e il calo di quello di inattività (-0,3 punti).

Dal lato delle imprese, il proseguimento delle misure di restrizione dell’attività economica nel primo trimestre 2021 determina una crescita congiunturale di lieve entità per le posizioni lavorative dipendenti (+0,2%) e una variazione tendenziale ancora negativa (-0,8%), seppure di minor entità rispetto al trimestre precedente. Tali effetti derivano da una crescita della componente a tempo pieno in termini congiunturali (+1%), ma anche su base annua (+0,4%), a cui si contrappone una riduzione della componente a tempo parziale dell’1,7% su base trimestrale e del 3,7% su base annua. Rispetto al trimestre precedente, le ore lavorate per dipendente crescono dell’1%; anche su base tendenziale si osserva un aumento, sebbene più contenuto (+0,4%), associato a quello del ricorso alla cassa integrazione che raggiunge le 108,4 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,1 punti percentuali su base congiunturale e di 0,8 su base annua. Il costo del lavoro, per unità di lavoro, cresce dello 0,9% in termini congiunturali, per effetto di un aumento sia delle retribuzioni (+0,5%) sia degli oneri sociali (2%). In termini tendenziali, il costo del lavoro continua a salire (+0,8%), a seguito dell’aumento dell’1,6% della componente retributiva e nonostante la riduzione dell’1,2% degli oneri; quest’ultimo calo è riconducibile all’adozione delle misure di esonero contributivo varate nella seconda metà dell’anno 2020 che, seppure con minore intensità rispetto al quarto trimestre 2020, continuano ad avere effetto anche nel primo trimestre 2021.

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La produzione industriale torna ai livelli pre-pandemia https://www.t-mag.it/2021/06/10/la-produzione-industriale-torna-ai-livelli-pre-pandemia/ https://www.t-mag.it/2021/06/10/la-produzione-industriale-torna-ai-livelli-pre-pandemia/#respond Thu, 10 Jun 2021 12:23:15 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156644 L’indice aumenta ad aprile dell’1,8% rispetto a marzo, un incremento che interessa tutti i principali settori di attività economica

di Redazione

Ad aprile 2021, l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell’1,8% rispetto a marzo. Nella media del periodo febbraio-aprile il livello della produzione cresce dell’1,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Questo vuol dire che «ad aprile – spiega l’Istat –, con il quinto mese consecutivo di crescita congiunturale, il livello dell’indice destagionalizzato della produzione industriale supera i livelli prepandemici di febbraio 2020. Tutti i principali settori di attività registrano incrementi su base mensile, tra cui spicca quello osservato per i beni strumentali».

L’indice destagionalizzato mensile mostra, infatti, aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie: variazioni positive caratterizzano i beni strumentali (+3,1%), l’energia (+2,4%), i beni intermedi (+1,1%) e, in misura meno rilevante, i beni di consumo (+0,5%).

Corretto per gli effetti di calendario, ad aprile 2021 l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 79,5%, in ragione del dato eccezionalmente basso di aprile 2020. Incrementi straordinariamente ampi caratterizzano pertanto tutti i comparti: l’aumento, meno pronunciato per l’energia (+14,2%), risulta elevatissimo per i beni strumentali (+119,5%), i beni intermedi (+98,1%) e quelli di consumo (+62,2%).

«In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario registra fortissimi incrementi per quasi tutti i settori, dovuti ai livelli produttivi particolarmente bassi dell’aprile dello scorso anno, quando ebbero luogo le maggiori restrizioni all’attività produttiva per il contenimento dell’epidemia di Covid-19», osserva ancora l’Istat.

Perciò tutti i principali settori di attività economica registrano aumenti su base tendenziale, ad esclusione della produzione di prodotti farmaceutici di base (-3,2%). La crescita più ampia caratterizza i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+363,2%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+327,3%), delle altre industrie (+160,9%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+149,3%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+132,8%).

