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Un gigante sul parquet (e non solo)

di Matteo Buttaroni

shaquille_o_nealHa un palmarès paragonabile alla sua stazza tanto che la squadra di basket professionistico di Los Angeles, i Lakers, ha deciso di ritirare il suo 34 dalle casacche gialle e viola. Di chi stiamo parlando? Del gigante nero di Newark: Shaquille O’Neal.
Non solo da cestista è riuscito a farsi notare, oltre che per la sua mole, anche per le sue doti artistiche sfoggiate con disinvoltura negli ambienti musicali e cinematografici.
Si perché, oltre a segnare oltre 28 mila punti, traguardo che lo ha fatto entrare nella classifica dei giocatori più prolifici di tutti i tempi, Shaq ha pubblicato cinque album hip-hop tra il 1993 e il 2001, 18 singoli e una compilation.
Nella sua carriera musicale ha collaborato con artisti del calibro di Notorious B.I.G., Jay-Z, Dr Dre, Snoop Dogg, Ludacris e il re del Pop, Michael Jackson.
Discreto successo lo ha raggiunto anche nel cinema grazie ai ruoli interpretati il dodici film di spessore internazionale, tra cui He Got Game, film del regista Spike Lee proprio incentrato sulla vita di una promessa del basket, interpretata da Denzel Washington, in cui O’Neal interpreta se stesso.
Tornando a parlare dei suoi numeri impressionanti sul parquet, anche letteralmente dato che porta 57 di piede, The Diesel ha conquistato quattro titoli NBA, tre con i Los Angeles Lakers e l’ultimo, nel 2006, con i Miami Heat.
Inoltre si è aggiudicato, tra le fila del Dream Team, il mondiale del 1994 e il titolo olimpico nel 1996. Grazie ai suoi numeri è il sesto marcatore NBA di tutti i tempi.
Nella sua carriera il campione non ha però raggiunto solo primati positivi, alto 216 cm per 147 kg, viene sì considerato uno dei giocatori più dominanti della storia della NBA, ma allo stesso tempo la sua stazza non lo rende infallibile dalla lunetta: dal 2000 detiene infatti il record di undici tiri liberi sbagliati in una sola partita.
Proprio a causa di questa sua debolezza, gli avversari attuavano la Hack-a-Shaq, una tattica che consisteva nel fare fallo su O’Neal appena prendesse palla, per mandarlo dunque ai tiri liberi e sperare. Altro record negativo, sempre legato ai tiri liberi, è quello di oltre cinquemila errori dalla lunetta, record stabilito, e mai battuto da altri cestisti, già nel 2008. Secondo una leggenda metropolitana il gigante avrebbe incolpato proprio la sua stazza per questo record negativo, affermando che nella sua mano il pallone da basket è come quella da tennis in una mano normale, dunque difficile da gestire in un tiro che si basa su forza e mira. Che si tratti di una scusa dello stesso O’Neal o di una balla inventata da tifosi o media non interessa, il numero di tiri liberi sbagliati non bastava a levare la paura che gli avversari provavano vedendo questa montagna avvicinarsi al canestro.
Dal 2011 il gigante però non fa più paura, almeno sul parquet, Shaq infatti il primo giugno 2011 annuncia tramite Twitter il suo ritiro.

 

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