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La musica e la lettura ai tempi del Covid-19

L’isolamento forzato fa crescere l’utilizzo di internet e cambia alcune abitudini: ne risente lo streaming musicale, ma aumentano i prestiti di ebook e l’ascolto dei podcast.

di Redazione

Tutte le attività quotidiane sono state messe alla prova dall’emergenza coronavirus e gli italiani hanno risposto adattandosi grazie alla tecnologia -vedi la scuola, il lavoro, la spesa online – e la lettura non è da meno. Data la situazione e il divieto di uscire di casa, anche le biblioteche si sono adeguate rendendo pubblico e ampliando il proprio catalogo online. Attualmente il MLOL, la rete che permette il prestito digitale, conta 6500 biblioteche e ha visto crescere il numero nelle ultime settimane.

Contestualmente è aumentato il numero di italiani lettori tecnologici: tra il 24 febbraio e il 24 marzo i prestiti di ebook sono aumentati del 104% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Insieme alle richieste di prestito sono aumentati anche i nuovi utenti: circa 100 mila in più rispetto al 2019, a fronte di una crescita di 20 mila nuovi utenti in situazione standard.

Secondo i dati di Rakuten Kobo, una delle società leader del settore dell’e-reading, nei paesi più colpiti dal coronavirus l’ultima settimana di marzo ha fatto registrare un aumento dal 200% al 300% dei volumi medi di lettura rispetto alla settimana precedente. In particolar modo in Italia, sempre la scorsa settimana, ha rivelato un aumento del 133% del tempo dedicato alla lettura su eReaders e applicazioni, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Anche le modalità di ascolto della musica sono cambiate, se prima le canzoni accompagnavano soprattutto i viaggi in macchina e il tragitto casa-lavoro, oggi la fruizione è prettamente casalinga e questo ha ripercussioni sulle riproduzioni. Ed infatti, per quanto riguarda l’Italia, secondo il sito Music Business Worldwide, l’ascolto della playlist “top 200” su Spotify è sceso a 95,4 milioni di riproduzioni nella settimana 7-13 marzo, rispetto, ai 109 milioni del periodo 28 febbraio-6 marzo, e ai 121 milioni del 21-27 marzo.

Nonostante ciò, i numerosi flash mob organizzati sulla spinta dell’entusiasmo delle prime settimane hanno fatto incrementare la riproduzione delle canzoni scelte: “Abbracciame” di Andrea Sannino ha subito un incremento dell’820% di ascolti, mentre “Azzurro” di Adriano Celentano è aumentata del 715%.

I podcast invece mostrano un andamento in contrasto con il trend in negativo dello streaming musicale anche perché, come rivela un’indagine Nielsen sul panorama dei podcast in Italia nel 2019, il 71% del totale degli ascolti viene effettuato a casa. Secondo l’analisi l’ascoltatore tipo pre-coronavirus è un uomo, il 67%, che ascolta soprattutto programmi di musica, nel 45% dei casi, di attualità, 42%, e programmi di intrattenimento. Sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni a rientrare nella categoria heavy user, ovvero coloro che ascoltano un podcast quasi tutti i giorni.

Oggi però dai dati di Spotify e Spreaker emerge un cambiamento nella composizione del pubblico, sia per età che per gusti. Nella settimana dal 19 al 25 marzo su Spotify è cresciuto l’ascolto di podcast informativi, specie quelli dedicati agli approfondimenti sul Covid-19 e dei contenuti kids & family. Mentre Spreaker -piattaforma dedicata esclusivamente ai podcast- sottolinea che ad aumentare maggiormente sono stati i programmi sulla religione e a tema spiritualità che registrano un incremento del 1576%, seguiti dalle trasmissioni a tema automiglioramento, con un aumento del 484%, e di quelle sul marketing, +434%. Non solo una formazione personale e spirituale: secondo i dati sono aumentati anche i contenuti a tema arte, +347%, e quelli dedicati ai bambini, in aumento del 325%.

 

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