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Agricoltura in crescita grazie al digitale

La filiera agroalimentare nella versione 4.0 ha un valore di circa 400 milioni di euro, secondo l’Osservatorio Smart Agrifood

di Redazione

Quanto valgono le soluzioni tecnologiche applicate all’agricoltura e più in generale alla filiera agroalimentare? Un valore aggiunto di circa 400 milioni di euro nel 2018, +270% rispetto al 2017 quando ne valeva cento. A dirlo è l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano, che ha passato in rassegna l’adozione di soluzioni digitali, utili soprattutto per le coltivazioni di precisione, nell’ambito dell’Agricoltura 4.0. Complessivamente, il mercato italiano è pari a circa il 18% di quello europeo e al 5% di quello mondiale, segno di una vitalità – crescente – che contraddistingue le imprese e le startup del settore.

I dati, importanti, non devono comunque stupire più di tanto. Da tempo si osservano delle rivoluzioni, tecnologiche e generazionali, in agricoltura. Siccome non c’è settore di attività economica totalmente immune al progresso tecnologico, anche l’agricoltura ha un grado di potenziale automazione al 49% (320 milioni i lavoratori interessati, dati McKinsey). Per coltivare la terra nell’era digitalizzata servono tecniche all’avanguardia, studi approfonditi, macchinari di precisione. In Italia la risalita occupazionale degli ultimi periodi è stata trainata anche dall’agricoltura che è un segmento strategico e attrattivo per i più giovani: si pensi all’incremento di iscrizioni alle Facoltà di Agraria o all’aumento delle imprese under 35 nel settore, registrati soprattutto negli anni della crisi.

Elementi che, a loro volta, non devono sorprendere. Come riporta l’Eurispes nell’ultimo Rapporto Italia, l’agroalimentare è uno dei punti di forza proprio del Made in Italy, al fianco di abbigliamento, automotive e arredamento. L’agroalimentare, nello specifico, vale il 9% del Pil, il valore produttivo – osserva l’Eurispes – si attesta per il 2018 140 miliardi di euro, con un export stimato a 34 miliardi. Le imprese che operano nel settore sono 1,3 milioni (comprese quelle di ristorazione). Gli occupati sono 3,2 milioni, il 13% del totale delle persone che hanno un lavoro in Italia.

 

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