Caso Marò, Casini: “L’Europa intervenga. Devono tornare” | T-Mag | il magazine di Tecnè

Caso Marò, Casini: “L’Europa intervenga. Devono tornare”

Intervenendo da New Delhi a Prima di Tutto Pier Ferdinando Casini, commentando la situazione dei Marò, ha detto: “I due fucilieri sono ovviamente provati per la lunga detenzione, non potrebbero non esserlo, ma sono persone straordinarie. Hanno un senso della dignità, dell’orgoglio nazionale, una consapevolezza dei doveri che hanno indossando la divisa. Sono davvero militari nel senso più nobile del termine. Ci hanno manifestato la loro soddisfazione per averci incontrato, aspettavano da tempo una delegazione unita che, al di là delle diverse posizione politiche, rappresentasse appieno il senso di una unità nazionale.
L’iter giudiziario lo seguono gli avvocati, l’ambasciata, c’è un team dell’avvocatura dello Stato, questi sono aspetti che non ci competono. Noi abbiamo incontrato gli ambasciatori di tutti i Paesi europei, ci siamo recati personalmente all’Ambasciata Usa per incontrare l’ambasciatore, al quale abbiamo spiegato una sola cosa: dopo due anni, questi ragazzi non hanno una imputazione, non è possibile mettere sullo stesso piano i terroristi e chi li combatte. Latorre e Girone erano imbarcati per combattere la pirateria; ebbene, se venissero condannati, il risultato sarebbe facile: nessuno avrebbe più la serenità necessaria per andare in missione militare di pace, a combattere il terrorismo e a lavorare per la pace. Non è ammissibile che il nostro Paese partecipi a missioni militari di pace e veda trattati i suoi militari in questo modo. Vorrei essere chiaro: non è una vicenda bilaterale, Italia e India, è una vicenda che assume un respiro internazionale e che, all’occorrenza, andrà portata all’attenzione delle corti internazionali. In questo senso ci aspettiamo un aiuto maggiore dall’Europa e dagli Usa, ci attendiamo che tutti facciano capire agli indiani che non è appunto una questione Italia-India ma che le regole della comunità internazionale devono aiutare i due marò. Non possiamo accettare l’idea che i due ragazzi possano in qualche modo pagare colpe non loro, perché erano li in nome e per conto della comunità internazionale. Se passasse un principio del genere, i pirati sarebbe liberi di scorrazzare a piacimento. E voglio dirlo con forza: i ministri Bonino e Mauro si sono comportati in modo ineccepibile. La vicenda, invece, non è chiara, ma dobbiamo aspettare che i due ragazzi siano sul territorio nazionale; solo allora, potremo aprire il capitolo delle responsabilità, bisognerà capire cosa non ha funzionato, chi è responsabile, perché questa vicenda non doveva andare in questo modo. Lo si farà con una commissione d’inchiesta, lo si farà coi metodi che il parlamento deciderà, ma solo dopo, non prima: non possiamo compromettere il buon esito della vicenda per i due ragazzi”.

 

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