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Così il quadro economico internazionale

L’economia mondiale negli ultimi mesi ha continuato a mantenere un’intonazione positiva, ma la diffusione di nuove varianti e la risalita dei contagi aumentano l’incertezza

di Redazione

L’economia mondiale negli ultimi mesi ha continuato a mantenere un’intonazione positiva. Secondo le previsioni dell’OCSE, nel 2021 il Pil mondiale è cresciuto del 5,6% (-3,4% nel 2020), collocandosi su livelli superiori a quelli del 2019. La congiuntura internazionale resta però caratterizzata da andamenti molto eterogenei tra paesi e da una crescita dell’inflazione, trainata da elevate quotazioni dei beni energetici e da alcuni vincoli dal lato dell’offerta. Gli scambi globali, dopo una moderazione nei mesi estivi, hanno riacquisito dinamismo. Il commercio di merci in volume, a ottobre, è aumentato dell’1,6% in termini congiunturali (-1,1% a settembre) spinto dall’incremento delle esportazioni degli Stati Uniti (+9,3%) e delle importazioni della Cina (+6,8%). Il PMI globale sui nuovi ordinativi all’export di dicembre, pur rimanendo marginalmente sopra la soglia di espansione, segnala un possibile rallentamento della domanda internazionale nei prossimi mesi. La diffusione di nuove varianti del virus e la risalita dei contagi di Covid-19 aumentano l’incertezza e i rischi al ribasso associati allo scenario internazionale. È questo il quadro internazionale nella fotografia scattata dall’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana

In Cina, spiega ancora la nota, l’attività economica ha continuato a rallentare a causa del rialzo dei prezzi dei prodotti energetici, dei problemi del settore immobiliare e delle nuove misure di lockdown legate alla ripresa dei contagi che stanno frenando i consumi e contenendo l’inflazione. Il rialzo degli indici PMI di dicembre suggerisce, tuttavia, un impatto transitorio delle difficoltà evidenziate. Nel complesso, secondo le stime dell’OCSE il Pil è atteso aumentare del 5,1% nel 2022 in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente (+8,1%). 

Per gli Stati Uniti, le previsioni dell’OCSE indicano una crescita del Pil del 3,7% nell’anno corrente (+5,6% nel 2021). A dicembre, la fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board è tornata ad aumentare e il tasso di disoccupazione è sceso, per il sesto mese consecutivo, al 3,9% (4,2% a novembre). Nello stesso mese, l’ulteriore accelerazione dei prezzi al consumo ha portato il tasso di inflazione tendenziale al 7% (+6,8% a novembre), alimentando le aspettative di un rialzo a breve dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

L’economia dell’area dell’euro inizia a mostrare i primi segnali di stabilizzazione con intensità eterogenee tra paesi. Sempre in base alle previsioni dell’OCSE il Pil euro dovrebbe crescere del 4,3% nel 2022 (+5,2% nell’anno precedente). A novembre, la produzione industriale è aumentata del 2,3% in termini congiunturali, le vendite al dettaglio in volume sono cresciute dell’1% e il tasso di disoccupazione si è ridotto marginalmente attestandosi al 7,2%. A dicembre è inoltre proseguita l’accelerazione dell’inflazione al consumo che ha toccato il 5% in termini tendenziali.

 

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