Società – T-Mag | il magazine di Tecnè https://www.t-mag.it Thu, 09 Apr 2020 10:09:40 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 Coronavirus, sospesi tutti i campionati italiani di pallavolo: non ci saranno vincitori, promozioni e retrocessioni https://www.t-mag.it/2020/04/09/coronavirus-sospesi-tutti-i-campionati-italiani-di-pallavolo-non-ci-saranno-vincitori-promozioni-e-retrocessioni/ https://www.t-mag.it/2020/04/09/coronavirus-sospesi-tutti-i-campionati-italiani-di-pallavolo-non-ci-saranno-vincitori-promozioni-e-retrocessioni/#respond Thu, 09 Apr 2020 10:09:35 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146754 Dopo il rugby, anche la pallavolo italiana annulla la stagione senza vincitori, promozioni e retrocessioni. Il consiglio federale della Fipav, presieduto da Bruno Cattaneo, ha preso la decisione in base ai recenti decreti e alle ordinanze del governo e delle regioni che non prevedono date certe sulla possibilità di riprendere l’attività sportiva in condizioni di completa sicurezza.

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La musica e la lettura ai tempi del Covid-19 https://www.t-mag.it/2020/04/09/la-musica-e-la-lettura-ai-tempi-del-covid-19/ https://www.t-mag.it/2020/04/09/la-musica-e-la-lettura-ai-tempi-del-covid-19/#respond Thu, 09 Apr 2020 10:02:03 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146732 L’isolamento forzato fa crescere l’utilizzo di internet e cambia alcune abitudini: ne risente lo streaming musicale, ma aumentano i prestiti di ebook e l’ascolto dei podcast.

di Redazione

Tutte le attività quotidiane sono state messe alla prova dall’emergenza coronavirus e gli italiani hanno risposto adattandosi grazie alla tecnologia -vedi la scuola, il lavoro, la spesa online – e la lettura non è da meno. Data la situazione e il divieto di uscire di casa, anche le biblioteche si sono adeguate rendendo pubblico e ampliando il proprio catalogo online. Attualmente il MLOL, la rete che permette il prestito digitale, conta 6500 biblioteche e ha visto crescere il numero nelle ultime settimane.

Contestualmente è aumentato il numero di italiani lettori tecnologici: tra il 24 febbraio e il 24 marzo i prestiti di ebook sono aumentati del 104% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Insieme alle richieste di prestito sono aumentati anche i nuovi utenti: circa 100 mila in più rispetto al 2019, a fronte di una crescita di 20 mila nuovi utenti in situazione standard.

Secondo i dati di Rakuten Kobo, una delle società leader del settore dell’e-reading, nei paesi più colpiti dal coronavirus l’ultima settimana di marzo ha fatto registrare un aumento dal 200% al 300% dei volumi medi di lettura rispetto alla settimana precedente. In particolar modo in Italia, sempre la scorsa settimana, ha rivelato un aumento del 133% del tempo dedicato alla lettura su eReaders e applicazioni, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Anche le modalità di ascolto della musica sono cambiate, se prima le canzoni accompagnavano soprattutto i viaggi in macchina e il tragitto casa-lavoro, oggi la fruizione è prettamente casalinga e questo ha ripercussioni sulle riproduzioni. Ed infatti, per quanto riguarda l’Italia, secondo il sito Music Business Worldwide, l’ascolto della playlist “top 200” su Spotify è sceso a 95,4 milioni di riproduzioni nella settimana 7-13 marzo, rispetto, ai 109 milioni del periodo 28 febbraio-6 marzo, e ai 121 milioni del 21-27 marzo.

Nonostante ciò, i numerosi flash mob organizzati sulla spinta dell’entusiasmo delle prime settimane hanno fatto incrementare la riproduzione delle canzoni scelte: “Abbracciame” di Andrea Sannino ha subito un incremento dell’820% di ascolti, mentre “Azzurro” di Adriano Celentano è aumentata del 715%.

I podcast invece mostrano un andamento in contrasto con il trend in negativo dello streaming musicale anche perché, come rivela un’indagine Nielsen sul panorama dei podcast in Italia nel 2019, il 71% del totale degli ascolti viene effettuato a casa. Secondo l’analisi l’ascoltatore tipo pre-coronavirus è un uomo, il 67%, che ascolta soprattutto programmi di musica, nel 45% dei casi, di attualità, 42%, e programmi di intrattenimento. Sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni a rientrare nella categoria heavy user, ovvero coloro che ascoltano un podcast quasi tutti i giorni.

