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Retribuzioni contrattuali in aumento dell’1,2%

retribuzioniAd aprile 2014 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie risulta invariato per il limitato contributo dei miglioramenti economici previsti dai contratti in vigore.
Nel mese di aprile 2014 a fronte di un aumento tendenziale medio dell’1,2%, i settori che presentano gli incrementi maggiori sono: gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,5%); agricoltura e telecomunicazioni (entrambi 3,1%). Si registra un aumento dello 0,1% per il settore dell’edilizia e stazionarietà per il settore degli alimentari bevande e tabacco e per tutti i comparti della pubblica amministrazione.
Alla fine del mese di aprile 2014 tra i contratti monitorati dall’indagine si è registrato il recepimento di un solo accordo (ceramica), mentre nessun accordo è venuto a scadenza. Pertanto alla fine di aprile 2014 sono in vigore 30 contratti che regolano il trattamento economico di circa 5,0 milioni di dipendenti che rappresentano il 37,6% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari al 51,5%, con quote differenziate per attività economica: nel settore agricolo è del 6,8%, mentre è dell’ 80,6% nell’industria e del 27,2% nei servizi privati.
Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo sono 45 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 7,9 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico
impiego).
L’indagine sulle retribuzioni contrattuali permette di calcolare la quota dei contratti collettivi nazionali di lavoro che resterebbero in vigore nel semestre successivo nell’ipotesi di assenza di rinnovi. Per il totale dell’economia l’incidenza dei contratti collettivi in vigore rispetto a quella rilevata ad aprile 2014 rimarrebbe invariata fino al mese di giugno e subirebbe poi una contrazione a luglio 2014 (33,5%) rimanendo stabile fino a ottobre 2014. Per il solo settore privato la quota di aprile, pari al 51,5%, si ridurrebbe alla fine del semestre al 45,9%.
L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie per l’intera economia, proiettato per tutto l’anno sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine di aprile, registrerebbe nel 2014 un
incremento dell’1,2%. Con riferimento al semestre maggio-ottobre 2014, in assenza di rinnovi il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale risulterebbe dell’1,1%.
Nel mese di aprile la quota di dipendenti in attesa di rinnovo per l’insieme dell’economia è pari al 61,6%, in lieve diminuzione rispetto al mese precedente (61,9%). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 28,3, in aumento rispetto allo stesso mese del 2013 (26,5).
L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 17,4 mesi, in crescita rispetto a un anno prima (12,1).
Con riferimento al solo settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 50,3%, in diminuzione rispetto al mese precedente (50,7%) e in decisa crescita rispetto ad aprile 2013 (29,8%). Per lo stesso settore i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 14,5, mentre l’attesa media è di 7,3 mesi considerando l’insieme dei dipendenti del settore.
L’andamento di tali indicatori, che consentono di monitorare la tensione contrattuale per l’intera economia, è presentato nelle successive figure, che riportano la quota di dipendenti con contratto scaduto e la durata (in mesi) della vacanza contrattuale, sia per coloro che attendono il rinnovo (indicatore specifico), sia per l’insieme dei dipendenti appartenenti al settore di attività economica di riferimento (indicatore generico).

(fonte: Istat)

 

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