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Sarà un’estate senza concerti

Assomusica ha annunciato che tutti gli eventi live e i tour dei cantanti previsti per questa estate saranno rimandati al prossimo anno. Le perdite per il settore della musica dal vivo sono stimate per 350 milioni

di Redazione

Quella del 2020 sarà un’estate senza musica dal vivo, come annunciato da Assomusica, l’Associazione italiana organizzatori e produttori spettacoli di musica dal vivo: «Estate 2020. I grandi eventi live si fermano, alla luce delle disposizioni governative in tema di salute pubblica che vietano assembramenti di persone. Una decisione condivisa dalla gran parte dei produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo, che fanno sentire unita la loro voce. Un segnale necessario che non significa che la musica dal vivo si arrenderà. L’appuntamento con i grandi eventi live dell’estate 2020 è infatti rimandato al 2021, che sarà una stagione ancora più grande e magica che mai».

Le nuove regole in linea teorica prevedono che, come per gli spettacoli a teatro e i cinema, i concerti possano ripartire dal 15 giugno, ma impongono un numero massimo di 1.000 spettatori per gli eventi all’aperto e di 200 per quelli al chiuso, di mantenere le distanze di sicurezza di almeno un metro sia tra gli spettatori sia tra gli artisti, l’utilizzo obbligatorio di mascherine, il divieto di consumo di cibi e bevande e ovviamente la sanificazione e igienizzazione degli ambienti.

Da qui la decisione di Assomusica di rimandare la stagione degli eventi live per l’evidente impossibilità di poter far rispettare le regole del distanziamento minimo interpersonale e se anche questo fosse stato possibile avrebbe trasformato i concerti una possibilità per pochi in termini di accessibilità economica. Infatti, gli attuali prezzi dei biglietti, disponibili solo per mille persone, non sarebbero minimamente sufficienti a coprire neanche le spese di allestimento di un concerto. In questo senso, come per altre attività come i viaggi in aereo, i posti nei locali o le vacanze, il distanziamento sociale avrebbe reso il mondo dei concerti e della musica dal vivo inaccessibile ai più, avrebbe fatto diventare gli eventi live una cosa “per ricchi”.  

Intanto per ovviare alla mancanza della musica molti artisti hanno tentato con concerti in streaming o con dirette che riunivano più artisti, anche con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca contro il coronavirus, mentre come soluzione più duratura negli Stati Uniti e in Australia è già stato sperimentato il concerto drive in, dove gli spettatori devono rimanere in macchina e possono ascoltare meglio sintonizzandosi su una stazione radio dedicata.

Il blocco, per quest’anno, degli eventi live ha un impatto economico notevole che, come sottolineano gli appelli di molti artisti, non riguardano solo loro in prima persona, ma gli addetti ai lavori, dall’allestimento dei palchi al merchandising. Secondo le stime di Assomusica, se fino ad aprile i danni economici ammontavano a 40 milioni di euro, alla fine della stagione estiva le perdite per il settore della musica dal vivo saranno di circa 350 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 600 milioni di indotto di tutta la filiera dei concerti.

 

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