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In calo le vendite (ma anche la produzione) di libri

di Matteo Buttaroni

libroLa vendita di libri allegati ai quotidiani ha segnato una rivoluzione per l’editoria: si è dato vita a questo metodologia di vendita nel 2002 e solo in quell’anno vennero vendute in edicola 44,2 milioni di copie di libri. E’ quanto spiega il Forum del Libro nel Rapporto sulla promozione della lettura in Italia.
Il periodo che va dal 2002 al 2005 ha assistito ad un vero e proprio boom passando da 62,1milioni di copie vendute nel 2003 a 75,5 milioni nel 2004 per crescere fino a 80 milioni di copie vendute nel 2005. Da qui in poi la situazione si è stabilizzata per poi andare a calare: 60 milioni nel 2006 e 45 milioni nel 2007.
Il calo delle vendite dei libri allegati ai quotidiani, dal 2007, ha fatto registrare un calo anche dell’incidenza sul bilancio complessivo: nel 2007 l’incidenza era pari al 12,2%, nel 2009 dell’8,9% e nel 2010 addirittura sotto al 5%.
In pratica, quindi, tra il 2002 ed il 2005 l’edicola era diventata il secondo canale di vendita dei libri, tornando però nuovamente marginale già dal 2007 in poi.
In parallelo con il calo delle vendite dei libri presso le edicole, sono calate anche le vendite dei periodici: nel 2007 le vendite si attestavano a 14 milioni di copie di settimanali, “oggi siamo poco sopra gli 11 milioni; 17 milioni di copie per i mensili, oggi siamo poco sopra i 12”, continuando tuttavia ad essere una fonte importantissima per la vendita dei libri allegati.
Il calo delle vendite, negli ultimi due anni, ha interessato però tutti i canali legati all’editoria libraria: nel 2011 si sono vendute 1,7 milioni di copie in meno rispetto all’anno precedente e il giro d’affari è diminuito del 3,7%; mentre nei primi nove mesi del 2012 si sono persi altri quattro milioni di copie e un ulteriore 8,7% di fatturato. Ciò è dovuto soprattutto a causa della contrazione degli “alto acquirenti”, calati del 20%, che diminuiscono di numero e, non solo, spendono anche meno.
Tutto ciò ha portato, inevitabilmente, gli editori ad abbassare le tirature e a diminuire il numero di titoli in uscita: nei primi cinque mesi del 2012 il numero di titoli prodotti è diminuito del 9,1% rispetto al corrispondente periodo del 2011. La conseguenza quindi, non è solo la crisi del commercio librario ma anche una crisi della produzione libraria.

 

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