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Segnali positivi, ma l’economia italiana resta debole

Le aspettative delle imprese sull’occupazione sono diminuite sia nella manifattura sia nei servizi di mercato, osserva l’Istat. Peggiora il misery index elaborato da Confcommercio

di Redazione

«A marzo, è proseguito il deterioramento della fiducia dei consumatori che ha interessato tutte le componenti. Il clima economico e le prospettive future hanno registrato il calo più marcato mentre le attese sulla disoccupazione sono in peggioramento dopo il segnale positivo del mese precedente. Nello stesso mese, la fiducia delle imprese nel complesso è tornata a migliorare anche se nel settore manifatturiero permangono incertezze. L’indicatore anticipatore ha segnato una flessione di intensità ridotta rispetto a febbraio, suggerendo un possibile cambiamento rispetto alla fase di contrazione dei livelli di attività economica manifestatasi negli scorsi mesi». Lo scrive l’Istat nella consueta nota mensile sull’andamento dell’economia italiana.

Le previsioni dell’Istat fanno il paio con il misery index di Confcommercio, secondo cui a febbraio l’indice ha toccato quota 17,8 in aumento di sette decimi di punto rispetto a gennaio. Il peggioramento è determinato soprattutto dal rialzo dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto, oltre che in misura minore dal modesto deterioramento della componente legata alla disoccupazione. Dall’analisi di Confcommercio emerge «il rischio che il prolungarsi della stagnazione produttiva induca ad un peggioramento più evidente del mercato del lavoro, ampliando l’area del disagio sociale, ancora ben più vasta rispetto ai minimi pre-crisi». A febbraio, inoltre, il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato al 10,7%, in aumento di due decimi di punto rispetto al mese precedente e in diminuzione di un decimo nel confronto con lo stesso mese del 2018, mentre il tasso di disoccupazione estesa – che tiene conto di disoccupati, cassaintegrati e scoraggiati – è salito al 13,2% contro il 13,1% del mese precedente e il 13,2 di febbraio 2018.

I dati di febbraio – conferma l’Istat – hanno registrato la sostanziale stabilità del mercato del lavoro. Nel trimestre dicembre-febbraio, il numero degli occupati è rimasto invariato in presenza di una diminuzione dei dipendenti a termine (-0,6%), e di un aumento di quelli permanenti (+0,2%). Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione si è mantenuto sugli stessi livelli del trimestre precedente, condizionato dal peggioramento di febbraio (10,7%). «I segnali per i prossimi mesi – osserva l’Istituto nazionale di statistica – assumono un’intonazione lievemente negativa». Infatti, dopo il miglioramento del tasso di posti vacanti registrato nel quarto trimestre, nei primi mesi dell’anno, le aspettative delle imprese sull’occupazione sono diminuite sia nella manifattura sia nei servizi di mercato.

 

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