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L’effetto pandemia sui consumi, Italia indietro di 20 anni https://www.t-mag.it/2021/06/09/leffetto-pandemia-sui-consumi-italia-indietro-di-20-anni/ https://www.t-mag.it/2021/06/09/leffetto-pandemia-sui-consumi-italia-indietro-di-20-anni/#respond Wed, 09 Jun 2021 14:03:19 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156624 A risentirne di più i capitoli di spesa sui quali le misure di contenimento hanno agito in maniera diretta, come ristorazione e spettacoli

di Redazione

Nel 2020, la stima della spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è di 2.328 euro mensili in valori correnti (-9% rispetto al 2019). Considerata la dinamica inflazionistica (-0,2% la variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale, NIC), il calo in termini reali è appena meno ampio (-8,8%). È la contrazione più accentuata, spiega l’Istat nel report Spese per consumi delle famiglie, dal 1997 (anno di inizio della serie storica), che riporta il dato medio di spesa corrente al livello del 2000. Nel biennio 2012-2013, quando si registrò la flessione più ampia nel periodo considerato, il calo rispetto al 2011 era stato complessivamente del 6,4%.

Poiché la distribuzione dei consumi è asimmetrica e più concentrata nei livelli medio-bassi, prosegue l’Istat, la maggioranza delle famiglie spende un importo inferiore al valore medio. Se si osserva il valore mediano (il livello di spesa per consumi che divide il numero di famiglie in due parti uguali), il 50% delle famiglie residenti in Italia ha speso nel 2020 una cifra non superiore a 1.962 euro (2.159 euro nel 2019). 

Nello specifico, rispetto al 2019, rimangono sostanzialmente invariate la spesa per Alimentari e bevande analcoliche (468 euro al mese) e quella per Abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria (893 euro mensili, di cui 587 euro di affitti figurativi). Si tratta, infatti, di spese difficilmente comprimibili, solo marginalmente toccate dalle restrizioni governative e che, anzi, possono essere state favorite dalla maggiore permanenza delle famiglie all’interno dell’abitazione. La spesa per tutti gli altri capitoli, che nel 2020 vale complessivamente 967 euro al mese, scende invece del 19,3% rispetto ai 1.200 euro del 2019. Le diminuzioni più drastiche riguardano i capitoli di spesa sui quali le misure di contenimento hanno agito maggiormente e in maniera diretta, cioè Servizi ricettivi e di ristorazione (-38,9%, 79 euro mensili in media nel 2020) e Ricreazione, spettacoli e cultura (-26,4%, 93 euro mensili), seguiti da capitoli fortemente penalizzati dalla limitazione alla circolazione e alla socialità, come Trasporti (-24,6%, 217 euro mensili nel 2020) e Abbigliamento e calzature (-23,3%, 88 euro mensili).

Il calo delle spese delle famiglie è diffuso su tutto il territorio nazionale, ma la sua articolazione sembra risentire delle differenze territoriali nella diffusione del Covid-19 e nelle misure di contrasto adottate: è stato più intenso nel Nord Italia (-10,2% il Nord-ovest e -9,5% il Nord-est), seguito da Centro (-8,8%) e Mezzogiorno (-8,2% il Sud e -5,9% le Isole).

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Consumi fermi, ad aprile vendite al dettaglio in calo https://www.t-mag.it/2021/06/08/consumi-fermi-ad-aprile-vendite-al-dettaglio-in-calo/ https://www.t-mag.it/2021/06/08/consumi-fermi-ad-aprile-vendite-al-dettaglio-in-calo/#respond Tue, 08 Jun 2021 12:24:19 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156590 L’Istat stima una flessione congiunturale dello 0,4%, che segue la stagnazione del mese precedente

di Redazione

Ad aprile 2021, l’Istat stima una flessione congiunturale per le vendite al dettaglio (-0,4% in valore e -0,5% in volume). Le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+1% in valore e in volume) mentre diminuiscono quelle dei beni non alimentari (-1,5% in valore e -1,7% in volume). Nel trimestre febbraio-aprile 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano del 4,3% in valore e in volume. La crescita è dovuta alle vendite dei beni non alimentari (+8,6% in valore e +8,4% in volume) mentre quelle dei beni alimentari sono in diminuzione (-0,7% in valore e -0,5% in volume).

Su base tendenziale, ad aprile 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 30,4% in valore e del 31,5% in volume. Anche in questo caso sono le vendite dei beni non alimentari a determinare l’aumento con un forte incremento sia in valore sia in volume (rispettivamente +83% e +83,1%); le vendite dei beni alimentari risultano in crescita contenuta (+0,6% in valore e +1,2% in volume).