Oggi però dai dati di Spotify e Spreaker emerge un cambiamento nella composizione del pubblico, sia per età che per gusti. Nella settimana dal 19 al 25 marzo su Spotify è cresciuto l’ascolto di podcast informativi, specie quelli dedicati agli approfondimenti sul Covid-19 e dei contenuti kids & family. Mentre Spreaker -piattaforma dedicata esclusivamente ai podcast- sottolinea che ad aumentare maggiormente sono stati i programmi sulla religione e a tema spiritualità che registrano un incremento del 1576%, seguiti dalle trasmissioni a tema automiglioramento, con un aumento del 484%, e di quelle sul marketing, +434%. Non solo una formazione personale e spirituale: secondo i dati sono aumentati anche i contenuti a tema arte, +347%, e quelli dedicati ai bambini, in aumento del 325%.

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Coronavirus, come stanno reagendo il calcio e gli altri sport https://www.t-mag.it/2020/04/08/coronavirus-come-stanno-reagendo-il-calcio-e-gli-altri-sport/ https://www.t-mag.it/2020/04/08/coronavirus-come-stanno-reagendo-il-calcio-e-gli-altri-sport/#respond Wed, 08 Apr 2020 14:44:05 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146722 Stipendi tagliati, campionati e coppe sospesi. Come si sta adeguando “il mondo del pallone” al coronavirus

di Redazione

Il calcio si è fermato davanti al coronavirus e nella fase 1, quella del lockdown, ha deciso di salvaguardare le proprie casse e sta cercando di capire come riprendere. Consapevole del danno causato dallo stop ai club, la Lega di Serie A ha raggiunto un accordo sul taglio degli stipendi dei calciatori: l’intesa prevede un sospensione di due mensilità, ma che ogni società è libera di trattare con i propri calciatori.

La Juventus è stata la prima a muoversi in questo senso, raggiungendo un accordo con i propri tesserati che prevede il taglio di quattro mensilità – marzo, aprile, maggio e giugno -, a patto che non si torni a giocare. A differenza dei bianconeri, gli altri 19 club intendono sospenderne solo due, una soluzione che gioverebbe maggiormente a Inter, Napoli, Roma e Milan, le squadre con un monte ingaggi superiore ai cento milioni di euro. Altre società (Lazio, Bologna, Fiorentina e Cagliari) stanno trattando con i propri calciatori la sospensione di una mensilità e lo spianamento della seconda sui mesi successivi. Quest’ultima opzione è anche quella più gradita dall’AIC – l’Associazione italiana calciatori – che si è detta contraria all’annullamento di due mensilità, definendola una scelta “folle”.

La Serie A non è l’unica a risentire economicamente di questo blocco: anche nelle leghe minori, le società non vorrebbero retribuire i calciatori durante questo periodo di inattività. Contraria, anche in questo caso, l’AIC, che, nell’opporsi a questa soluzione, ha sostenuto che i compensi riconosciuti ai giocatori di Lega Pro non sono stratosferici ma, in alcuni casi, appena sufficienti per il pagamento di mutui ed affitti.

Intanto il calcio italiano sta pensando alla fase 2, quella della ripresa. I vari club stanno cercando una soluzione per tornare in campo, aprendo anche le porte all’opzione di giocare fino ad agosto, con la Uefa che ha acconsentito allo svolgimento delle competizioni anche nei mesi estivi. Alla Serie A mancano 13 partite e al momento ci sono due opzioni: la prima vede un ritorno in campo entro metà maggio, con un calendario con partite ogni fine settimana più qualche turno infrasettimanale, per concludere la stagione così entro metà luglio. L’altra opzione, invece, è quella di una ripresa per i primi di giugno ma con un calendario fittissimo che prevede una partita ogni 3 giorni.

Oltre al campionato, poi, ci sarà da disputare la Coppa Italia: mancano ancora due semifinali di ritorno e la finale. Per quanto riguarda, invece, la Champions e l’Europa League, la Uefa ha creato due gruppi di lavoro per individuare dei periodi ideali per disputare gli ultimi turni. Anche qui le opzioni sono due: la prima è quella di continuare a giocare in concomitanza con i campionati, alla quale la Uefa ha dato la priorità, oppure rimandare il tutto alla fine delle competizioni nazionali. Il format delle due coppe europee cambierà: probabilmente verrà scelta la strada dei turni con partite secche, ma al momento è al vaglio anche l’opzione che vede una finale a 4 per la Champions e a 8 per l’Europa League.

