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Le incertezze che ancora pesano sulla ripresa economica

Tasse e timori per la perdita dei posti di lavoro frenano gli entusiasmi delle famiglie

di Redazione

I segnali di ripresa sono evidenti, l’effetto rimbalzo viene confermato più o meno da tutti gli indicatori, eppure si mantiene costante una risalita che appare poco conforme e che non coinvolge allo stesso modo tutti i soggetti interessati. Una serie di alti e bassi che sembrano condizionare le decisioni di famiglie e imprese, peraltro in una fase di assestamento, per così dire, con le attività che stanno rientrando a regime anche grazie all’ausilio più massiccio del green pass.  

L’indice del clima di fiducia delle imprese, riprendendo recenti dati Istat, ha registrato a settembre un lieve calo, eterogenea tra i settori, che segue la correzione al ribasso segnata ad agosto dopo il forte aumento dei mesi precedenti. La fiducia è aumentata

nelle costruzioni e tra le imprese dei servizi di mercato, al cui interno si registra il miglioramento della fiducia di quelle fornitrici di servizi turistici. Le imprese nell’industria manifatturiera hanno registrato una lieve riduzione della fiducia con un moderato peggioramento dei giudizi sugli ordini e delle aspettative sulla produzione. Le imprese del commercio al dettaglio hanno, a loro volta, evidenziato un peggioramento.

Per quanto riguarda le famiglie, nel secondo trimestre, il processo di ripresa della spesa per consumi (+5,4% rispetto al trimestre precedente) ha determinato una prima riduzione della propensione al risparmio (12,9%, -4,1 punti percentuali

rispetto al trimestre precedente) che si mantiene comunque ancora superiore al valore pre-crisi. In presenza di un aumento del reddito disponibile (+0,5%) e di una dinamica positiva dei prezzi (+0,4% il deflatore dei consumi finali delle famiglie), il potere d’acquisto ha segnato un marginale miglioramento (+0,1%).

Infatti si segnalano ancora punti di debolezza nella ripresa. Sebbene gli indici delle vendite al dettaglio suggeriscano il proseguimento della fase di risalita dei consumi (l’indice in volume è migliorato su base congiunturale sia ad agosto – +0,4% – sia nel trimestre giugno-agosto, +0,5%), dalla recente indagine Confcommercio in collaborazione con Metrica Ricerche sul sentiment di famiglie e imprese sugli ultimi mesi del 2021, emerge che il 50,2% delle imprese e il 46,7% delle famiglie giudicano incerto il grado di fiducia nella ripresa economica da qui alla fine dell’anno, mentre ad essere ottimiste sul futuro sono il 42,7% delle imprese contro il 24,3% delle famiglie. 

Tra i maggiori ostacoli alla ripresa le famiglie indicano al primo posto l’aumento delle tasse, seguito da quello dei prezzi e dalla perdita del posto di lavoro, per poi seguire con la situazione sanitaria e il calo dei redditi. Anche le imprese mettono al primo posto l’aumento delle tasse, seguito al secondo dal calo dei redditi delle famiglie e al terzo dell’aumento dei prezzi delle materie prime.

 

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