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La moda se la passa male, nonostante i saldi

Per la stagione invernale si stimano perdite pari a un miliardo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

di Redazione

I saldi invernali appuntamento che mai come quest’anno arrivavano in soccorso più per gli esercenti che per i consumatori, sarebbero dovuti partire in tutta Italia il secondo fine settimana di gennaio, ma a causa della pandemia alcune regioni -tra cui Liguria, Emilia, Toscana e Veneto- e le province autonome hanno deciso di spostarli a fine mese proprio nella speranza di un miglioramento della situazione. Le altre regioni hanno invece deciso di iniziare regolarmente sperando che, con l’incentivo degli sconti, il mercato e il commercio al dettaglio possano mostrare segnali di ripresa. Ma le restrizioni ancora valide e le chiusure nei fine settimana dei centri commerciali sono fattori che disincentivano le spese e che si aggiungono alla bassa propensione alla spesa in tempi di crisi.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, anche quest’anno, nonostante tutto, lo shopping durante i saldi interesserà 15,7 milioni di famiglie, per una spesa media a persona di 111 euro, muovendo così un totale di quattro miliardi di euro contro i 5 miliardi della stagione degli sconti invernali 2019/2020. Le perdite stimate ammonterebbero quindi a circa un miliardo, mentre secondo il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi, «Il 60% delle imprese che abbiamo contattato segnala perdite significative tra il 50 e il 90%».

I dati sulle perdite economiche vanno ad aggiungersi al timore di un nuovo lockdown totale invernale, ipotesi che spaventa gli esercenti, reduci già da un precedente periodo di saldi, a luglio, al di sotto dei normali livelli, tanto che da un sondaggio Confesercenti era emerso che per il 64% dei commercianti la prima settimana di sconti estivi è stata “negativa” rispetto allo scorso anno, con perdite oltre il 50%.

Secondo il McKinsey Global Fashion Index,a livello mondiale, le aziende del settore avrebbero registrato un calo dei profitti del 90%, dato non solo dalla riduzione delle vendite, ma anche dal cambiamento nei comportamenti dei consumatori e delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento, a fronte di una contrazione delle vendite tra il 15 e il 30%. Per quanto riguarda invece solo l’Italia, secondo il report del Centro Studi di Confindustria moda, il 2020 si sarebbe chiuso con una contrazione del fatturato del 29,7%, con una perdita totale stimata di 29 miliardi -a fronte di un business della filiera moda che nel 2019 superava gli 80 miliardi di euro-. Il calo è in leggero miglioramento rispetto alle previsioni elaborate a luglio, quando si stimava un -32,5%.

 

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