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Il mercato delle abitazioni in Italia

mercato_immobiliareLa quota di agenti immobiliari che hanno osservato una diminuzione congiunturale dei prezzi di vendita è calata dopo due rialzi consecutivi, collocandosi al 76,8 per cento rispetto all’83,1 rilevato nel sondaggio di aprile; contestualmente, è cresciuta l’incidenza di coloro che hanno riportato una stabilità delle quotazioni, mentre quella degli operatori che ne hanno segnalato un aumento è rimasta trascurabile. I segnali di attenuazione della caduta dei prezzi sono stati più accentuati nelle regioni del Centro e al Sud e nelle Isole.
È lievemente diminuita la quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione (al 63,6%, contro il 64,4 osservato in aprile e in gennaio; che tuttavia resta di quasi otto punti percentuali sopra il minimo registrato nel terzo trimestre del 2012. La riduzione è ascrivibile al calo registrato nel Nord Est e al Centro, solo in parte compensato dall’incremento osservato nelle restanti aree geografiche.
Il saldo percentuale tra risposte di aumento e di diminuzione delle giacenze degli incarichi a vendere è nuovamente sceso di 4,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, portandosi a 32,1 punti; la flessione ha interessato tutte le aree geografiche ad eccezione del Sud e delle Isole. È calato ancora di più il saldo tra le risposte di aumento e diminuzione delle acquisizioni di nuovi incarichi (a 18,3 punti percentuali, da 25,7 dell’inchiesta precedente).
Tra le cause prevalenti della cessazione degli incarichi a vendere, si è ridotta per il quinto trimestre consecutivo la quota di agenti che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo da parte dei potenziali acquirenti (48,9 per cento, rispetto a 51,1 del sondaggio precedente e rispetto a 63,8 di aprile 2012). Le altre principali ragioni del ritiro o del mancato rinnovo degli incarichi rimangono la percezione di prezzi di acquisto troppo elevati (riportata dal 60,2 per cento degli operatori) e di offerte troppo basse (segnalate dal 51,2 per cento degli agenti); la quota di coloro che indicano tra le motivazioni la prospettiva di prezzi più favorevoli è salita di 2,4 punti percentuali, al 23,4 per cento.
Il margine di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è rimasto al 15,7 per cento, mentre è continuato ad aumentare il tempo che intercorre tra l’affidamento dell’incarico e la vendita dell’immobile (a 8,8 mesi, contro i precedenti 8,6).
La quota di acquisti di abitazioni finanziati con un mutuo ipotecario è diminuita per il quarto trimestre consecutivo (al 55%, contro il 56,1 del sondaggio precedente e il 64,7 rilevato nel secondo trimestre 2012), così come il rapporto tra ammontare del mutuo e valore dell’immobile (sceso al 55,8, dal 56,1 della rilevazione di aprile) attestandosi sul valore minimo dall’avvio dell’indagine. Il calo rispetto al primo trimestre del 2013 è ascrivibile interamente alla flessione registrata al Centro.
È rimasta sostanzialmente invariata (all’80 per cento) la percentuale di agenzie che hanno locato almeno un immobile. Tra queste, il 60% ha segnalato una flessione dei canoni di locazione rispetto al trimestre precedente (contro il 66,6% nell’indagine di aprile), mentre sono aumentati i giudizi di stabilità dei canoni (al 37,9%, contro il precedente 30,7).
Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie – In luglio le attese degli agenti immobiliari sulle tendenze a breve termine del mercato di riferimento sono rimaste orientate al pessimismo: il saldo negativo tra giudizi favorevoli e sfavorevoli si è
nuovamente ampliato (a –43,5%, da –31,5), principalmente a causa dell’aumento della quota di opinioni sfavorevoli, annullando il parziale miglioramento registrato nella precedente rilevazione.
Con riferimento alle attese sui nuovi incarichi a vendere nel trimestre estivo, il saldo tra giudizi di aumento e di diminuzione è rimasto positivo, pur dimezzandosi rispetto all’inchiesta di aprile (a 6,1%, da 13), riflettendo l’incremento di coloro che prevedono un calo dei nuovi incarichi. Nello stesso orizzonte temporale, le valutazioni sulla dinamica delle quotazioni rimangono orientate al ribasso, sebbene il saldo negativo tra le agenzie che si attendono un aumento dei prezzi e quelle che ne prefigurano un calo sia moderatamente diminuito (a –68,7% da –70,2 nell’inchiesta di aprile); la quota di operatori che prospettano un incremento dei prezzi è rimasta trascurabile.
Nel mercato delle locazioni, il 56,2% degli agenti prefigura canoni di affitto stabili nel terzo trimestre dell’anno in corso, a fronte del 42% che riporta attese di ulteriori riduzioni.
Le prospettive del mercato nazionale delle compravendite – Restano negativi e in lieve peggioramento anche i giudizi sulle tendenze a breve termine del mercato immobiliare nazionale. Il saldo tra attese favorevoli e sfavorevoli si è portato a –53,3%,
da –48,4 nella precedente indagine; vi ha concorso sia l’aumento della quota di risposte negative sia il calo dell’incidenza di quelle positive.
Il saldo percentuale tra attese di miglioramento e di peggioramento del mercato nazionale nel prossimo biennio è tornato su valori negativi (–5,5%) dopo due rilevazioni consecutive in cui erano prevalse indicazioni di miglioramento. Il deterioramento ha riguardato tutte le aree geografiche; solo al Sud e nelle Isole si rilevano saldi positivi.

(fonte: Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – Banca d’Italia)

 

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