Tra i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti. Gli aumenti maggiori riguardano Mobili, articoli tessili, arredamento (+653%) e Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+431,3%), mentre per i Prodotti farmaceutici si evidenzia la crescita di minore entità (+6%).

Rispetto ad aprile 2020, il valore delle vendite al dettaglio aumenta in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+22,8%), le imprese operanti su piccole superfici (+38,1%), le vendite al di fuori dei negozi (+61%) e il commercio elettronico (+35,2%).

«Ad aprile 2021 – è il commento dell’Istat che accompagna la nota – emerge un lieve ripiegamento congiunturale delle vendite al dettaglio che segue la stagnazione del mese precedente. Negli ultimi due mesi il risultato congiunturale complessivo è stato sostenuto dall’andamento positivo del comparto alimentare, mentre quello dei beni non alimentari ha contribuito negativamente. Il fortissimo incremento tendenziale che si osserva per quasi tutti gli aggregati è ovviamente il risultato del confronto con le vendite di un mese, l’aprile dello scorso anno, caratterizzato dalle estese chiusure dovute alle misure di contrasto all’emergenza sanitaria».

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«Monitor Italia», il consenso ai partiti e la fiducia nel governo https://www.t-mag.it/2021/06/07/monitor-italia-il-consenso-ai-partiti-e-la-fiducia-nel-governo-45/ https://www.t-mag.it/2021/06/07/monitor-italia-il-consenso-ai-partiti-e-la-fiducia-nel-governo-45/#respond Mon, 07 Jun 2021 13:26:34 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156549 Cresce la fiducia nel governo e il premier Mario Draghi è il leader più apprezzato Fratelli d’Italia si conferma secondo partito: i risultati dell’ultimo sondaggio Tecnè-Dire

di Redazione

Confermati i trend della scorsa settimana: Fratelli d’Italia guadagna ancora terreno distanziando il Pd e si conferma secondo partito, alle spalle della Lega che si attesta al 21%. Se si votasse oggi, secondo il Monitor Italia di Tecnè per l’Agenzia Dire, diffuso il 5 giugno 2021, FdI si attesterebbe, dunque, al 19,7%, +0,3%. Il Pd perde lo 0,2%, al 18,6%. In discesa anche il M5s, che registra -0,5% e si attesta al 16,3%. Scende Forza Italia al 9%. Azione si collocherebbe al 2,9% (-0,3%), Sinistra italiana al 2,3% (-0,1%), Italia Viva all’1,9% (-0,2%), Coraggio Italia all’1,9%, Verdi all’1,7% (-0,1%), +Europa all’1,3%. Gli altri partiti raccoglierebbero il 3,4% delle preferenze (-0,7%). L’area dell’astensione/incerti si attesta al 42,8% (dichiara il voto il 57,2% del campione).

Il «borsino» dei leader

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, mantiene il primato tra i leader più apprezzati e vede crescere i consensi del 3,9%, attestandosi ora al 58%. In aumento anche la leader di FdI, Giorgia Meloni, al 42,8% (+0,3%), mentre scende al 38,5% l’ex premier Giuseppe Conte (-0,3%), in lieve crescita Matteo Salvini (32,1%, +0,1%). Enrico Letta si attesta al 29,1% (-0,1%), Silvio Berlusconi sale al 29% (+0,1%), poi Roberto Speranza, al 23,4% (+1,4%). Emma Bonino scende al 19,2%, Carlo Calenda sale al 18,6%, mentre Matteo Renzi perde lo 0,1%, al 10,2%.

Il «borsino» del governo

Secondo il Monitor Italia di Tecnè per l’Agenzia Dire, cresce la fiducia nel governo, al 48,6% (+2,6% rispetto alla settimana precedente). A non avere fiducia, invece, è il 42,5% degli intervistati.

NOTA METODOLOGICA
Campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, articolato per sesso, età, area geografica
Estensione territoriale: intero territorio nazionale
Interviste effettuate il 4 giugno 2021 con metodo cati – cawi
Margine di errore: 3,1% sull’intero campione
Totale contatti: 7.211 (100%) – rispondenti: 1.000 (13,9%) – rifiuti/sostituzioni: 6.211 (86,1%)
Soggetto che ha realizzato il sondaggio: Tecnè srl
Committente: Agenzia Dire
Il documento completo sul sito: sondaggipoliticoelettorali.it

