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Famiglie: più di un milione senza lavoro o pensione

Report dell’Istat: l’incidenza di quelle senza occupati né pensionati, quindi prive di redditi, è pari al 7,9%. Il recupero dei livelli pre-crisi è avvenuto in tutte le regioni del Nord, non ancora nel Mezzogiorno

di Redazione

La ripresa passa per il lavoro, ma così non è stato (o non è) per tutti. I dati Istat su mercato del lavoro e famiglie restituiscono un’immagine sfocata della risalita economica del nostro paese. Soprattutto emergono, una volta di più, i divari territoriali Nord-Sud. «La contrazione dell’occupazione durante le recenti crisi economiche – spiega l’Istat a tale proposito – ha comportato una contestuale crescita delle famiglie pluricomponenti senza occupati. La graduale ripresa negli anni successivi non ha fatto recuperare i livelli pre-crisi. Nei quindici anni esaminati, l’incidenza di queste famiglie è aumentata dal 15,3% del 2004 al 16,2% del 2018, con un picco del 18,4% nel 2013, per l’effetto negativo della crisi economica che ha annullato la riduzione positiva dei primi quattro anni».

Nel 2018, prosegue l’Istat, le famiglie con due o più componenti senza occupati sono stimate in 2 milioni 361 mila. Tra queste, quelle senza occupati né pensionati da lavoro (quindi prive di redditi/pensioni da lavoro) sono 1 milione 151 mila, con una incidenza pari al 7,9%, valore sostanzialmente stabile dal 2013 dopo la crescita avvenuta negli anni della crisi economica (4,8% nel 2004). Nei restanti casi si tratta di famiglie prive di occupazione, ma sostenute almeno da una pensione da lavoro, la cui incidenza sul totale delle famiglie con due o più componenti è pari all’8,3% (10,5% nel 2004). Le famiglie senza occupati e senza pensionati da lavoro sono molto più diffuse nel Mezzogiorno. Negli anni più acuti della crisi questa tipologia familiare è andata crescendo anche nelle regioni centrosettentrionali ma nel Sud e nelle Isole l’aumento è stato più intenso: già nel 2004 la quota sfiorava il 10,0%, ha raggiunto il 15,5% nel 2018.

Il trend generale che emerge, dunque, è il seguente: nel 2018 sono 18 milioni e 823 mila le famiglie con almeno un componente tra i 15 e i 64 anni, (72,6% di 25 milioni 926 mila famiglie residenti in Italia). Tra queste, quelle con almeno un occupato sono 15 milioni 374 mila. Il recupero dei livelli pre-crisi – osserva ancora l’Istat – è avvenuto in tutte le regioni del Nord, mentre ancora non si è realizzato nel Mezzogiorno. Tra le regioni meridionali le quote più basse sono stimate in Calabria (67,6%) e in Sicilia (67,9%), dove si registrano anche le distanze più marcate rispetto al 2008 (-5,2 e -4,7 punti percentuali).

(fonte: Istat)

 

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