E NEGLI ALTRI PAESI?

Al momento il calcio è fermo anche in altri Paesi, come in Spagna, dove proprio in queste ore la Liga e l’associazione calciatori stanno cercando un accordo sul taglio degli stipendi, mentre il Barcellona ha già annunciato un taglio del 70% delle mensilità di marzo e aprile. Un eventuale ritorno in campo non è stato preso neanche in considerazione.

Situazione analoga nel Regno Unito, dove il ministro della Sanità britannico ha invitato i calciatori a ridursi l’ingaggio. Un appello che non è stato ben accolto dai protagonisti della Premier League, ma che comunque di comune accordo hanno optato di passare una parte delle proprio entrate ai dipendenti che lavorano all’interno delle società e che in questo momento rischiano il posto di lavoro.

Chi invece è già passato alla fase 2 è la Bundesliga che ha fatto tornare in campo le proprie squadre, che dovranno seguire attente regole per svolgere gli allenamenti. Gruppi con al massimo cinque giocatori in campo e docce in spogliatoi separati o a casa. Intanto il campionato tedesco sta pensando anche a come riprendere il campionato, con il via che potrebbe essere il 2 maggio, basta che all’interno degli impianti non si superi il numero di 239 persone, tra calciatori, staff e addetti ai lavori.

Dunque, per un campionato che viene slittato a quest’estate, c’è un Europeo che viene spostato all’anno prossimo. Infatti, la Uefa, che come detto ha dato priorità a terminare questa stagione, ha deciso di slittare di un anno la competizione per le nazionali, dunque EURO2020 si disputerà a giugno-luglio 2021.

COME SI COMPORTANO LE FEDERAZIONI DEGLI ALTRI SPORT

Ma il calcio non è l’unico sport a pagare le conseguenze di questa emergenza: infatti, in Italia la Federugby e la Federbasket hanno deciso di annullare le stagioni senza assegnare i titoli. Negli altri sport internazionali invece, il tennis è costretto ad annullare per la prima volta dopo 134 anni il torneo più affascinante: quello di Wimbledon. Il torneo comunque, con un’assicurazione stipulata ai tempi della Sars nel 2003, vedrà entrare circa 100milioni nelle proprie casse. Per quanto riguarda i motori, sono in attesa di iniziare la propria stagione sia Formula 1 che MotoGp, ma al momento vedono annullarsi e rinviare Gran Premi giorno dopo giorno senza conoscere una data per la partenza. Infine, a malincuore, anche le Olimpiadi di Tokyo2020 sono state rinviate, andando a segnare così una pagina di storia dei Giochi olimpici che mai prima d’ora erano stati rinviati. Le Olimpiadi comunque si terranno nello stesso periodo ma del 2021 e la competizione si chiamerà sempre Tokyo2020. Insomma, il mondo dello sport sta cercando di resistere a questa fase 1, progettando la seconda.

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Coronavirus, Arcuri: «La fine dell’emergenza è ancora lontana» https://www.t-mag.it/2020/04/07/coronavirus-arcuri-la-fine-dellemergenza-e-ancora-lontana/ https://www.t-mag.it/2020/04/07/coronavirus-arcuri-la-fine-dellemergenza-e-ancora-lontana/#respond Tue, 07 Apr 2020 15:11:18 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146681 «La fine dell’emergenza è ancora lontana. Attenti a illusione ottiche». Lo ha detto il commissario straordinario, Domenico Arcuri. «Non siamo a pochi passi dall’uscita dell’emergenza, da un’ipotetica ora X che ci riporterà alla situazione di prima, nessun liberi tutti per ritornare alle vecchie abitudini», ha aggiunto Arcuri.

