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C’era una volta il made in Italy

di Mirko Spadoni

operai_lavoroLa maggioranza relativa di Telecom Italia è passata nelle mani della spagnola Telefonica. Mentre Air France-Klm starebbe valutando la possibilità di aumentare la propria quota in Alitalia.
Insomma, le aziende italiane attirano le attenzioni di molti investitori stranieri e non è la prima volta, anzi. Ne avevamo già parlato. Negli ultimi mesi, la Coldiretti ha stimato il valore delle aziende nostrane cedute all’estero attorno ai 10 miliardi di euro solo nel settore alimentare.
“Il passaggio di proprietà – denunciava il numero uno di Coldiretti, Sergio Marini – ha spesso significato svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione. Si è iniziato con l’importare materie prime dall’estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo è la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all’estero”.
Ma quali sono le aziende italiane passate sotto il controllo di gruppi esteri? Facciamo qualche esempio, partendo da uno dei casi più recenti, quello della Pernigotti. L’azienda, famosa in tutto il mondo per i suoi cioccolatini alla gianduia, nel luglio scorso è stata ceduta dai Fratelli Averna al Gruppo Sanset della famiglia turca Toksoz.
Qualche tempo prima, la holding francese Lvmh (Luis Vuitton Moet Hennessy), già proprietaria di altri brand come Acqua di Parma, Emilio Pucci e Fendi, aveva deciso di rilevare – grazie ad un investimento di due miliardi di euro – l’80% di Loro Piana, azienda che si è sempre contraddistinta per la qualità dei suoi capi d’abbigliamento in cashmere e lane pregiate.
Altri celebri marchi come Gucci e Pomellato sono invece sotto il controllo di Kering (ex Ppr) della famiglia François Henri Pinault. La Mayhoola for Investments ha invece acquisito il controllo del marchio Valentino nel luglio del 2012.
Ma il made in Italy attira le attenzioni degli investitori stranieri anche in altri comparti come quello alimentare, ad esempio.
La Nestlé è proprietaria di prestigiosi marchi come Sanpellegrino, Perugina, Motta, Buitoni, l’Antica Gelateria del Corso e la Valle degli Orti. Lo spumante Gancia è ormai di proprietà dell’oligarca russo Rustam Tariko, numero uno della banca Russki Standard.
Parmalat e i marchi Galbani e Invernizzi, Cademartori, Locatelli sono sotto il controllo della francese Lactalis.
La Birra Peroni è invece stata acquistata dai sudafricani della SABMiller. Ma non è tutto: le confetture Santa Rosa, il riso Flora e l’Algida sono dell’Unilever. Gli olii d’oliva, Bertolli, Carapelli e Sasso, sono invece di proprietà della spagnola Sos Cuetara.

 

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