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Joe Biden visto fuori dall’America

I sondaggi interni non premiano il presidente degli Stati Uniti, ma (anche) alla luce delle recenti questioni di politica estera come viene giudicato negli altri paesi?

di Fabio Germani

«Giustizia è stata fatta». Con queste parole Joe Biden ha annunciato l’uccisione del numero uno di al Qaida, dopo Osama bin Laden, Ayman al-Zawahiri, colui che è sempre stato considerato la “mente” dietro agli attacchi dell’11 settembre. Quanto un evento del genere sposta, in termini di consensi, i giudizi positivi nei confronti di un presidente statunitense in carica? La risposta più immediata è: «Dipende». Concorrono diversi fattori, primo tra tutti l’emotività. Ad esempio la popolarità di Barack Obama registrò un’impennata dopo l’annuncio del raid in Pakistan, ad Abbottabad, che portò all’uccisione di Osama bin Laden, a dieci anni dall’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono. Ma nel 2022 le condizioni sono molto cambiate, la lotta al terrorismo resta, ma è meno centrale nella politica estera americana. Nel frattempo si è registrato il disimpegno dall’Afghanistan deciso dall’amministrazione Biden (molto criticato per tempi e modalità negli Stati Uniti), le relazioni in bilico con la Cina (la visita in queste ore della speaker della Camera, Nancy Pelosi, è un ulteriore tassello del dossier cinese che divide l’opinione pubblica, nonché l’opposizione repubblicana al Congresso), l’invasione russa in Ucraina (ulteriore motivo di attrito con Mosca). A tutto ciò si aggiungano i capitoli di politica interna – l’alta inflazione soprattutto – e si avrà un quadro d’insieme del perché l’uccisione di al-Zawahiri potrebbe non avere particolari effetti sul grado di approvazione per Biden. 

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Quando a novembre si voterà per il rinnovo del Congresso (ad oggi i sondaggi danno in vantaggio i repubblicani, ma la partita potrebbe non essere già chiusa, con i democratici che stanno recuperando terreno qua e là), con ogni probabilità i cittadini statunitensi avranno in mente l’economia o questioni più stringenti, come il ribaltamento della Corte Suprema della Roe v. Wade (nello Stato del Kansas, tradizionalmente conservatore, è stato appena stabilito tramite referendum di continuare a garantire il diritto all’aborto), quali elementi che li spingeranno verso una scelta o l’altra. Al momento Biden non gode di grande popolarità: secondo la media dei principali sondaggi di FiveThirtyEight il 55,6% degli americani disapprova l’operato del presidente, mentre si esprime a favore appena il 39,2%. Ma come viene visto Joe Biden fuori dall’America? 

A questa domanda, invece, risponde il Pew Research Center, con una serie di sondaggi condotti nella primavera di quest’anno. Nel suo secondo anno in carica, Joe Biden riceve valutazioni generalmente positive nei paesi esaminati dall’istituto e nella maggior parte dei casi le valutazioni sono superiori a quelle del suo predecessore alla Casa Bianca, Donald Trump, ma inferiori alle sue stesse valutazioni nel 2021. La fiducia in Biden varia in base alla regione e al paese. Nella sola Europa, la quota di coloro che danno una valutazione positiva di Biden varia dall’82% in Polonia a poco meno di un terzo (31%) in Ungheria. Tra i paesi a nutrire meno fiducia anche l’Italia, con la voce “no confidence” che si attesta al 54%. Nella regione Asia-Pacifico, invece, la Corea del Sud e il Giappone si distinguono rispettivamente con il 70% e il 62% di intervistati che affermano di avere fiducia nel presidente degli Stati Uniti. L’opinione è più divisa in Malesia, Australia e Singapore.

Ad ogni modo la quota di coloro che hanno fiducia in Biden sulla scena mondiale è diminuita in 13 dei 14 paesi intervistati in entrambi gli anni. In Italia, Grecia, Spagna e Singapore, la metà o più ora ha poca o nessuna fiducia. Tuttavia nella maggior parte dei luoghi considerati, compresi i principali paesi europei, la fiducia in Biden rimane superiore a quella che si osservava per Trump. Con Israele unica eccezione: il 60% degli israeliani dichiara di avere fiducia in Biden, ma era il 71% per Trump nel 2019. In generale sono gli anziani a manifestare, più dei giovani, pareri favorevoli, ma non in Ungheria, Italia e Polonia dove invece sono appunto i giovani. Per quanto riguarda il ritiro dall’Afghanistan, in linea di massima si registra un’approvazione pubblica anche al di fuori degli Stati Uniti, ma le valutazioni relative alle modalità sono invece basse. E in questo senso i pareri nel mondo risultano abbastanza in linea con quelli degli americani. Un altro trend interessante riguarda la fiducia in Biden rispetto al grado di fiducia generale verso gli Stati Uniti: esclusi pochi casi, più è elevato quest’ultimo, più sarà probabile constatare un indice analogo per l’attuale inquilino della Casa Bianca. 

@fabiogermani

 

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