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Il comportamento degli italiani davanti alle restrizioni https://www.t-mag.it/2020/04/07/il-comportamento-degli-italiani-davanti-alle-restrizioni/ https://www.t-mag.it/2020/04/07/il-comportamento-degli-italiani-davanti-alle-restrizioni/#respond Tue, 07 Apr 2020 10:49:47 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146662 Il fine settimana di sole, di preannunciata libertà ha comportato che le sanzioni per non aver rispettato le misure restrittive in soli due giorni siano state oltre 20 mila. Ma in generale gli italiani appaiono responsabili e rispettosi dei divieti.

di Redazione

Secondo i dati del Viminale tra sabato e domenica sono stati effettuati 415 mila controlli, 20.522 persone sono state sanzionate perché trovate in giro senza una motivazione valida, 101 le persone denunciate per falsa dichiarazione o attestazione, mentre sono stati 35 i denunciati in quanto positivi che non hanno rispettato la quarantena. A questi si aggiungono i dati sugli esercizi commerciali: Sono oltre 150 mila le attività controllate nel fine settimana. E per quanto riguarda le sanzioni sono stati 232 gli esercenti multati, 21 le attività chiuse  e 30 i negozi chiusi provvisoriamente. Nello specifico domenica si è visto il boom di sanzioni , i controlli sono stati 186.741, contro i 229.104 effettuati sabato, e le persone multate sono state 11.022 rispetto ai 9.284 sanzionati il giorno precedente.

La bella giornata, il fine settimana che si preannunciava di libertà -dopo il tanto atteso 3 aprile- e la circolare poco chiara sull’attività motoria con i figli, ha fatto sì che gli italiani si sentissero più legittimati ad uscire ed infatti il Viminale ha registrato circa 4.400 multati in più rispetto ai 6.623 della domenica precedente. In termini assoluti, dato il lockdown quasi totale, il numero delle persone che sono ancora in giro è elevato, in termini percentuali su tutti i controlli effettuati “solo” il 5% ha violato le restrizioni perché fuori casa senza comprovati motivi di necessità, salute e lavoro. Questo implica anche che il 95% dei 415 mila controllati poteva essere fuori casa.

Anche secondo un’indagine Coldiretti/Ixe’ sui comportamenti degli italiani al tempo del coronavirus più di una persona su 10 non rispetta le restrizioni ed il divieto di uscire di casa. La necessità di fare la spesa è la scusa più utilizzata tanto che nonostante l’emergenza il 30% non resiste 72 ore prima di dover uscire per andare al supermercato o negozi di alimentari. Le percentuali anche in questo caso non sono elevate, ma possono bastare a vanificare le misure adottate per l’emergenza. Dall’altro lato l’88% degli italiani dichiara di rispettare sempre le indicazioni ed i divieti sugli spostamenti e le distanze sociali e il senso di responsabilità è evidente anche dall’aumento della spesa a domicilio e soprattutto dall’alta percentuale, il 72% degli italiani, di coloro che ritengono giusto segnalare alle forze dell’ordine comportamenti e atteggiamenti scorretti come assembramenti di persone o feste in casa.

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DiaSorin: «Test sierologico entro aprile» https://www.t-mag.it/2020/04/07/diasorin-test-sierologico-entro-aprile/ https://www.t-mag.it/2020/04/07/diasorin-test-sierologico-entro-aprile/#respond Tue, 07 Apr 2020 08:30:59 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146645 La DiaSorin ha reso noto di aver completato, presso il Policlinico San Matteo di Pavia, gli studi necessari al lancio di un nuovo test sierologico ad alto volume di processamento per rilevare la presenza di anticorpi nei pazienti infettati dal SARS-CoV-2. La società sta lavorando per avere l’autorizzazione che dovrebbe arrivare entro fine aprile.

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Quando la digitalizzazione è un problema anche dei giovani https://www.t-mag.it/2020/04/06/quando-la-digitalizzazione-e-un-problema-anche-dei-giovani/ https://www.t-mag.it/2020/04/06/quando-la-digitalizzazione-e-un-problema-anche-dei-giovani/#respond Mon, 06 Apr 2020 14:51:47 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146633 La didattica a distanza, al momento inevitabile, ha molti ostacoli sia dalla parte dei professori che degli studenti

di Redazione

La bozza del decreto legge sulla scuola, in discussione in Consiglio dei ministri, prevede, nel caso in cui l’attività didattica non riprenda entro il 18 maggio, che l’esame di Stato conclusivo di terza media venga sostituito con la valutazione finale da parte del consiglio di classe in aggiunta ad una tesina dello studente.  

Oltre a non modificare il calendario didattico – si rispetteranno le festività pasquali -, la bozza prevede l’obbligo della didattica a distanza, fino ad oggi solo consigliata, per rendere possibile la fine dell’anno senza lacune per gli studenti.

Nonostante scuole, docenti e studenti si stiano adattando alla digitalizzazione forzata, la scuola smart è un problema in un paese come l’Italia, poco connesso: il nostro paese è al ventiquattresimo posto fra i 28 stati dell’Unione Europea nel ranking dell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società del 2019.

