La magia di Tiziano (1490-1576) | T-Mag | il magazine di Tecnè

La magia di Tiziano (1490-1576)

di Stefano Di Rienzo

flora_tizianoAttualmente presso la prestigiosa sede delle Scuderie del Quirinale di Roma si sta svolgendo una mostra monografica su Tiziano (dal 4 marzo 2013 al 16 giugno 2013), uno dei più grandi pittori veneti del XVI sec.
Una esposizione concepita per concludere idealmente l’ampio progetto di rilettura della pittura veneziana e di riflessione sul ruolo cardine che essa ha avuto nel rinnovamento della cultura italiana ed europea. Un percorso che le Scuderie del Quirinale hanno sviluppato analizzando l’opera dei protagonisti della rivoluzione pittorica moderna (da Antonello da Messina a Giovanni Bellini, da Lorenzo Lotto a Tintoretto) di cui Tiziano è testimonianza finale e altissima, quale artista europeo per eccellenza.
Sono presenti quaranta opere che comprendono alcuni tra i più noti capolavori di Tiziano provenienti dai maggiori musei internazionali: “Il Concerto” (1507-1508) di Palazzo Pitti, “La Bella” (1536) Galleria Palatina di Palazzo Pitti, “La Flora” (1517) degli Uffizi, “La Pala Gozzi” (1520) di Ancona, “La Danae” (1545) di Capodimonte, “Il Carlo V con il Cane” (1529), “L’Autoritratto” del Prado (1566), “Lo Scorticamento di Marsia” (1570-76) del Museo Nazionale di Kromeriz e tanti altri capolavori.
Visitando la mostra sarà possibile ripercorrere i tratti salienti dell’inarrestabile ascesa del grande artista italiano: dagli esordi veneziani in seno alle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione all’autonomia acquisita con le grandi tele per i dogi, gli Este e i Della Rovere fino ad arrivare alle committenze imperiali di Carlo V e poi del figlio Filippo II. Decennio per decennio l’intera carriera di Tiziano sarà rappresentata al massimo livello sottolineando il magistrale senso del colore e l’evoluzione di una pennellata capace di travalicare i limiti dell’immaginario pittorico. Attraverso confronti iconografici (tra i molti emblematico quello tra la Crocifissione della chiesa dei Domenicani di Ancona, il Crocifisso dell’Escorial di Madrid, e il frammento di Crocifissione oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna), il pubblico potrà percepire direttamente le novità d’impostazione e la grammatica compositiva del Maestro, in una mostra attenta a narrarne non solo la fondamentale dimensione di pittore religioso ma anche la complessa attività di ritrattista della nobiltà del tempo.
Una esposizione ideata grazie al sostegno e ai prestiti delle massime istituzioni museali italiane e straniere per far comprendere al grande pubblico l’eccezionalità di un Tiziano capace di accordare “la grandezza e terribilità di Michel Agnolo, la piacevolezza e venustà di Raffaello, et il colorito proprio della Natura,” secondo l’immagine del poligrafo contemporaneo Ludovico Dolce suo grande estimatore.
Ad accompagnare il percorso espositivo, gli esiti dell’ampia campagna di analisi scientifiche che ha interessato gran parte della produzione dell’artista, compiuta da Centro di Ateneo di Arti Visive dell’Università degli Studi di Bergamo, la campagna ha offerto risultati di assoluto rilievo per riuscire a definire i rapporti tra opere autografe e opere di bottega e per documentare compiutamente l’evoluzione tecnica di Tiziano a partire dai suoi anni di formazione.
Il curatore della mostra Giovanni C. F. Villa (professore di storia dell’arte presso l’Università degli studi di Bergamo e curatore di numerose mostre), in dieci sale è riuscito a costruire un percorso dedicato a Tiziano che evoca due storiche retrospettive, quella del 1935 e quella del 1990 in Palazzo Ducale a Venezia. E anche se questa mostra non può giovarsi degli affreschi che il pittore realizzò, per esempio ai Frari e in altri luoghi, ha comunque il merito di esporre importanti opere conservate all’estero come “L’Allegoria del Tempo” (1550-1565) della National Gallery di Londra in cui Tiziano ricreava un tema caro a Giorgione e poi ritratti conservati a Vienna, Budapest e a Washinghton e ancora capolavori come il “Supplizio di Marsia” (1576) proveniente dal castello ceco di Kromeriz, che testimonia la capacità che Tiziano ebbe, anche nei suoi ultimi anni, di rinnovare radicalmente il proprio linguaggio espressivo.
La mostra diventa un vero e proprio viaggio nella magnificenza del colore dell’artista che alla fine dipinge quasi tutto con le dita, avventurandosi nelle tenebre di una struggente spiritualità.

 

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