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G20 di Roma al via. Cosa è e come funziona

Il gruppo rappresenta più dell’80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta

di Redazione

Ufficialmente, il G20 di Roma presieduto dal premier italiano, Mario Draghi, prenderà il via nella giornata di sabato 30 ottobre. Tuttavia, già oggi, venerdì 29 ottobre, è una giornata fitta di impegni e di incontri bilaterali. Particolare attenzione a quelli del presidente statunitense, Joe Biden, per la prima volta in Italia da quando è alla Casa Bianca. Biden ha incontrato Papa Francesco in Vaticano, poi l’incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e a seguire i bilaterali con Draghi e con il presidente francese, Emmanuel Macron. Non prenderanno invece parte fisicamente al vertice di Roma il presidente russo, Vladimir Putin, e il leader cinese, Xi Jinping. Ma cosa è il G20 e di cosa si occupa, esattamente?

Breve storia del G20 e i numeri

Nel 1999, a seguito della crisi economica del 1997, i ministri delle Finanze del G7 annunciarono la creazione del cosiddetto Gruppo dei 20. L’obiettivo era quello di coinvolgere altri paesi nelle discussioni sull’economia e sulla finanza globale. La prima riunione ufficiale del G20 si tenne a Berlino nel dicembre dello stesso anno. Ma è dopo la crisi finanziaria del 2008 che gli Stati Uniti proposero di elevare il livello di partecipazione del G20 ai capi di Stato e di governo. Così, nel 2009, al vertice di Pittsburgh, venne deciso di istituzionalizzare il G20 come principale forum di cooperazione economica e finanziaria a livello globale e dal 2010 i leader del G20 si riuniscono con cadenza annuale. Il G20 rappresenta più dell’80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta.

I paesi che partecipano al G20

I paesi che partecipano al G20 sono Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Turchia e Unione europea. A questi si aggiunge la Spagna, che è un invitato permanente del G20. Ogni anno, la presidenza invita alcuni altri paesi, che partecipano a pieno titolo ai lavori del G20, in qualità di ospiti. Vi partecipano inoltre diverse organizzazioni internazionali e regionali, in modo tale da assicurare una rappresentatività ancor più ampia. Il G20 non ha un segretariato permanente: l’agenda del gruppo e le sue attività vengono stabilite dalla presidenza di turno, in collaborazione con gli altri paesi membri. Per assicurare la continuità dei lavori è stata istituita una “Troika”, composta dal paese che detiene la presidenza, il suo predecessore ed il suo successore. Ciò significa che attualmente la Troika è composta da Arabia Saudita, Italia e Indonesia.

La questione climatica

Il clima sarà uno dei temi principali di questo appuntamento. L’obiettivo è quello di creare una piattaforma in vista della Cop 26 di Glasgow, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, anch’essa al via dal 31 ottobre (durerà fino al 12 novembre). In termini di percentuali, c’è da considerare che secondo alcune stime il G20 rappresenta inoltre il 75% delle emissioni globali di gas serra.

 

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