Il problema è che la poca preparazione digitale non riguarda solo i professori, ma anche gli studenti: secondo il report dell’Istat, lo scorso anno, nonostante il 92,2% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni abbia usato internet nei 3 mesi precedenti l’intervista, meno di uno su tre può vantare alte competenze digitali, nello specifico il 30,2%, mentre il 3% non ha alcuna competenza digitale e circa i due terzi presentano competenze digitali di base.

Essere “nativi digitali” infatti non implica possedere le conoscenze tecnologiche di base. Come emerge dal report, praticamente tutti usano internet, soprattutto i più giovani sono considerati madrelingua rispetto al linguaggio digitale e all’utilizzo di tablet e smartphone, ma sono meno preparati sulle competenze digitali “tradizionali” come Word o Excel. Più che le competenze sono anche i mezzi a ostacolare in alcuni casi la didattica a distanza:  negli anni 2018-2019, il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni non ha un computer o un tablet a casa mentre il 57% lo deve condividere con la famiglia. Condividere un solo device in famiglia con più componenti diventa un problema nel momento in cui anche i fratelli devono seguire lezioni e fare i compiti o in molti casi quando si deve condividere il pc anche con i genitori in smart working.

Secondo i dati Istat del 2019, poi, quasi il 24% delle famiglie non disponeva di accesso a internet e il 25% della banda larga e questo è un ostacolo sia per alunni che per insegnanti. Le soluzioni messe in campo per la didattica a distanza sono molteplici, le diverse piattaforme, le classi virtuali, le lezioni registrate, che sembrano funzionare bene: secondo un’indagine di Studenti.it, solo il 12,9% dei ragazzi continua a studiare esclusivamente sui libri, e il 17,5% utilizza materiale didattico fornito dalla scuola e l’11% reperisce materiale online autonomamente, mentre un 7,8% si appoggia ai video che trova su YouTube. Quasi la metà degli studenti, però, utilizza tutti questi strumenti insieme: libri, materiale didattico trovato online, approfondimenti forniti dai docenti e video.

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Un terzo delle famiglie non ha computer o tablet in casa https://www.t-mag.it/2020/04/06/un-terzo-delle-famiglie-non-ha-computer-o-tablet-in-casa/ https://www.t-mag.it/2020/04/06/un-terzo-delle-famiglie-non-ha-computer-o-tablet-in-casa/#respond Mon, 06 Apr 2020 09:28:07 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146614 Penalizzate le famiglie del Mezzogiorno: 4 su 10 non hanno pc o tablet. La percentuale di famiglie senza computer supera il 41,0% nel Mezzogiorno, con Calabria e Sicilia in testa

di Redazione

L’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 ha messo in evidenza la necessità di avere a casa spazi sufficienti per chi ci vive e una strumentazione informatica adeguata per consentire agli studenti la possibilità di seguire le lezioni a distanza, a chi lavora di potere continuare a farlo anche da casa e a chi lo vuole di relazionarsi con gli
altri, guardare film, trovare occasioni di svago per il tempo libero.

UN TERZO DELLE FAMIGLIE NON HA COMPUTER O TABLET IN CASA

Negli anni 2018-2019, il 33,8% delle famiglie non ha un computer o un tablet in casa, il 47,2% ne ha uno e il 18,6% ne ha due o più. La percentuale di chi non ne possiede sale al 70,6% tra le famiglie di soli anziani (65 anni e più), ma scende al 14,3% tra le famiglie con almeno un minorenne. L’impatto del livello di istruzione è molto forte:
nelle famiglie mediamente più istruite (in cui almeno un componente è laureato) la quota di quanti non hanno nemmeno un computer o un tablet si riduce al 7,7%. Nel 22,7% delle famiglie sono meno della metà i componenti che hanno a propria disposizione un pc da utilizzare.
Solo per il 22,2% delle famiglie è disponibile un computer per ciascun componente. Penalizzate le famiglie del Mezzogiorno: 4 su 10 non hanno pc o tablet La percentuale di famiglie senza computer supera il 41,0% nel Mezzogiorno, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46,0% e 44,4%), ed è circa il 30,0% nelle altre aree del Paese. Più elevata nel Mezzogiorno anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti: il 26,6% ha a disposizione un numero di pc e tablet per meno della metà dei componenti e solo il 14,1% ne ha almeno uno per ciascun componente.
Viceversa, nelle regioni del Nord la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un computer, e la quota supera il 70% anche nel Lazio.
Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%. Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di
piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a 2.000 abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%). Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall’8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud.

