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Povertà: il Nord fa peggio del Sud

di Matteo Buttaroni

personeQuella che la crisi economica ha lasciato è senza dubbio un’Italia più povera, non a caso nel 2015 si è registrato il numero di individui in povertà assoluta più elevato dal 2005. Permane il l’elevato divario tra Nord e Sud, nonostante l’area settentrionale del Paese abbia registrato l’aumento percentuale più marcato dell’incidenza della povertà assoluta sul totale delle famiglie italiane. Osservando le tabelle dell’Istat si può notare infatti come l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie del Nord sia passata dal 4,2% al 5%, contro l’incremento dall’8,6% al 9,1% del Sud e il calo del Centro Italia, dal 4,8% al 4,2%. Il settentrione è andato peggio anche per quanto riguarda l’incidenza delle famiglie in povertà relativa (dal 4,9% del 2014 al 5,4% del 2015), mentre migliora il Sud, che continua però a presentare un dato fin troppo elevato, dal 21,1% al 20,4%. La povertà relativa aumenta anche nelle regioni del Centro, passando dal 6,3% al 6,5%. A livello nazionale il dato si attesta al 10,4% contro il 10,3% dello scorso anno.
Fatto sta che, nonostante i divari siano ancora piuttosto ampi per quasi tutti gli indicatori, qualcosa al Sud sembra cominciare a muoversi (il calo dell’incidenza delle famiglie in povertà relativa, nonostante i livelli ancora altissimi, ne è un piccolo esempio), come certificato anche dall’ultimo Rapporto della Svimez.
Secondo il recente studio, infatti, nel 2015 il Mezzogiorno è tonato a crescere per la prima volta dopo sette anni, si tratta comunque di una crescita timida, ma pur sempre una variazione positiva: +0,1%.
Tornando all’ultimo resoconto dell’Istat, bisogna però sottolineare che, il fatto che il Sud abbia registrato una variazione negativa inferiore dell’incidenza delle famiglie rispetto al Nord, non è comunque rassicurante, anzi sottolinea come la situazione sia in peggioramento anche in altre aree del Paese. E l’analisi dell’Istituto lo conferma: le famiglie povere del Mezzogiorno sono infatti aumentate di ben 40mila unità tra il 2014 ed il 2015, mentre il numero di persone povere è aumento di ben 200mila unità. Numeri non proprio rassicuranti se si considera poi che l’intensità della povertà è diminuita di appena 0,1 punti percentuali (+0,3% nel Nord d’Italia).

 

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