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PIL, l’Istat prevede un +4,7% nel 2021 e un +4,4% nel 2022 https://www.t-mag.it/2021/06/04/pil-listat-prevede-un-47-sia-per-il-2021-che-per-il-2022/ https://www.t-mag.it/2021/06/04/pil-listat-prevede-un-47-sia-per-il-2021-che-per-il-2022/#respond Fri, 04 Jun 2021 11:01:13 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156518 L’aumento sarà determinato dalla domanda interna al netto delle scorte trainata dagli investimenti e in misura minore dalla spesa delle famiglie

di Redazione

Nei primi mesi dell’anno lo scenario internazionale è stato caratterizzato da una decisa ripresa del commercio mondiale e da un progressivo miglioramento della produzione, seppure con tempistica e ritmi eterogenei tra i paesi.

Per l’Italia si prevede una sostenuta crescita del Pil sia nel 2021 (+4,7%) sia nel 2022.

Nel biennio di previsione l’aumento del Pil sarà determinato dalla domanda interna al netto delle scorte (rispettivamente +4,6 e +4,5 punti percentuali) trainata dagli investimenti (+10,9% e +8,7%) e, con un’intensità minore ma significativa, dalla spesa delle famiglie e delle ISP (+3,6% e +4,7%).

La domanda estera netta è attesa contribuire marginalmente al processo di recupero, con un apporto positivo nell’anno corrente (+0,1 p.p.) e negativo nel 2022 (-0,1 p.p.) mentre le scorte fornirebbero un contributo nullo nell’orizzonte di previsione.

L’evoluzione dell’occupazione, misurata in termini di ULA, sarà in linea con quella del Pil, con una accelerazione nel 2021 (+4,5%) e un aumento nel 2021 (+4,1%). L’andamento del tasso di disoccupazione rifletterà invece la progressiva normalizzazione del mercato del lavoro con un aumento nell’anno corrente (9,8%) e un lieve calo nel 2022 (9,6%).

Il deflatore della spesa delle famiglie residenti aumenterà dell’1,3% nell’anno corrente, spinto dalla risalita dei prezzi dei beni energetici, per poi registrare una decelerazione nel 2022 (+1,1%).

Lo scenario presentato incorpora gli effetti della progressiva introduzione degli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I rischi associati allo scenario sono legati all’effettiva capacità di realizzazione delle misure programmate e all’evoluzione dell’emergenza sanitaria.

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Servizi, torna a crescere l’indice PMI a maggio https://www.t-mag.it/2021/06/03/servizi-torna-a-crescere-lindice-pmi-a-maggio/ https://www.t-mag.it/2021/06/03/servizi-torna-a-crescere-lindice-pmi-a-maggio/#respond Thu, 03 Jun 2021 11:54:58 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156475 Per la prima volta dopo quasi un anno l’attività economica del settore ha registrato un aumento, al tasso più rapido da marzo 2019

di Redazione

Dai dati raccolti nell’indagine PMI di maggio, il settore terziario in Italia alimentato dal più forte rialzo dei nuovi ordini in più di tre anni, è tornato in espansione con l’attività economica in aumento per la prima volta in quasi un anno e al tasso più rapido da marzo 2019. Le maggiori pressioni sulla capacità operativa e la riapertura delle aziende dovuta all’allentamento delle misure anti Covid-19 hanno peraltro favorito la stabilizzazione generale dei livelli occupazionali. 

L’indicatore principale di questo report, ovvero l’Indice destagionalizzato delle Attività Economiche, che con una singola domanda chiede alle aziende monitorate di paragonare l’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente, ha registrato per la prima volta da luglio 2020 un valore superiore alla soglia di non cambiamento di 50.0 indicando un’espansione della produzione terziaria. I commenti raccolti hanno collegato tale incremento al miglioramento della domanda. Inoltre, l’indicatore principale si è posizionato su 53.1 mostrando la più forte crescita da marzo 2019. 

A determinare l’espansione del settore è stato principalmente il primo aumento in tre mesi dei nuovi ordini. Le aziende campione hanno riportato che l’aumento della fiducia e l’allentamento delle misure anti Covid-19 hanno favorito l’incremento della domanda da parte dei clienti. Il tasso di crescita dei nuovi ordini ha toccato il valore più alto in più di tre anni. C’è da dire però che la ripresa della domanda avutasi a maggio è dovuta unicamente al mercato nazionale, poiché gli ordini provenienti dal mercato estero continuano a ridursi anche se ad un tasso generalmente moderato e più lento rispetto ad aprile. 

