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Alla (ri)scoperta del Sud che funziona

di Fabio Germani

sud_mezzogiornoUn viaggio di tre giorni alla scoperta, o meglio, alla riscoperta del Sud. Di quel Sud che funziona e che vale la pena raccontare per incentivarne un ulteriore sviluppo. Questo, in soldoni, lo scopo di #ReStartSud, progetto che vedrà impegnate dal 25 al 27 settembre sei “eccellenze” lucane e che racconteranno in uno storytelling digitale le fasi del tour. Chi sono? Un regista vincitore del Nastro d’Argento, una enologa, una dirigente nazionale del Cnr (settore Beni culturali), il primo direttore donna di un giornale lucano, un campione del mondo dell’82, un quasi 40enne imprenditore, uno scrittore, uno chef ed uno dei massimi esperti italiani di diritto digitale ed opendata. “Il progetto – spiega a T-Mag Giovanni Setaro, ceo di Waway e co-founder di Cubox Comunication Network e tra gli ideatori di #ReStartSud – nasce soprattutto dalla volontà di mettere al centro il territorio e le sue eccellenze, diretta espressione di una cultura dell’innovazione vera, fattiva, orientata al cambiamento e alla volontà di superamento dei limiti e, talvolta, dei clichés con i quali si interpretano alcune realtà del Sud Italia”. Un Sud che ha, invece, “tutte le carte in regola per emergere quello che si vuole raccontare. Un Sud decisamente pronto a costruire un futuro che è ormai già qui e che chiede a gran forza di ripartire, provando a far leva su tutti gli elementi di positività che ci sono, e sono pure tanti”.
mappa_restartsudIl viaggio è stato presentato alcuni giorni fa sulle pagine di CheFuturo! in questo modo: “Un percorso di innovazione ed eccellenza tra enogastronomia, industria e artigianato”. Negli anni la classe dirigente del Paese si è riempita la bocca di belle parole sul Mezzogiorno che va rilanciato per colmare il divario con il Nord. Sì, ma come? “Ripartire dalle imprese – è il suggerimento di Setaro –, dai giovani che hanno idee e voglia di fare, di innovare e rinnovare. Che hanno tutte le possibilità per trovare soluzioni nuove a vecchi problemi, grazie soprattutto alla tecnologia che mette in campo un’ampia varietà di strumenti, primo fra tutti il web luogo della memoria e dell’innovazione, lo spazio dove poter meglio lasciare traccia per il futuro e per costruire in maniera concretissima ed immediata un Mezzogiorno digitale”. Il risultato che si vorrebbe ottenere al termine dell’esperimento,conclude Setaro, è “l’aver dato un contributo alla narrazione del Mezzogiorno positivo, aver provato a stimolarne la crescita e l’affermazione. Vogliamo tentare una cosa: invertire la rotta e capovolgere il destino del Sud. Ambizioso? Folle? Sì, ma l’impresa eccezionale dammi retta, è essere normale”.

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