Governo, Renzi: “Dico solo quello che pensa il 95% degli italiani” | T-Mag | il magazine di Tecnè

Governo, Renzi: “Dico solo quello che pensa il 95% degli italiani”

Intervenendo a Radio 105 il sindaco di Firenze, Matteo renzi, ha detto: “Se devono fare un’alleanza, Berlusconi si fida molto più di D’Alema e Bersani che non dei nuovi innesti del Pd: è da tempo che si conoscono, è più facile che trovino un accordo loro. L’accordo con il Pdl è una cosa di cui stanno parlando. Il principale collaboratore di Bersani, Migliavacca, ha visto più volte il principale collaboratore di Berlusconi, Verdini.
Tra consultazioni e contro consultazioni sta passando troppo tempo e la politica non dà un bello spettacolo. Perfino la Chiesa ha fatto prima.
Una parte deriva dalla Costituzione e va rispettata, ovviamente. Ma io ho soltanto detto: non mi interessa come la chiudete, da sindaco di una città che ha diritto di avere delle risposte dico mettetevi d’accordo se dovete mettervi d’accordo o andiamo a votare. A me va bene in qualsiasi modo, basta che si decida. Le strade non sono molte: o Bersani riesce a spaccare i Cinque Stelle, e non so se ce la farà, oppure fa l’accordo con il Pdl.
Aspettare un mese per far cosa? In una situazione di difficoltà economica qualcosa si potrebbe fare, qualcosa per potere consentire di respirare.
Vogliamo dare un segnale? Aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti, c’è una proposta in Parlamento: se si riuniscono vanno in aula e votano e non c’è più. Facciamo una riforma costituzionale, eliminiamo il Senato e creiamo solo una Camera delle autonomie. Alcune cose si potrebbero fare subito”.
“Non mi interessa – precisa – aprire una polemica nel Pd, ma si sono subito arrabbiati. Io ho detto quello che pensa il 95% degli italiani e che lì nessuno ha il coraggio di dire.
Abbiamo votato il 25 febbraio, da quaranta giorni non soltanto non sappiamo chi ha vinto ma non abbiamo la minima idea di quando si farà un governo. In un Paese che sta bene, normale, potrebbe anche andare bene, ma in Italia dopo un mese e mezzo le aziende soffrono l’incertezza, le famiglie sono impaurite e anche chi ha un po’ di soldi è un po’ rannicchiato”.

 

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