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La lenta risalita del sistema produttivo italiano

I segnali, seppur incoraggianti, mostrano ancora luci ed ombre. Attesa per l’anno in corso una ripresa delle vendite, che recupererà solo in parte la flessione del 2020

di Redazione

A giugno, segnalava l’Istat alcuni giorni fa, si è registrato un marcato aumento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 110,6 a 115,1) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 107,3 a 112,8). L’ennesimo segnale che, nonostante le incertezze legate alla pandemia e le difficoltà che ancora permangono, l’economia si sta rimettendo in moto. Anche se il 2021, che pure sta registrando un effetto rimbalzo rispetto al 2020, sarà un anno di risalita graduale per il sistema produttivo italiano.

Per il 2021, infatti, stando ad una recente indagine della Banca d’Italia, le imprese anticipano una ripresa delle vendite, che però recupererebbero solo in parte la flessione registrata nel 2020, e un deciso aumento degli investimenti, sia nei servizi sia nell’industria, a fronte della sostanziale stazionarietà dell’occupazione. I prezzi di vendita registrerebbero in media una sensibile accelerazione. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, lo scorso anno la produzione si è contratta del 7%, nonostante l’espansione nel comparto delle opere pubbliche che ne ha attenuato il calo (la produzione è non a caso diminuita significativamente nell’edilizia privata). Ad ogni modo le imprese si attendono un marcato recupero della produzione nel 2021, sia nell’edilizia pubblica sia in quella privata.

Nel 2020, sottolinea ancora l’indagine, il sistema produttivo ha, come è noto, risentito degli effetti della pandemia di Covid-19. Le vendite sono diminuite dell’8,6% e la contrazione del fatturato ha interessato la maggior parte delle imprese, maggiormente quelle operanti nei settori più direttamente interessati dalle misure di contenimento dei contagi. A fronte di un calo delle ore lavorate del 10 per cento, il numero di occupati è diminuito solo del 2,4 per cento, grazie al blocco dei licenziamenti e all’ampio ricorso agli strumenti di integrazione salariale. La crescita media dei prezzi di vendita si è ridotta allo 0,9 per cento.

Lo scoppio della pandemia, prosegue la Banca d’Italia, nei primi mesi dell’anno ha generato un’incertezza eccezionalmente elevata sulle prospettive economiche, che ha da subito determinato un diffuso ridimensionamento dei piani di investimento rispetto a quelli formulati precedentemente. Nel complesso, la spesa per investimenti si è ridotta dell’8,6 per cento, a fronte delle previsioni di espansione formulate alla fine del 2019.

 

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