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Il boom dell’e-commerce con il coronavirus

Il lockdown e l’obbligo di rimanere a casa hanno reso indispensabili gli acquisti online, il 75% degli acquirenti ha effettuato un ordine per la prima volta

di Silvia Capone

Per far fronte alla crescente domanda del servizio di acquisti online data l’attuale situazione di lockdown, Amazon ha annunciato la creazione di 75 mila nuovi posti di lavoro, che si aggiungono alle 100 mila persone già assunte nelle scorse settimane in tutti i suoi centri. Oltre ad incrementare i posti di lavoro, Amazon ha aumentato il salario dei moltissimi dipendenti che continuano a lavorare durante la pandemia e raddoppiato il compenso per le ore di straordinario. Il colosso della logistica è una delle poche realtà che in questo periodo non conoscono crisi, al contrario vede aumentare sia la mole di lavoro che la quotazione in borsa.

Grazie anche alla notorietà di Amazon e all’utilità di servizi simili in questo periodo, anche il nostro paese si è riscoperto tecnologico: l’e-commerce sta crescendo a tripla cifra, soprattutto il settore alimentare e domestico.

Secondo la ricerca Nielsen, che settimanalmente aggiorna i dati, gli acquisti online tra il 30 marzo e il 5 aprile sono aumentati del 158%, cifre elevate anche se a ritmi leggermente inferiori rispetto alla settimana precedente.

A confermare l’incremento e sottolineare la novità che l’e-commerce rappresenta per molti italiani, l’indagine di Netcomm, secondo cui il 75% degli e-shopper dell’ultimo mese ha acquistato online per la prima volta nella sua vita.

In particolar modo il lockdown, che ha comportato una corsa agli approvvigionamenti alimentari, ha reso utile la spesa online per evitare di recarsi fisicamente nei supermercati, e secondo l’indagine di Nomisma la spesa online in Italia è aumentata del 10%. In realtà, con l’aumentare del periodo di restrizioni anche la spesa online si sta normalizzando, come emerge dalla ricerca Netcomm: se i primi giorni di lockdown le persone compravano soprattutto beni alimentari specialmente a lunga conservazione, ora hanno iniziato anche ad acquistare vestiti e scarpe, facendo quindi ripartire il settore dell’abbigliamento e mostrando un adattamento per quel che era un comportamento normale come lo shopping, a questa situazione.

 

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