I dati di maggio hanno inoltre messo in evidenza l’ampia stabilizzazione dell’occupazione del settore terziario, dopo 14 mesi consecutivi di calo. Alcune delle aziende monitorate hanno affermato di aver assunto personale aggiuntivo per alleviare le pressioni sulla capacità operativa. È certo che il livello delle commesse inevase di maggio è aumentato per il secondo mese consecutivo, registrando il più rapido tasso di accumulo degli ordini non ancora completati da giugno 2018. Nel frattempo, le pressioni inflazionistiche si sono rafforzate poiché l’onere dei costi affrontati dalle aziende terziarie italiane è aumentato al tasso più rapido da aprile 2012 ed in modo consistente. Il campione monitorato ha citato l’aumento del prezzo del carburante, delle utenze e dei materiali come ragione principale che ha alimentato l’inflazione dei costi. Di conseguenza e per la prima volta in quasi due anni, le tariffe applicate dalle aziende del settore terziario italiano sono aumentate al fine di trasferire l’incremento dei costi ai clienti, come si evince dai commenti rilevati. Il tasso di inflazione delle tariffe è stato peraltro il più veloce da gennaio 2008 e complessivamente moderato. 

La ripresa dell’attività terziaria è inoltre coincisa con l’evidente aumento della fiducia registrato a maggio. Il livello di ottimismo ha toccato il valore più alto in più di 11 anni, con le aziende che lo hanno collegato alla speranza di un miglioramento della domanda, di un maggiore allentamento delle restrizioni pandemiche e di una robusta ripresa economica.

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Il tasso di disoccupazione è salito al 10,7% ad aprile https://www.t-mag.it/2021/06/01/il-tasso-di-disoccupazione-e-salito-al-107-ad-aprile/ https://www.t-mag.it/2021/06/01/il-tasso-di-disoccupazione-e-salito-al-107-ad-aprile/#respond Tue, 01 Jun 2021 11:04:53 +0000 https://www.t-mag.it/?p=156435 Secondo l’Istat, le persone in cerca di occupazione sono aumentate del 3,4% rispetto a marzo, +48,3% su aprile 2019

di Redazione

Rispetto a marzo, nel mese di aprile 2021 si registra un lieve aumento degli occupati e una crescita più consistente dei disoccupati, a fronte di una diminuzione degli inattivi.

La crescita dell’occupazione (+0,1%, pari a +20mila unità) coinvolge le donne, i dipendenti a termine e i minori di 35 anni; diminuiscono, invece, gli uomini, i dipendenti permanenti, gli autonomi e gli ultra 35enni. Il tasso di occupazione sale al 56,9% (+0,1 punti).

L’aumento del numero di persone in cerca di lavoro (+3,4% rispetto a marzo, pari a +88mila unità) riguarda entrambe le componenti di genere e tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione sale al 10,7% (+0,3 punti), tra i giovani scende al 33,7% (-0,2 punti).

Ad aprile, rispetto al mese precedente, diminuisce anche il numero di inattivi di 15-64 anni (-1,0%, pari a -138mila unità) a seguito del calo diffuso sia per sesso sia per età. Il tasso di inattività scende al 36,2% (-0,3 punti).

Confrontando il trimestre febbraio-aprile 2021 con quello precedente (novembre 2020-gennaio 2021), il livello dell’occupazione è inferiore dello 0,4%, con una diminuzione di 83mila unità.

Nel trimestre aumentano le persone in cerca di occupazione (+4,8%, pari a +120mila) a fronte di un calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,6%, pari a -79mila unità).

Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione, registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a gennaio 2021, hanno determinato un calo tendenziale dell’occupazione (-0,8% pari a -177mila unità). La diminuzione coinvolge gli uomini, i dipendenti permanenti, gli autonomi e prevalentemente i 35-49enni. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 0,1 punti percentuali.

Rispetto ad aprile 2020, le persone in cerca di lavoro risultano in forte crescita (+48,3%, pari a +870mila unità), a causa dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio dell’emergenza sanitaria; d’altra parte, diminuiscono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-6,3%, pari a -932mila), che ad aprile 2020 avevano registrato, invece, un forte aumento.

(fonte: Istat)

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