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Senato, il decreto Ilva è legge. Bondi è il commissario ambientale

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto Ilva con lo scopo dichiarato di tutelare l’ambiente, la salute e il lavoro nell’esercizio d’imprese d’interesse strategico nazionale e prevede il commissariamento dell’acciaieria di Taranto, appunto l’Ilva, per la quale è stato assegnato come commissario Enrico Bondi.
Nel testo diffuso dal Senato si legge: “Con l’astensione di Sel, il voto contrario della Lega Nord e la non partecipazione al voto del Movimento 5 Stelle, l’Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 941 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio d’imprese d’interesse strategico nazionale.
In base all’articolo 1, il Consiglio dei Ministri può deliberare il commissariamento di imprese d’interesse strategico nazionale, con almeno mille lavoratori subordinati, la cui attività produttiva comporti oggettivamente pericoli gravi per l’integrità dell’ambiente e della salute a causa dell’inosservanza reiterata dell’autorizzazione integrata ambientale. Il commissario, nominato per dodici mesi, prorogabili fino a trentasei, esercita i poteri degli organi di amministrazione d’impresa e predispone il piano industriale, che deve conformarsi al piano ambientale redatto da tre esperti nominati dal Ministero dell’ambiente. La Camera ha introdotto l’obbligo, nella procedura di commissariamento, del parere delle Commissioni parlamentari; ha previsto che le norme del decreto siano applicabili anche a un singolo stabilimento o ramo d’azienda; ha attribuito all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) la competenza a rilevare l’inosservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione integrata ambientale; ha specificato che le somme sottoposte a sequestro penale e svincolate dal giudice debbano essere destinate a interventi di bonifica. L’altro ramo del Parlamento ha poi introdotto gli articoli 2-bis, che assegna uno stanziamento di ulteriori 90.000 euro per le attività ispettive dell’ISPRA; 2-ter, che prevede per la Regione Puglia una deroga al patto di stabilità per gli interventi di risanamento ambientale e riqualificazione del territorio della città di Taranto; 2-quater, che pone fine alla figura del Garante dell’attuazione dell’aia di Taranto.
Nella seduta pomeridiana di ieri sono state respinte questioni pregiudiziali e sospensive proposte da Movimento 5 Stelle e Lega Nord; si sono svolte la discussione generale e le repliche dei relatori, senatori Tomaselli (PD) e Bruni (PdL), e del Sottosegretario di Stato per l’ambiente Cirillo e sono stati respinti tutti gli emendamenti riferiti all’articolo 1 del decreto-legge.
Nella seduta odierna sono stati respinti tutti i restanti emendamenti.
Le dichiarazioni di voto finale a favore del provvedimento sono state svolte dai senatori: Panizza (Aut-PSI), Compagnone (GAL), D’Onghia (SCpI), Marinello (PdL) e Caleo (PD). Dichiarazioni di astensione, contrarietà e non partecipazione al voto sono state svolte rispettivamente dai senatori: Stefano (Misto-SEL), Arrigoni (LN-Aut) e Petrocelli (M5S).
Movimento 5 Stelle ha fortemente osteggiato un provvedimento che non risolve il conflitto tra tutela del lavoro, della salute e dell’ambiente e rilancio della produzione, perché riserva un trattamento di favore alla famiglia Riva e prevede deroghe alla legislazione vigente. Il Gruppo ha criticato in particolare la soppressione della figura del Garante, il depotenziamento della valutazione di danno sanitario, l’insufficienza delle risorse per l’adeguamento alle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale. Pur condividendo la scelta di tutelare la produzione siderurgica anche a fini di risanamento ambientale, la Lega Nord ha posto l’accento sull’inefficacia dei due precedenti provvedimenti riguardanti il sito industriale di Taranto e la mancata correzione al Senato di evidenti limiti del decreto, criticando in particolare l’estensione del commissariamento agli altri stabilimenti di Ilva, la mancata soluzione del problema dei rifiuti, la deroga al patto di stabilità concessa alla sola Regione Puglia. Favorevole alla scelta del commissariamento, SEL ha ricordato le gravissime responsabilità della proprietà e ha definito il decreto un’occasione mancata, lamentando l’assenza di scelte innovative. Le critiche si sono appuntate sulla scelta del commissario Bondi, già amministratore delegato di Ilva spa, sulla mancanza di investimenti tecnologici e sul depotenziamento della valutazione del danno ambientale.
Nell’annunciare voto favorevole, il Gruppo per le Autonomie ha auspicato che il commissario operi con serietà e sia presentato un piano nazionale per la bonifica dei numerosi siti industriali presenti nel Paese. GAL ha dichiarato voto favorevole, esprimendo qualche perplessità sul contenuto del decreto. Scelta Civica per l’Italia ha invece espresso apprezzamento per un provvedimento che segna un’ulteriore tappa nel risanamento del polo siderurgico. Il Popolo delle Libertà ha posto l’accento sul tentativo del provvedimento di contemperare diversi valori costituzionalmente garantiti, richiamando la libertà d’iniziativa economica ed esprimendo stima e fiducia nei confronti del commissario nominato dal Governo. Il Partito Democratico ha posto l’accento sulle drammatiche conseguenze di un’eventuale dismissione del sito che non risolverebbe il problema della bonifica e avrebbe ricadute drammatiche sull’occupazione e sulla produzione nazionale di acciaio. Ha espresso l’auspicio che, in sede di definizione del piano industriale, non siano modificate le prescrizioni dell’aia e ha manifestato fiducia nell’azione di Enrico Bondi, che è stato affiancato da un subcommissario con riconosciute competenze in materia ambientale.
Su richiesta del senatore Schifani (PdL), la Presidenza ha rinviato alla seduta pomeridiana l’esame del decreto-legge sull’ecobonus”.

 

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