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La Battaglia di Anghiari, scoperta mediatica o ultimo regalo di Leonardo?

di Stefano Di Rienzo

La scorsa settimana si è parlato di una svolta nel ritrovamento dell’opera di Leonardo da Vinci “La Battaglia di Anghiari”. Il capolavoro di Leonardo nasconde uno dei misteri più affascinanti della storia dell’arte, è da decenni che gli studiosi cercano di scoprire dove sia nascosta l’opera, ma fino ad oggi senza nessun riscontro.
La pittura murale fu iniziata il 6 giugno 1505 nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze e rappresentava la battaglia tra l’esercito fiorentino e quello milanese scoppiata il 29 giugno 1440, lo stesso Leonardo la realizzò per onorare la vittoria fiorentina. L’opera non fu mai completata e fino ad oggi ne erano rimaste solo tracce scritte e copie antiche di altri artisti. Leonardo era un artista avventuriero e la scelta dell’encausto (tecnica pittorica che Leonardo trovò nella Historia Naturalis di Plinio il Vecchio e che si avvale di colori sciolti nella cera, rifusa al momento dell’applicazione) in sostituzione dell’affresco non gli portò fortuna in quell’occasione perché sulla parete murale si verificarono ampie cadute di colore e l’opera fu abbandonata nel giugno del 1506 quando il Maestro partì per Milano. Eppure il Vasari volle preservarne il lavoro, infatti l’indizio che si legge all’interno della sua opera “La Battaglia di Marciano” in cui è riportata una scritta “Cerca Trova” oggi sembra portare alla soluzione. Lo confermerebbe l’indagine endoscopica del team capitanato da Maurizio Seracini, professore dell’Università della California a San Diego insieme con la Soprintendenza del Polo Museale Fiorentino e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sono giunti alla conclusione che il dipinto di Leonardo si cela dietro “La Battaglia di Marciano” (1563-1565) di Giorgio Vasari, la parete in questione è quella orientale del Salone dei Cinquecento e lo strumento utilizzato è una sonda endoscopica inserita attraverso l’intercapedine dietro l’opera di Vasari.
Sono quattro i punti sottolineati dal team che da 36 anni e al lavoro su questa pittura murale. Alcuni di questi punti riguardano i colori ritrovati, un altro rivela la presenza di una anomala intercapedine.
Il primo punto riguarda un campione contenente materiale nero, analizzato con un particolare microscopio elettronico ha dimostrato che la composizione chimica è molto simile ad un pigmento nero trovato nelle velature marroni della Gioconda e sul S. Giovanni Battista di Leonardo.
Il secondo punto riguarda il fatto che sono stati trovati frammenti di colore rosso, che non possono essere componenti dell’intonaco ma qualcosa di più, si pensa a frammenti organici associati a lacca rossa. Secondo gli scienziati difficilmente si potrebbe trovare questo tipo di materiale in una parete intonacata normalmente.
Il terzo punto riguarda il materiale beige riscontrato sul muro originale del dipinto e che è quasi certamente, secondo gli esperti, applicato soltanto tramite il pennello.
Il quarto punto riguarda l’intercapedine riscontrata tra il muro su cui Vasari ha dipinto “La Battaglia di Marciano” e il muro alle sue spalle, segno che Vasari abbia cercato di proteggere l’opera incompiuta da Leonardo costruendo davanti ad essa una nuova parete. Tra l’altro in nessuna delle pareti della sala c’è un doppio muro, ed è proprio questa anomalia che da maggiore forza a questa ipotesi. Prove che lo scienziato Maurizio Saracini insieme al suo team citano come elementi a supporto dell’ipotesi che il dipinto di Leonardo si trovi dietro l’affresco murale del Vasari.
Orgoglioso anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi che annuncia: “Chiederemo ufficialmente al Ministero dei Beni Culturali le autorizzazioni per rimuovere le aree dove nell’Ottocento e nel Novecento sono stati effettuati interventi di restauro sulla Battaglia di Marciano: questo ci consentirebbe di non toccare il lavoro del Vasari e di avere una fotografia della Battaglia di Anghiari di Leonardo più precisa di quelle ottenute finora, verificando al contempo anche le sue attuali condizioni di salute. Dobbiamo capire quanta parte della Battaglia è ancora sotto il muro del Salone dei Cinquecento, e se sono state trovate tracce riferibili a qualcuno che ci ha pitturato. Il Ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi mi ha assicurato che entro un mese sarà qui e insieme a lui saliremo sull’impalcatura e verificheremo.”
Gli addetti ai lavori vogliono scoprire il capolavoro leonardesco ma allo stesso tempo proteggere l’opera del Vasari continuando le ricerche, indifferenti ai tanti appelli di studiosi che ne richiedono lo stop, deplorando gli eventuali danni al Vasari.

 

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