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La produzione e la lettura di libri in Italia

Sono stati 1.459 gli editori attivi nel 2017. Il settore è composto per l’85% da piccoli e medi editori, che pubblicano meno di 50 titoli l’anno. La quota di lettori rimane stabile, cioè bassa
di Redazione

Sono stati 1.459 gli editori attivi in Italia che nel 2017 hanno pubblicato un totale di 70.159 titoli e stampato oltre 160 milioni di copie, registrando un aumento di libri pubblicati e stampati rispettivamente del 9,3% – dato che conferma la tendenza positiva già riscontrata nel 2016 – e del 14,5%, percentuale che invece inverte il trend decrescente dal 2014. Questa è la fotografia dell’editoria italiana che emerge dall’annuale rapporto Istat La produzione e la lettura di libri in Italia, specificando che il settore è composto per l’85% da piccoli e medi editori, ovvero quelli che pubblicano meno di 50 titoli l’anno, e solo il 15% è rappresentato dai grandi operatori.

Nonostante la presenza molto minore, i grandi editori rappresentano circa l’80% della produzione in termini di titoli e quasi il 90% se si considera la sola tiratura: in proporzione, se i piccoli editori hanno pubblicato in media quattro titoli e stampato poco più di seimila copie all’anno ciascuno, i grandi marchi hanno prodotto 256 opere, con una tiratura media di oltre 650 mila copie. La ripresa del settore editoriale, che si è comunque registrata, ha coinvolto solamente i grandi marchi, che hanno mostrato variazioni positive sia per i titoli, +12,6%, che per tirature, +19% circa, mentre i piccoli e in misura maggiore i medi editori hanno subito un calo sia di quantità che di copie stampate.

A contribuire all’andamento positivo è intervenuta anche la digitalizzazione dei libri: quasi 27 mila titoli, ovvero più del 38% delle opere stampate, sono stati proposti anche come e-book, con un aumento in termini percentuali di oltre otto punti rispetto al 2016, e ad offrire questa diversa possibilità di fruizione sono stati soprattutto i grandi editori: oltre il 90% dei libri disponibili anche in e-book sono stati pubblicati dai maggiori operatori. Tra i lettori chi sceglie la lettura digitale lo fa principalmente per il costo più basso rispetto al cartaceo e la maggior facilità di trasporto e archiviazione degli e-book.

In generale la quota di lettori italiani rimane stabile al 41% della popolazione con più di sei anni, anche se aumenta nello specifico la percentuale dei lettori deboli, ovvero quelli che dichiarano di aver letto nell’anno precedente la rilevazione al massimo tre libri, poco più della metà degli uomini sono classificabili in questo modo. Contestualmente sono le donne le “lettrici forti”, il 14,2% del totale legge quindi in media un libro al mese.

Gli italiani che hanno ammesso di non aver letto neanche un libro nell’ultimo anno dichiarano di non averlo fatto principalmente per noia e mancanza di passione per la lettura, segue il poco tempo a disposizione, la preferenza per altre attività e solo al sesto posto il costo dei libri (che ha registrato un lieve calo, in media il prezzo di copertina è di 19,65 euro rispetto ai 20,21 del 2016). Secondo gli editori, invece, i fattori che determinano la modesta propensione alla lettura degli italiani sono il basso livello culturale della popolazione, per il 42,6% di essi, e la mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura, opzione scelta dal 38,4%.

(fonte: Istat)

 

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