Il diario del Festival di Venezia/3 | T-Mag | il magazine di Tecnè

Il diario del Festival di Venezia/3

di Fabio Francesca

nicGiornata molto attesa, questa, per la presenza di star e film Made in Usa. Infatti tra concorso e fuori concorso passano in laguna Nicholas Cage, Paul Schrader e Bret Easton Ellis.
Partiamo proprio da quest’ultimi che portano fuori concorso The Canyons opera nata dalla collaborazione del regista/sceneggiatore e lo scrittore di American Psycho. Attira particolare attenzione il cast con la star cadente Lindsay Lohan e la star del porno James Deen. Purtroppo, bisogna ammetterlo, il film non ripaga per nulla le attese, in particolar modo le prove attoriali assolutamente sotto la media. Una inutile storia di perversioni e tradimenti nel sottobosco di Hollywood, che se voleva essere una metafora non è stata compresa, se voleva essere una provocazione non è stata colta. Una regia e una fotografia sprecata per una sceneggiatura, dispiace affermarlo con cotanti nomi, imbarazzante.
Per il concorso passa Joe di David Gordon Green, regista che passa dal film d’autore (vanta nel suo palmares personale un orso d’argento alla Berlinale) alle commedie demenziali. Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore scomparso nel 2004 Larry Brown. Storia di redenzione nella provincia americana dove il futuro sembra come l’orizzonte irraggiungibile, di un ex detenuto e un ragazzino con un padre alcolizzato. Nei panni dei due protagonisti Nicolas Cage e Tye Sheridan, già visto in Tree of life di Malick.
Sempre in concorso passa Night Moves di Kelly Reichtardt. Storia di un gruppo di ambientalisti e dei loro rimorsi dopo un sabotaggio a una diga. Film pretenzioso quanto soporifero. Oggi più che il giorno delle stelle è stato quello dei cast sprecati dato che anche questo film vanta nomi del calibro di Jesse Eisenberg e Dakota Fanning.
La sorpresa arriva nella sezione orizzonti con una pellicola svedese dell’acclamato dai cinefili regista Lukas Moodysson. Il quale con We are The best! ci porta a Stoccolma negli anni ’80, dove tre ragazzine innamorate del movimento punk tentano di creare un band musicale. Film simpatico e grazioso, sopratutto nelle tre protagonista che con occhi pieni di innocenza scimmiottano i comportamenti dei fratelli più grandi. Ribellione, musica, primi amori, creste, religione, la disco e l’heavy metal. Il mondo che busso alle porte mentre Bobo, Klara e Hedvig resistono con le loro camice a quadri e la kefia urlando: we are the best!.
Domani si aspetta James Franco con un’opera tratta da Mccarthy e uno dei film più importanti del festival: l’ultimo anime di Hayao Miyazaki.

 

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