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Ma la ripresa è ancora lontana

carrello_della_spesaI consumi a luglio hanno registrato una contrazione del 2% in termini tendenziali e una variazione nulla rispetto a luglio. E’ quanto registrato dall’Indicatore dei Consumi Confcommercio. Nei primi sette mesi dell’anno in corso l’indicatore ha registrato una calo del 3,7% contro il 3,2% registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia, avverte la Confcommercio, la fine della riduzione dei consumi non significa necessariamente la fine del tunnel e la conseguente ripresa a breve termine. Ciò è testimoniato anche dalla debolezza dei segnali di miglioramento rilevati sul versante produttivo.
“In questo contesto, avverte la Confederazione Generale Italiana delle Imprese – è più che mai necessario che la politica economica sia orientata a sostenere gli impulsi positivi che provengono dall’economia reale, al fine di promuovere, nel 2014, una crescita più sostenuta rispetto a quanto garantito dagli andamenti inerziali. In linea con l’emergere di segnali meno negativi è proseguita, nel mese di agosto, la fase di recupero del sentiment delle famiglie e delle imprese.
La presenza di un contesto congiunturale che, seppure ancora molto difficile, presenta elementi meno negativi rispetto ai mesi precedenti non ha attenuato le difficoltà presenti nel mercato del lavoro”.
Infatti a luglio si è registrata, in termini congiunturali, una sostanziale stabilità dell’occupazione diminuita di mille unità rispetto al mese precedente. Rispetto allo stesso periodo del 2012 il calo degli occupati è stato di 433 mila unità.
Il calo di diecimila persone in cerca di occupazione, rispetto a giugno, non ha attenuto la drammaticità delle cifre relative alla disoccupazione che segnalano oltre tre milioni di disoccupati, in aumento di 325mila unità su base annua, mantenendo il tasso di disoccupazione al 12%. Allarmante anche quella giovanile che arriva al 39%. “Anche le informazioni sulla CIG – si legge nella nota -, relative a luglio, indicano il permanere di problematicità sul versante dell’occupazione. Nei primi sette mesi dell’anno le ore autorizzate hanno mostrato una diminuzione del’1,7% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Tale diminuzione è da attribuirsi esclusivamente alla CIG in deroga (-27%), strumento che risente dei ritardi e delle difficoltà di rifinanziamento delle risorse.
La dinamica tendenziale dell’ICC di luglio riflette una diminuzione dello 0,3% della domanda relativa ai servizi e del 2,9% della spesa per i beni”.
L’unica variazione positiva di luglio è stata registrata dalla domanda relativa a beni e servizi che sale dell’1,1%, mentre rimane negativo quello relativo ai beni e servizi per la mobilità della quale la domanda è scesa del 4,1% rispetto allo scorso anno. All’interno di questo aggregato non si è ancora arrestata la tendenza alla riduzione della domanda di mezzi di trasporto che ha registrato un progressivo e sensibile ridimensionamento dal 2010 (circa il 40% in meno a volume).
Calo sostanziale è stato registrato dal settore alimentare e da quello dei tabacchi: -3,9%. “I dati destagionalizzati – si legge ancora – mostrano, a luglio, una variazione nulla rispetto a giugno. Nell’ultimo trimestre la spesa delle famiglie si è sostanzialmente stabilizzata, dato che non si rilevava da circa due anni. Nel mese di luglio, a fronte di un modesto aumento della componente relativa ai servizi (0,1%), i beni hanno fatto registrare una contenuta diminuzione (-0,1%). Anche per questi ultimi, nei periodi più recenti la tendenza è stata, comunque, improntata a dinamiche meno negative rispetto a quanto rilevato in passato. A livello di singole macro-funzioni di spesa, le dinamiche appaiono ancora articolate e caratterizzate da una alternanza di aumenti e diminuzioni a conferma di come non si sia ancora giunti ad una fase di ripresa della domanda da parte delle famiglie. Nel confronto con giugno le diminuzioni più significative hanno interessato i beni e servizi per le comunicazioni (-0,6%) e i beni e servizi per la cura della persona (-0,4%). Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di settembre si stima una variazione congiunturale dell’indice dei prezzi al consumo dello 0,1%, con un tasso di crescita tendenziale pari all’1,2%, in moderata ripresa rispetto all’1,1% di agosto”.

 

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