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“Green Italy”, distretto di successo

Ovvero: perché l'Italia dovrebbe licenziare il suo addetto stampa
di Claudia Carmenati

Se il mondo ci vede ancora come un bacino di malavita, insurrezione violenta, disagio sociale, instabilità economica, qualcuno ha sbagliato la strategia di comunicazione. L’Italia dovrebbe licenziare il suo addetto stampa. La regressione dell’immagine globale dell’Italia nel mondo a deriva di corruzione e inerzia è distante dalla realtà. Insomma, non ci sono solo comandanti Schettino. O quantomeno il valore, il talento degli uni può, e deve, emergere sulla mediocrità dei secondi. Non è una questione di numeri, è un problema di rilevanza. Questa riflessione nasce alla presentazione del libro Green Italy, a firma di Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. Realacci raccoglie venticinque storie di successo, in cui l’attitudine imprenditoriale con l’aggiunta di creatività, del saper fare, di coraggio, di “italianità” ha generato delle realtà solide, innovatrici, produttive. “Green Italy è un’idea di crescita, di sviluppo, che parte dalla qualità e dai talenti italiani – scrive Realacci – e dalle migliori esperienze già in campo. Un modello che punta sul rapporto con il territorio e i suoi saperi e li proietta nel mondo”.
E’ la storia di Gabriele Perinetti che deluso dalla Svizzera torna a Civitella Casanova e s’industria con i suoi figli fino a creare materiali per i satelliti che vende alle multinazionali internazionali. E’ la storia della Ecoplan di Gioia Tauro che con materiali di scarto della plastica e della lavorazione delle olive produce pannelli per i più svariati usi, dall’edilizia ai trasporti, dall’arredamento agli allestimenti fieristici. E’ la storia di Angelo Inglese, giovane sarto di Ginosa di Puglia convinto che le sue camicie saranno più ambite se verranno create all’interno del seicentesco palazzo dell’arciprete, che sta facendo restaurare. Forse i bottoni che respirano nobiltà sono più eleganti di quelli cuciti in bui scantinati, deve aver pensato il Principe William indossandola al suo matrimonio.
Il legame con il territorio e la sua bellezza sono un’ispirazione, e non un limite, di una politica industriale che abbracci la filosofia del Green Italy. “Siamo uomini, esportazioni e speranze – commenta Carlo De Benedetti alla presentazione del libro – siamo il Paese che all’ombra dei campanili ha sempre prodotto cose belle”. La meta-economia è sempre stata un pallino dell’Ingegnere. Non solo quello che si fa, ma come lo si fa. “Che mestiere facciamo? – si chiede Pier Luigi Bersani, segretario Pd – noi trasformiamo, da materie prime altrui in prodotti di altissima qualità. Dobbiamo essere capaci di mettere il nostro saper fare e coniugarlo con l’innovazione. Il nostro futuro deve essere fatto di qualità, ambiente e innovazione”. L’innovazione di cui parla Realacci è “pervasiva”, non esclude cioè la tradizione. Nell’enogastronomia e nella manifattura gli esempi più alti. Il Caseificio Vannulo di Antonio Palmieri che dal Cilento ha fatto dell’allevamento, della produzione del latte e latticini un’arte. A impatto zero.
Italia, il tuo addetto stampa lavora contro di te. Meriti di meglio. Meriti e meritiamo di veder riconosciuto l’impegno che ogni giorno mettiamo per uscire dal tunnel della crisi con iniziativa e capacità. Non è vero che i ristoranti sono pieni, e quindi non siamo in recessione. Ma è vero che quei ristoranti sono i migliori del mondo.

 

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