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L’export trainerà il PIL nel 2017

Secondo REF Ricerche, i numeri della crescita sono buoni in termini relativi, in quanto superiori a quelli degli anni scorsi, ma ancora deludenti in termini assoluti
di Redazione

Il 2017 dovrebbe essere un anno (leggermente) migliore del previsto. Nella sua ultima Congiuntura, REF Ricerche ha rivisto al rialzo le stime di crescita dell’Italia per il 2017 e il 2018.

L’economia italiana continuerà ad espandersi – REF sostiene che il PIL crescerà dell’1,1% nel 2017 (+0,1% rispetto alla precedente stima) –, in linea con le performance degli ultimi anni.
A cambiare saranno i fattori che contribuiranno alla crescita, però: secondo REF, nel 2017 il Prodotto interno lordo italiano sarà trainato (principalmente) dall’export – “la crescita di quest’anno si basa sull’accelerazione delle esportazioni” –, a beneficiarne sarà l’attività industriale, con effetti altrettanto positivi sull’andamento degli investimenti.
Meno dinamici gli altri settori; soprattutto i servizi presentano minori spazi di crescita considerando che le prospettive per i consumi delle famiglie italiane restano moderate.
Se confermate, le previsioni di REF indicherebbero un’inversione di tendenza rispetto al passato recente. Le esportazioni, fondamentali nel determinare la ripresa economica italiana tra il 2014 e il 2015, hanno subìto un calo – nell’ultima relazione per Paese relativa all’Italia, la Commissione europea parla di una diminuzione notevole –, a causa del “sensibile rallentamento” del commercio con i Paesi non appartenenti all’Unione europea.
Ciò ha avuto conseguenze inevitabili sul loro contributo alla crescita economica dell’Italia, che è diventata più dipendente dall’andamento della domanda interna (il calo dei prezzi dell’energia e la crescita del numero degli occupati ha poi aiutato l’aumento dei consumi privati).
REF Ricerche osserva che “i numeri della crescita sono buoni in termini relativi, in quanto superiori a quelli degli anni scorsi, ma ancora deludenti in termini assoluti”. Un tasso di crescita leggermente superiore all’1% non è sufficiente “per fornire risposte adeguate alla caduta dei redditi delle famiglie degli anni scorsi”.
Nonostante i diversi fattori di incertezza che potrebbero mettere in discussione la crescita del commercio mondiale – il Centro studi Confindustria, ad esempio, indica il diffondersi del protezionismo l’incertezza politica –, l’export italiano dovrebbe ad espandersi.
Secondo le stime del SACE, le esportazioni dal nostro Paese aumenteranno del 3,8%, per poi accelerare leggermente l’anno successivo (+3,9%) e nel 2019 (+4,1%). Tassi di crescita che rimangono comunque inferiori ai livelli precedenti la crisi economica.

 

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