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La legge sulla lettura, perché se ne sta parlando

Con il tetto agli sconti, per l’Aie il provvedimento potrebbe mettere a rischio molti posti di lavoro. Giudizio positivo, invece, da parte dell’Ali

di Redazione

Il ddl sul sostegno e la promozione della lettura, che è stato approvato in via definitiva all’unanimità al Senato qualche giorno fa, ha lasciato strascichi polemici, soprattutto nella parte relativa al tetto, fissato al 5%, agli sconti applicabili ai libri (romanzi, saggi, esclusi però i libri di testo utilizzati nelle scuole per cui resta il tetto al 15%). In teoria la misura è a sostegno delle piccole librerie e si applica anche alle vendite online. Ma non tutti, appunto, sono d’accordo con la misura.

Secondo l’Aie, l’Associazione italiana editori, la legge metterebbe a rischio diversi posti di lavoro e in ogni caso i lettori non ne trarrebbero alcun giovamento: «Imponendo la riduzione degli sconti sui prezzi di vendita, questa legge peserà sulle tasche delle famiglie e dei consumatori per 75 milioni di euro, mettendo a rischio duemila posti di lavoro». L’Aie conclude poi così: «Non è ciò che serve al mondo del libro, la prima industria culturale del paese, in un momento delicatissimo di consolidamento della crescita che ha finalmente segnato il recupero dei livelli pre-crisi».

C’è da sottolineare, tuttavia, come l’Italia non sia l’unico paese in Europa ad approvare una legge simile. Anzi, già prima di noi, avevano provveduto a fissare tetti simili Francia, Spagna e Olanda, mentre in Germania neppure sono previsti. E a tale proposito Ali Confcommercio (Associazione librai italiani), tra gli altri, ha espresso parere favorevole. Se a questo aggiungiamo il giudizio positivo dell’Adei (Associazione degli editori indipendenti), è chiaro come il provvedimento metta in contrapposizione piccoli e grandi player dell’editoria.

In Italia, poi, c’è anche da ricordare che non siamo dei grandi fruitori di libri. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2018 la quota di lettori è ferma attorno al 40%, valore stabile dal 2016 quando è tornata ai livelli del 2001 (mentre a partire dal 2000 si era registrata una lieve, ma costante, crescita). Per quanto riguarda i prezzi di copertina, sempre nel 2018 si era registrato un leggero aumento sull’anno precedente, con il costo medio in rialzo da 19,65 a 20,04 euro. La legge, ad ogni modo, non riguarda esclusivamente i costi da applicare ai libri, ma prevede una serie di iniziative volte a promuovere la lettura, tra cui l’istituzione della Capitale del libro.

 

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