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L’annus horribilis per la pressione fiscale

tasse_spesa_pubblicaIn questi giorni di consultazioni per Pier Luigi Bersani, una richiesta forte e chiara è giunta dai sindacati: “La nostra ipotesi è quella che occorre innanzitutto togliere il pagamento dell’Imu sulla prima casa fino a un valore di mille euro in modo da lasciare un segno sullo spostamento verso la patrimonalizzazione della tassazione e dare una risposta ai redditi più deboli”. Nello specifico ad avanzare la proposta è stata la leader della Cgil, Susanna Camusso. Le tasse sugli immobili, nel 2013, “peseranno” 57 miliardi di euro (nel 2010 era a 42,6mld).
“Oltre a tener conto che per i contribuenti onesti la pressione fiscale reale si attesta ormai sopra il 54%, quando quest’ultima si calcola al netto dell’economia sommersa possiamo tranquillamente affermare che nel 2013 gli italiani lavoreranno per il Fisco fino alla metà di giugno. Una cosa insopportabile”, era stato un mese fa l’avvertimento del segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi.
A ben vedere, inoltre, le imposte di regioni, comuni e province risultano in aumento, nell’arco di un anno, di 9,2 miliardi raggiungendo un totale di 182,9 miliardi con un incremento pari al 5%. In particolare le imposte comunali dal 2010 al 2011 sono aumentate di 4,8 miliardi (arrivando a 100,8 miliardi di euro). Quelle regionali passano a 77,5 miliardi, mentre le provinciali toccano quota 4,7 miliardi.
Inoltre è stato firmato lunedì dal dal direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, il provvedimento contenuto nel decreto Salva Italia dell’Anagrafe dei rapporti finanziari. Stando a quanto previsto – spiega il Corriere della Sera – “banche, Poste e società di gestione e intermediazione del risparmio dovranno comunicare entro il prossimo 31 ottobre all’Agenzia delle Entrate tutti i dati sui conti correnti, le movimentazioni degli stessi, gli investimenti, l’utilizzo delle carte di credito e perfino delle cassette di sicurezza riferiti al 2011”. Per quelli del 2012, invece, il termine è il 31 marzo 2014 mentre per gli anni 2013 e seguenti le comunicazioni dovranno avvenire entro il 20 aprile dell’anno successivo. Osserva ancora il Corsera: “Un successivo provvedimento, aggiunge l’Agenzia, «individuerà i criteri per l’elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione» sui quali si concentreranno i controlli”, secondo quanto stabilito già in precedenza con l’adozione del redditometro.

 

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