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Vendite al dettaglio in calo a gennaio

spesa_consumi_famiglieConsumi fermi a gennaio rispetto a dicembre 2015 e in calo dello 0,8% su base annua. Ad essere colpite in particolar modo, afferma l’Istat, sono le imprese di piccole dimensioni, mentre la grande distribuzione registra un aumento dello 0,6%. Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari gli andamenti risultano negativi per tutti i gruppi, tranne giochi, giocattoli, sport e campeggio (+2,5%), utensileria per la casa e ferramenta (+1,2%) e mobili, articoli tessili, arredamento (+0,1%).
Negli ultimi mesi del 2015 anche l’Italia, in linea con le altre economie dell’Eurozona, ha evidenziato un trend in crescita della domanda interna che ha sostenuto la ripresa più dell’export, messo a dure prova dal rallentamento delle economie emergenti. Secondo Confcommercio anche quest’anno un importante contributo alla crescita del Pil giungerà dai consumi, ma il 2016 comincia con una battuta d’arresto (la riduzione tendenziale più ampia da oltre un anno).
Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha osservato che i prezzi bassi del petrolio non hanno avuto, contrariamente a quanto sostenuto in precedenza, un effetto positivo sulle economie dei paesi avanzati. Questo, semmai, avverrà quando le quotazioni torneranno a salire e le economie avanzate avranno compiuto i passi necessari per la ripresa, superando l’attuale contesto di bassi tassi di interesse.
Quello che il Fmi sembra suggerire è che i prezzi del petrolio, crollati dal giugno 2014, hanno ripercussioni sulle aspettative di inflazione. E questo obbliga le banche centrali a tagliare i tassi di riferimento e iniettare liquidità al fine di allontanare il rischio deflazione, sostenendo imprese e famiglie.
La Banca centrale europea (Bce), intanto, ha tagliato le stime di crescita per l’Eurozona (all’1,4% dall’1,7% quest’anno e all’1,7% dall’1,9% per il 2017). In questo momento, infatti, c’è da considerare anche il rallentamento delle economie emergenti, che a sua volta si ripercuote su commercio e crescita mondiale.
Non è un caso se nell’ultimo periodo la risalita economica è stata trainata, soprattutto, dalla domanda interna, che ha compensato le perdite relative all’export. E pur ritenendo, la Bce, che i bassi prezzi del petrolio rappresentino un sostegno al reddito disponibile reale delle famiglie, la domanda interna necessita di azioni più incisive e un costante incremento dei livelli occupazionali.

 

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