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Commercio estero extra UE: su le esportazioni a gennaio

L’Istat stima inoltre una contrazione per le importazioni (-2,6%). Il saldo commerciale è stimato pari a -578 milioni (-526 milioni a gennaio 2018)

di Redazione

«A gennaio 2019 per i flussi commerciali da e verso i paesi extra Ue si stima un marcato aumento congiunturale per le esportazioni (+5,9%) e una contrazione per le importazioni (-2,6%)». Così l’Istat sul commercio estero extra UE.

«L’incremento dell’export verso i paesi extra Ue registrato a gennaio 2019, su base sia mensile sia annua – spiega l’Istituto nazionale di statistica -, segue la marcata flessione rilevata a dicembre 2018. Questo risultato riflette in parte la sostenuta dinamica di alcuni flussi, in particolare delle vendite di prodotti farmaceutici negli Stati Uniti, che contribuiscono da sole a spiegare oltre la metà dell’incremento tendenziale dell’export nazionale verso i paesi extra Ue. La dinamica delle importazioni conferma la progressiva decelerazione registrata in termini tendenziali negli ultimi tre mesi, in larga misura imputabile alla forte flessione degli acquisti di prodotti energetici. A gennaio 2019 il saldo commerciale elaborato su dati grezzi risulta negativo riflettendo un effetto di stagionalità rilevato per lo stesso mese anche negli anni precedenti, al netto di questa componente il saldo è positivo per 3.213 milioni».

L’incremento congiunturale delle esportazioni è più sostenuto per i beni di consumo non durevoli (+10,8%) e i beni intermedi (+8,4%). L’energia (-18,8%) registra invece una rilevante diminuzione. Al netto dei beni energetici la crescita complessiva passa a +6,9%. Dal lato dell’import, la flessione congiunturale è particolarmente intensa per l’energia (-12,8%) e i beni di consumo non durevoli (-5,1%). Gli acquisti di beni intermedi (+5,9%) e di beni strumentali (+2,4%) sono invece in aumento.

Nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra UE risulta positiva (+1,3%) ed è trainata dal marcato aumento dei beni di consumo non durevoli (+5,5%) e dai beni di consumo durevoli (+4,4%). Nello stesso periodo, le importazioni sono in diminuzione congiunturale (-2,8%), determinata soprattutto dalla marcata flessione registrata dall’energia (-8,5%).

A gennaio 2019, le esportazioni sono in aumento anche su base annua (+5,5%). L’incremento è rilevante per beni di consumo non durevoli (+16,9%), beni di consumo durevoli (+8,7%) e beni intermedi (+6,1%). Al netto dei beni energetici la crescita complessiva passa a +7,6%. Le importazioni registrano un aumento tendenziale (+5,6%), determinato dai beni intermedi (+11,1%), beni strumentali (+9,4%) e beni di consumo durevoli (+6,4%).

Il saldo commerciale a gennaio 2019 è stimato pari a -578 milioni (-526 milioni a gennaio 2018). Aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +2.449 milioni per gennaio 2018 a +2.726 milioni per gennaio 2019).

A gennaio 2019 l’export verso Stati Uniti (+18,1%), Svizzera (+13,0%), paesi ASEAN (+7,4%) è in forte aumento su base annua. In diminuzione, le vendite di beni verso Turchia (-26,6%), paesi OPEC (-19,0%) e paesi MERCOSUR (-7,1%).

Gli acquisti da Russia (+30,7%), paesi MERCOSUR (+20,8%), GIAPPONE (+16,1%), Stati Uniti (+13,4%), paesi ASEAN (+12,0%) e Turchia (+11,9%) registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni.

(fonte: Istat)

 

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