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Midterm 2022. La sociologia del voto

Gli exit poll confermano i trend, pur con lievi variazioni. I giovani votano soprattutto per i democratici, mentre i repubblicani crescono al crescere delle classi di età. L’inflazione il tema più importante nelle scelte di voto

di Fabio Germani

Più di due terzi degli elettori per i candidati alla Camera preferirebbero che il presidente Joe Biden non si candidi per un secondo mandato presidenziale nel 2024. La pensano in questo modo più di sette elettori indipendenti su dieci e circa nove elettori repubblicani su dieci. Tra gli elettori democratici, invece, meno di sei su 10 sostengono una sua ricandidatura. È il quadro che emerge dagli exit poll che Edison Research ha condotto per diverse emittenti statunitensi, tra cui la Cnn, nell’ambito delle elezioni midterm che si sono tenute negli Stati Uniti martedì 8 novembre 2022.

Photo by Josh Johnson on Unsplash

Mentre si attendono i risultati definitivi delle elezioni di metà mandato – mentre scriviamo, al netto delle prospettive espresse dagli elettori sulla possibilità per Biden di correre alle prossime presidenziali, la cosiddetta “valanga rossa” sembra non essersi materializzata, anzi i democratici hanno tenuto il passo alla Camera (pur al cospetto di un lieve vantaggio dei repubblicani), mentre al Senato la partita è ancora aperta – gli exit poll sono intanto un ottimo strumento per osservare i flussi elettorali e la sociologia del voto. 

I giudizi sul presidente in carica arrivano, dunque, nonostante una tornata elettorale che appare non così sfavorevole per i democratici. Soprattutto vanno considerate anche le sconfitte talvolta cocenti dei candidati trumpiani – il caso più emblematico è quello della Pennsylvania, dove nella corsa al Senato ha avuto la meglio John Fetterman (D) su Mehmet Oz (R), mentre Josh Shapiro (D) è il nuovo governatore dello Stato ai danni di Doug Mastriano (R), tra i più ferventi sostenitori della teoria secondo cui Trump sarebbe stato vittima di brogli nel 2020 –, che sicuramente non comprometteranno le ambizioni dell’ex presidente in vista del 2024, ma che potrebbero aprire scenari inediti all’interno del GOP. Quanto a Trump, in ogni caso, due terzi degli elettori indipendenti e più di nove elettori democratici su dieci manifestano un parere negativo. Al contrario, la maggioranza degli elettori repubblicani continua ad avere opinioni favorevoli sulla sua figura. In generale gli elettori indipendenti costituiscono circa un quarto dell’elettorato, mentre gli elettori democratici sono circa un terzo e gli elettori repubblicani poco più di un terzo.

Come già ampiamente previsto alla vigilia, l’alta inflazione è stato il tema più importante nelle scelte di voto delle elezioni di metà mandato 2022 (in particolare tra i repubblicani). Le preoccupazioni per l’economia non sono una novità: poco meno della metà degli elettori per i candidati alla Camera ha affermato che le politiche di Biden stanno danneggiando il paese, mentre un terzo ha affermato che stanno aiutando la ripresa, secondo gli exit poll. Eppure, come abbiamo visto, tutto questo non si sta traducendo in una netta vittoria per i repubblicani. Alla fine anche la questione dell’aborto – al riguardo erano in programma referendum in California, Kentucky, Michigan, Montana e Vermont – ha avuto il suo peso specifico, interessando in misura maggiore il segmento dem.

Tra i giovani di 18-29 anni, i repubblicani hanno guadagnato consensi rispetto alle midterm del 2018, ma la maggioranza ha votato anche stavolta per i democratici. In compenso i repubblicani migliorano al crescere delle classi di età (dai 40 anni in su). I repubblicani, poi, vincono tra le donne bianche, uno spaccato elettorale importante, spartito quattro anni prima dai due partiti. Trend perlopiù confermati nei comportamenti di voto tra le minoranze, che registrano una predilezione per i democratici. Lievi sono le variazioni nell’elettorato nero, più marcate in quello latino, dove in particolare tra gli uomini il sostegno è passato dal 63% del 2018 al 55% del 2022. 

Per quanto riguarda la collocazione degli elettori, nelle aree urbane vince il Partito democratico, anche se i repubblicani accorciano le distanze. Nelle aree suburbane meglio i repubblicani, che a loro volta, rispetto al 2018, guadagnano ulteriori favori nelle zone rurali.

@fabiogermani

 

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