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Apre il Parlamento tra dubbi e timori

parlamento_legislaturaHabemus diem, verrebbe quasi da dire. Parte, infatti, tra mille incognite e incertezze la XVII legislatura. Chi sperava in un rinnovamento, almeno può dirsi in parte soddisfatto. Quello che apre venerdì è il Parlamento più giovane della storia e con la maggiore presenza di donne. I tanti grillini che fanno per la prima volta il loro ingresso a Montecitorio e a Palazzo Madama ha contribuito all’esclusione di attori che hanno caratterizzato per diversi anni la politica del nostro Paese.
È evidente il ringiovanimento rispetto alla scorsa legislatura in cui l’età media dei deputati era di 54 anni (nove anni di differenza) mentre quella dei senatori di 57 anni (quattro anni di differenza). Di gran lunga è quello del Movimento 5 Stelle il gruppo più giovane. Per quanto riguarda la presenza femminile, invece, nella passata legislatura era pari ad appena il 21% alla Camera e il 19% al Senato mentre si evidenzia che nel nuovo Parlamento saranno il 32% alla Camera e il 30% al Senato (dati Coldiretti).
Se si guarda all’attuale situazione politica, tuttavia, le considerazioni prendono tutto un altro indirizzo. L’instabilità che si è venuta a delineare l’indomani del voto del 24 e 25 febbraio pongono molti interrogativi sulla possibilità di istituire una maggioranza, sebbene provvisoria, in grado di sostenere un esecutivo capace di affrontare le difficoltà economiche nei prossimi mesi. Nonostante l’ottimismo proveniente dall’ultimo Consiglio europeo, i timori che questa legislatura possa durare il tempo d’un battito d’ali sono più che fondati. Secondo l’ultima indagine Ipr Marketing per Repubblica.it “il 67 per cento degli italiani vuole un governo adesso”. Il che denota, da parte dei cittadini, la volontà di avere un maggiore (ed eventuale) impegno a garantire stabilità. Gli indicatori economici non sono particolarmente incoraggianti: il tasso di disoccupazione si attesta all’11,7%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto a dicembre e di 2,1 punti nei dodici mesi (Istat); l’Italia, con il 38,7%, è tra i Paesi in Europa con il tasso più alto di disoccupazione giovanile (Eurostat); sono 6,7 milioni le persone che vivono in difficoltà economiche (Istat). A questo si aggiunga un ulteriore indicatore di cui si tiene poco conto, sbagliando: la sfiducia. Il rapporto Bes 2013 dell’Istat in collaborazione con il Cnel che quantifica la fiducia degli italiani nel Parlamento in 3,6 punti su una scala da zero a dieci. Secondo il Rapporto Italia 2013 dell’Eurispes, invece, l’89,7% degli italiani si dice sfiduciato rispetto al Parlamento (il 51,3% non vi ripone alcuna fiducia, il 38,4 poca). Già nel 2012 – sempre secondo l’Eurispes – solo il 9,5% degli italiani riponeva fiducia, molta o abbastanza, nel Parlamento. La situazione, in questa fase così delicata, può rischiare un peggioramento. E l’elezione dei presidenti di Camera e Senato è solo il primo scoglio da superare nel primo scorcio di legislatura.

 

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