OLTRE LA METÀ DEI RAGAZZI CONDIVIDE CON LA FAMIGLIA PC O TABLET  

Negli anni 2018-2019, il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni (850 mila) non ha un computer o un tablet a casa e la quota raggiunge quasi un quinto nel Mezzogiorno (circa 470 mila). Il 57,0% lo deve condividere con la famiglia. In questi casi meno della metà dei familiari dispone di un pc da utilizzare. Sebbene la maggior parte dei minori in età scolastica (6-17 anni) viva in famiglie in cui è presente l’accesso a internet (96,0%), non sempre accedere alla rete garantisce la possibilità di svolgere attività come ad esempio la didattica a distanza se non si associa ad un numero di pc e tablet sufficienti rispetto al numero dei componenti della famiglia. Soltanto il 6,1% dei ragazzi tra 6 e 17 anni vive in famiglie dove è disponibile almeno un computer per componente.

SOLO TRE RAGAZZI SU DIECI HANNO COMPETENZE DIGITALI ELEVATE

Nel 2019, il 92,2% dei ragazzi di 14-17 anni ha usato internet nei 3 mesi precedenti l’intervista, senza differenze di genere. Tuttavia meno di uno su tre presenta alte competenze digitali (il 30,2%, pari a circa 700 mila ragazzi), il 3% non ha alcuna competenza digitale mentre circa i due terzi presentano competenze digitali basse o di base. Le ragazze presentano complessivamente livelli leggermente più elevati di competenze digitali (il 32% dichiara alte competenze digitali contro il 28,7% dei coetanei). Tale differenze sono più marcate se si considerano communication skills (83,3% contro 76,3%) mentre si attenuano per le altre competenze rilevate (information skills, software skills e problem solving skills) (cfr. Glossario). Dal punto di vista territoriale è abbastanza evidente il gradiente Nord – Mezzogiorno, con le regioni del Nord-est che presentano i livelli più elevati su quasi tutte le competenze digitali. I differenziali territoriali sono molto rilevanti per software skills e problem solving skills; si riducono leggermente su information skills e si annullano per communication skills.

LE RAGAZZE LEGGONO PIÙ LIBRI E E-BOOK DEI RAGAZZI

Negli anni 2018-2019 il 52,1% dei bambini e ragazzi tra 6 e17 anni hanno letto nell’ultimo anno almeno un libro nel tempo libero (circa 3 milioni 600 mila). Tra i giovani lettori il 46,9% ha letto fino a 3 libri (lettori deboli), il 40,7% da 4 a 11 libri (lettori medi) e il 12,5% 12 o più libri (lettori forti). Sono soprattutto le ragazze a dichiarare di aver letto almeno un libro nel tempo libero (il 58,2% contro il 46,4% dei coetanei). Tra le ragazze, inoltre, risulta più alta la quota di chi ha letto e-book/libri on line (10,5% contro 6,4%). La percentuale più elevata di lettori si registra, per i ragazzi, tra gli 11 e i 13 anni (53%), per le ragazze nella fascia di età successiva (66,2%). Si osserva una forte associazione tra capitale culturale familiare e abitudine alla lettura dei figli: legge il 67,6% dei ragazzi che vivono in famiglie in cui almeno uno dei due genitori è laureato ma la quota scende al 37,7% se i genitori hanno conseguito al massimo la scuola dell’obbligo.

AMPIA DIFFERENZA TERRITORIALE ANCHE NELLA LETTURA

Emergono forti differenze territoriali nell’abitudine alla lettura. Oltre il 60,0% dei bambini e i ragazzi di 6-17 anni residenti nel Nord dichiara di leggere libri, nel Sud la quota si attesta al 39,4%. Nelle Isole, la Sardegna registra un livello di lettori pari al 52,6% (in linea con le regioni del Centro), mentre in Sicilia la quota tocca il 32,7%.

OLTRE QUATTRO MINORI SU DIECI VIVONO IN CONDIZIONI DI SOVRAFFOLAMENTO ABITATIVO  

Nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Tale condizione di disagio è più diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate. Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l’abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità. La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7,0% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota scende al crescere dell’età fino ad arrivare all’1,8% fra le persone di 75 anni e più.

