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Coronavirus, l’impatto sulla cultura e sull’istruzione

Dai musei chiusi alle gite scolastiche sospese, anche le attività culturali stanno subendo gli effetti del Covid-19

di Redazione

Le misure introdotte per contenere la diffusione del nuovo coronavirus prevedono la temporanea chiusura di scuole, cinema, musei, teatri e altri luoghi di aggregazione, nonché la sospensione di eventi pubblici. L’ordinanza prevede la chiusura di una settimana, fino al 1° marzo, dei luoghi di spettacolo nelle regioni colpite dal virus, ma le ripercussioni sul settore culturale faranno sentire gli effetti negativi anche nei prossimi mesi.

CINEMA
La chiusura delle sale nel Nord Italia è stata particolarmente dannosa per il settore poiché i cinema dell’area settentrionale pesano molto di più a livello di fatturato nazionale, rispetto a quelle del Sud, con 850 schermi su un totale di 1.830. La sola giornata di domenica ha fatto registrare un calo del 40% rispetto al weekend precedente e del 30% rispetto agli stessi giorni del 2019, percentuali che corrispondono a 1,6 milioni di euro persi su un anno. Mentre, lunedì e martedì, con le sale chiuse c’è stato un calo del 65 e del 70% rispetto ad un anno precedente. Le difficoltà del momento non sono circoscritte solo ai cinema come attività commerciali, ma a tutto il settore dei film: molti sono i film che hanno rinviato l’uscita nelle sale in programmazione nel prossimo fine settimana, sia italiani che stranieri. La Disney, per esempio, ha rimandato al 16 aprile l’uscita del cartone Onward, previsto per il 5 marzo.

MUSEI
Per quanto riguarda i musei, la sospensione delle gite scolastiche fino al 15 marzo peserà sulle entrate mensili. Inoltre il Ministero per i beni e le attività culturali ha già sospeso per il 1° marzo in tutta Italia l’iniziativa che prevede l’ingresso gratuito la prima domenica del mese. La decisione è arrivata dopo che il ministero aveva già predisposto la chiusura dei musei per tutta la settimana nelle regioni più colpite dal coronavirus.

SPETTACOLI DAL VIVO
Non solo i luoghi chiusi, ma anche concerti e tour teatrali sono stati sospesi per l’emergenza coronavirus. Secondo una prima stima effettuata dall’Agis, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, su dati Siae, la settimana di chiusura dei luoghi di spettacolo causerà una perdita economica di 10,1 milioni di euro al botteghino solo per gli spettacoli dal vivo. La stima calcola la perdita diretta per la cancellazione di 7.400 spettacoli, ma a questa si devono aggiungere sia i costi indiretti del rinvio o dell’annullamento degli spettacoli, sia i costi per i lavoratori, per gli artisti che non si esibiscono e i tecnici. Secondo il presidente di Federvivo, l’impatto negativo non riguarderà solo la settimana di chiusura e non è circoscritto solo alle regioni maggiormente interessate dal coronavirus.

UNIVERSITA’ E SCUOLE
Diverse scuole e università hanno deciso di rimandare lezioni, sessioni d’esami e di laurea. Tutto questo a scopo precauzionale. Per consentire agli studenti di proseguire con l’attività didattica, gli Atenei hanno fatto ricorso ai MOOC – acronimo che sta per Massive Open Online Courses (tradotto in italiano: Corsi online aperti su larga scala) –, così da non interrompere completamente l’anno accademico, seguendo l’esempio della Cina. Nel Paese asiatico, dove è scoppiato il primo focolaio del nuovo coronavirus, gli universitari hanno accesso a 24.000 corsi on-line, presenti su 22 piattaforme di web learning gratuite. I MOOC sono anche uno strumento per divulgazione di informazione corretta sul virus, ma anche per educare alla prevenzione del contagio.

 

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