Il diario del Festival di Venezia/2 | T-Mag | il magazine di Tecnè

Il diario del Festival di Venezia/2

di Fabio Francesca

cinemaPrimo giorno del concorso per la Mostra internazionale del cinema di Venezia, ad aprire i giochi é un film italiano, il debutto cinematografico della drammaturga Emma Dante.
Via Castellana Bandiera , questo il titolo del film, é tratto da un suo stesso omonimo libro (edito da Rizzoli nel 2008) e tratta la grottesca vicenda di un incontro/scontro tra donne ( Rosa e Clara vs Samira) racchiuse nelle loro macchine ostinatamente incapaci di cedere il passo l’una all’altra. Non solo una prova di regia ma anche una prova attoriale per la fondatrice della compagna teatrale Sud Costa Occidentale, che divide la strada/scena con Alba Rohrwacher, Elena Cotta e diversi attori della compagnia teatrale sopracitata. Un duello femminile tra i volti, i luoghi e i suoni di Palermo, cittá dalla quale la regista non vuole separarsi, in un tentativo di riscoperta delle tracce giá percorse.
Sempre in concorso è passato Tracks di John Curran tratto dal libro Orme della tracker Robyn Davidson. Libro cult a cavallo tra gli anni ’70-’80, è un diario di viaggio scritto dalla Davidson (nel film interpretata da Mia Wasikowska) durato nove mesi per l’Australia, da Alice all’Oceano Indiano. Unici mezzi di trasporto quattro cammelli, con la compagnia di un cane e di Rick Smolan un fotografo del National Geographic Magazine, interpretato da Alan Driver. Film dalla storia e dal paesaggio affascinante quanto ieratico.
Chiude la giornata del concorso The police officer’s wife, film tedesco di Philip Gröning, autore noto al pubblico per il suo ultimo ed a suo modo estremo film Die grosse stille, su una comunità di monaci di clausura totalmente muto. Anche in questo caso l’autore teutonico tenta di scardinare le convenzioni portandoci nell’abisso di questo ménage familiare, purtroppo senza convincere anzi annoiando i piú.
Intanto oggi si è aperta anche la sezione Settimana internazionale della critica con una stupefacente sorpresa, uno splendido cartone animato italiano, anzi partenopeo, l’arte della felicità di Alessandro Rak. Il film si iscrive nel gruppo di cartoni destinati ad un pubblico maturo, trattando di temi come la morte, la distanza, la reincarnazione. Questi temi profondissimi vengono toccati con grazia dall’opera trasportandoci in un mood positivo e di speranza. Tra malinconia e dottrina buddista viene da ringraziare il protagonista Sergio e suo fratello Alfredo, monaco tibetano, per la dolcezza e le parole che ci lasciano traspirare il cuore di commozione. Una vera perla anche per gli occhi.
Domani giornata di provocazioni con l’ultima opera di Paul Schrader, scritta da Bret Easton Ellis che vede come protagonisti Lindsay Lohan e il porno divo James Deen.

 

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