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A febbraio retribuzioni in aumento dell’1,4%

retrA gennaio 2013 l’indice orario delle retribuzioni contrattuali aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente per effetto dell’applicazione di numerose clausole contrattuali osservate nel mese, mentre risulta invariato a febbraio per la limitata entità dei miglioramenti economici previsti solo da alcuni accordi provinciali in edilizia e agricoltura.
A gennaio 2013 l’indice orario delle retribuzioni contrattuali aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente per effetto dell’applicazione di numerose clausole contrattuali osservate nel mese, mentre risulta invariato a febbraio per la limitata entità dei miglioramenti economici previsti solo da alcuni accordi provinciali in edilizia e agricoltura.
A gennaio 2013, dei 74 accordi monitorati dall’indagine, 15 sono venuti a scadenza ed è stato recepito il contratto per i dipendenti della metalmeccanica. Nel mese di febbraio, invece non si sono osservate né scadenze, né rinnovi contrattuali. Pertanto, alla fine del mese risultano in vigore 27 contratti, che regolano il trattamento economico di circa 7,5 milioni di dipendenti; ad essi corrisponde il 54,6% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari al 74,8%, con quote differenziate per attività economica: la copertura è totale nel settore agricolo, mentre è del 77,7% nell’industria e del 70,9% nei servizi privati. Complessivamente, i contratti in attesa di rinnovo sono 47 – di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione – relativi a circa 5,4 milioni di dipendenti (circa 2,9 milioni nel pubblico impiego).
L’indagine sulle retribuzioni contrattuali permette di calcolare la quota dei contratti collettivi nazionali di lavoro che resterebbero in vigore nel semestre successivo nell’ipotesi di assenza di rinnovi. Per il totale dell’economia, l’incidenza dei contratti collettivi in vigore, rispetto a quella rilevata a febbraio 2013, scenderebbe decisamente da aprile (dal 54,6% al 49,5%) attestandosi a fine agosto al 43,2%. Per il solo settore privato la quota pari al 74,8% a marzo si ridurrebbe alla fine del semestre al 59,2%.
L’indice per dipendente delle retribuzioni contrattuali per l’intera economia, proiettato per tutto l’anno sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine di febbraio, registrerebbe nel 2013 un incremento dell’1,2% (Prospetto 6). Con riferimento al semestre marzo-agosto 2013, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale sarebbe dell’1,3%, come media delle variazioni mensili si ridurrebbero gradualmente dall’1,4% di marzo all’1,2% di agosto.
Nel mese di febbraio, per l’insieme dell’economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 41,6%, invariata rispetto al mese precedente. A febbraio, i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 27,4, in moderato aumento rispetto a febbraio 2012 (25,9). L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 11,4 mesi, anch’essa in crescita rispetto ad un anno prima (8,5).
Con riferimento al solo settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 24,5%, immutata rispetto al mese precedente ma in decisa crescita rispetto a febbraio 2012 (13,4%); i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 14,8, mentre l’attesa media è di 3,6 mesi considerando l’insieme dei dipendenti del settore.

Fonte: Istat

 

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