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Emergenza sanitaria, così l’Europa si blinda e corre ai ripari

Dalle misure restrittive di Spagna, Francia e Germania al passo indietro di Boris Johnson in Gran Bretagna. Negli USA anche Trump cambia linea

di Redazione

Il coronavirus non è più un problema che riguarda solo l’Italia, il numero di contagiati in Europa continua a crescere e secondo i dati dell’ISS aggiornati al 16 marzo i casi accertati erano oltre 51 mila. Un provvedimento, per certi versi storico, proposto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è la restrizione per 30 giorni dei viaggi verso l’Unione europea. Ma come si stanno adoperando i singoli paesi per fronteggiare l’emergenza sanitaria?

SPAGNA
La Spagna, secondo paese dopo l’Italia con 11 mila contagiati,  ha da ieri chiuso le frontiere e quindi consentirà l’accesso nel paese solo ai cittadini spagnoli, agli stranieri per cause di forza maggiore e alle merci. La Spagna già da qualche giorno ha adottato il modello italiano per contenere il virus ovvero la chiusura di bar, ristoranti e negozi, cinema e palestre e la quarantena per i cittadini, possibilità di spostamento solo per motivi di lavoro o per acquistare beni di prima necessità. È stato inoltre schierato l’esercito nelle strade delle città più grandi e nei luoghi dove si possono creare assembramenti.

FRANCIA
In Francia, nonostante nella giornata di domenica si sia comunque svolto il primo turno delle elezioni municipali, bar ristoranti e scuole sono chiusi da lunedì 16 marzo, e il presidente Macron ha annunciato misure restrittive sul modello italiano per almeno 15 giorni, quindi la chiusura di tutte le attività non essenziali. Il presidente ha inoltre annunciato da oggi a mezzogiorno la chiusura dello spazio Schengen, contestualmente è scattato anche il divieto di spostamenti interni, anche in questo caso sono permessi solo spostamenti essenziali, quindi muoversi per fare la spesa, andare a lavoro o per l’attività fisica, mantenendo però le distanze di sicurezza. Anche in Francia, soprattutto a Parigi, dopo l’annuncio del presidente, le stazioni sono state prese d’assalto, nella capitale francese verranno chiusi anche parchi, zoo e giardini.

GERMANIA
 Nel paese il presidente del Robert Koch Institut tedesco – organizzazione responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive – ha dichiarato che il rischio per la popolazione tedesca per il contagio da Coronavirus sarà classificato come alto. La Baviera, dove ci sono oltre mille contagiati, ha dichiarato lo stato di calamità. Davanti all’aumentare dei casi, la cancelliera Merkel ha annunciato misure restrittive ai movimenti, che sono assimilabili a quella che è stata la prima fase dei provvedimenti presi in Italia: chiusura di bar, discoteche, palestre, musei e teatri, e l’apertura dei ristoranti fino alle 18 al fine di ridurre i contatti tra le persone. Rimangono aperti gli alimentari, i supermercati, gli uffici postali, le banche, i benzinai e le edicole, ma non i luoghi di culto. Sono chiusi da stamattina anche i confini con Francia, Austria, Danimarca, Lussemburgo e Svizzera, tra i quali è permesso solo – a fatica – il passaggio di merci e lavoratori pendolari.

GRAN BRETAGNA
A causa dell’aumento dei contagi e delle pressioni dell’opinione pubblica, il premier britannico ha annunciato un passo indietro rispetto alle dichiarazioni dei giorni scorsi sull’immunità di gregge e ha quindi riferito una nuova linea, seppur morbida rispetto ai provvedimenti adottati dal resto dell’Europa.  Boris Johnson ha sconsigliato contatti non essenziali, raccomandando – e non obbligando – lo smart working, consigliando di evitare assembramenti, di non frequentare pub, ristoranti e teatri ed evitare i viaggi non necessari. Per il momento però le scuole e le università in Gran Bretagna resteranno aperte.

ALTRI PAESI UE
Ad oggi sono altri otto i paesi UE che hanno deciso di applicare controlli alle frontiere: Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Danimarca, Polonia, Lituania, Estonia. A questi si sono aggiunti Svizzera e Norvegia che, pur non essendo membri UE, appartengono alla zona Schengen. La Svizzera ha dichiarato ieri lo stato di emergenza fino al 19 aprile, le autorità hanno dichiarato che potranno restare aperti solo gli esercizi commerciali di prima necessità e esortato i cittadini a restare a casa e ad evitare i contatti con le altre persone. Il governo olandese ha deciso di chiudere scuole e asili nido almeno fino al 6 aprile, resteranno chiusi anche negozi, ristoranti, sex club, cannabis cafè e club sportivi.

USA
Anche Donald Trump ammette che la situazione statunitense del coronavirus non è sotto controllo, dopo aver dichiarato lo stato d’emergenza nel paese. Per far fronte alla situazione, molte città e Stati hanno adottato misure restrittive: 33 stati hanno deciso autonomamente di chiudere tutte le scuole, a cui si aggiungono diverse città come New York e Los Angeles, in cui sono stati chiusi anche bar, ristoranti, cinema e locali notturni.

 

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