(fonte: Istat)

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Emergenza Covid-19, sondaggio Tecnè: così i sentimenti degli italiani https://www.t-mag.it/2020/04/03/emergenza-covid-19-sondaggio-tecne-cosi-i-sentimenti-degli-italiani/ https://www.t-mag.it/2020/04/03/emergenza-covid-19-sondaggio-tecne-cosi-i-sentimenti-degli-italiani/#comments Fri, 03 Apr 2020 18:20:24 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146597 Cresce in cinque anni la quota di quanti si dichiarano depressi, soli e con una sensazione di paura. Cresce la soddisfazione per i rapporti familiari. Intenzioni di voto: su Lega e FdI, scende il Pd. I risultati del Monitor Italia di Tecnè in collaborazione con l’Agenzia Dire

di Redazione

Aumentano coloro che affermano di sentirsi depressi in cinque anni (erano il 29% nel 2015, sono il 34% nel 2020). Complice anche  l’attuale situazione dovuta all’emergenza sanitaria – rileva Tecnè nel consueto Monitor Italia realizzato in collaborazione con l’Agenzia Dire – si registrano dal 2015 incrementi in tutte quelli condizioni di vita che indicano solitudine (50%, +19%) e sensazione di paura (66%, +16%). Resta però forte il sentirsi parte di una comunità (86%, +2%) e la soddisfazione per i rapporti con gli amici resta alta, nonostante un lieve calo rispetto a cinque anni fa. In netta crescita la soddisfazione per i rapporti con i familiari (67%, +12%), mentre ci si sente un po’ meno in forma. Se nel 2015, infatti, il 54% dichiarava di essere soddisfatto per la propria forma fisica, allo stesso modo risponde adesso il 51%.

La Lega guadagna lo 0,1% rispetto all’ultima rilevazione e si attesta ora al 29%. Il Pd cala leggermente al 21,8% (-0,2%), mentre Fratelli d’Italia, grazie ad un aumento dello 0,2% dei consensi, si attesta al 14,4%, Movimento 5 Stelle al 13,7% (+0,1%). È quanto emerge dall’ultimo Monitor Italia realizzato dall’istituto di ricerca Tecnè per l’Agenzia Dire. Forza Italia si colloca al 6,9%, Italia Viva scende dello 0,2%, attestandosi al 2,9%. La Sinistra sale al 2,7% (+0,1%), i Verdi all’1,8%, Azione scende all’1,6% (-0,1%), stessa percentuale di +Europa (-0,1%). Gli altri partiti raccolgono il 3,6% delle preferenze (-0,1%). L’area dell’astensione e degli incerti si attesta al 45,6% (+0,7%).

Questa settimana torna a salire la quota di quanti dicono di aver fiducia nel governo (dal 30,4% del 27 marzo si passa al 31%) e crescono contestualmente quanti invece affermano di non avere fiducia, attestandosi al 62,3%. In netto calo chi si dichiara senza opinione, al 6,7%.

NOTA METODOLOGICA
Campione di 1.000 casi, rappresentativo della popolazione maggiorenne italiana, articolato per sesso, età, area geografica
Estensione territoriale: intero territorio nazionale
Interviste effettuate il 2-3 aprile 2020 con metodo Cati – Cawi
Totale contatti: 4.365 (100%) – rispondenti: 1.000 (22,9%) – rifiuti/sostituzioni: 3.365 (77,1%)
Margine di errore +/-3,1%
Soggetto che ha realizzato il sondaggio: Tecnè srl
Committente: Agenzia DIRE
Il documento completo sul sito: sondaggipoliticoelettorali.it

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Coronavirus, Borrelli: «La fase 2 potrebbe iniziare il 16 maggio» https://www.t-mag.it/2020/04/03/coronavirus-borrelli-la-fase-2-potrebbe-iniziare-il-16-maggio/ https://www.t-mag.it/2020/04/03/coronavirus-borrelli-la-fase-2-potrebbe-iniziare-il-16-maggio/#respond Fri, 03 Apr 2020 10:35:53 +0000 https://www.t-mag.it/?p=146576 Il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha reso noto, in un’intervista a “Radio Anch’io” su Radio1, che dopo Pasqua e Pasquetta, l’Italia passerà in quarantena anche il 1 maggio. Borrelli ha reso noto che se i dati non si modificheranno, la data prevista per la fase 2 sarà intorno al 16 maggio.

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