Monti in bilico? Ecco cosa succederà se il professor dovesse cadere | T-Mag | il magazine di Tecnè

Monti in bilico? Ecco cosa succederà se il professor dovesse cadere

di Matteo Romani

La situazione è curiosa, quasi comica se non fosse che coinvolge anche il destino di tutti gli italiani. Da una parte c’è Mario Monti, anche detto “super Mario”, (l’ennesimo, dopo Draghi e Balotelli) che viene osannato all’estero, persino dall’austera Germania di Angela Merkel. Dall’altra la situazione nazionale dove il premier è costantemente messo in discussione. Non apertamente certo, ma tramite insinuazioni, accuse più o meno velate, che vanno avanti da mesi e che negli ultimi tempi si sono acuite. Un clima di totale incertezza nel quale le elezioni avvicinate, più che un’ipotesi, sembrano assumere giorno dopo giorno sempre più i connotati di una prossima realtà. In quadro così particolare è dovuto intervenire Giorgio Napolitano a ricordare che le Camere, eventualmente, le scioglie solo il Capo dello Stato, e non i partiti (o tanto meno i media, n.d.r.). Sarà, ma intanto l’ABC non esiste più, e se Casini mantiene ancora una certa fedeltà nei confronti dell’esecutivo, Alfano sembra andare già oltre seguito, anche se più timidamente, da Bersani e dal Pd. Monti per il momento va avanti, come se nulla fosse, ma è chiaro che la situazione che si è venuta a creare non lo rende di certo felice. Da un certo punto di vista va compreso, in fondo è vero che lui questo incarico non l’ha mai cercato e che comunque vada la sua avventura politica si concluderà il prossimo anno. Però, per altrettanta onestà, va ricordato come la sua missione primaria fosse quella di restituire affidabilità e stabilità all’economia nazionale. Ad oggi, nonostante misure impopolari (eufemismo) lo spread non solo non è sceso ma è tornato ai picchi dello scorso novembre quando venne “defenestrato” Silvio Berlusconi. Non che non sia stato fatto nulla, piuttosto quello che è stato fatto non è, ancora, sufficiente.
Prendersela solo con Monti sarebbe comunque ingeneroso. I partiti non lo hanno mai veramente aiutato, hanno lasciato solo che si assumesse la responsabilità degli interventi più duri ed ora che ha assolto al suo, spiacevole, compito, non vedono l’ora che lasci Palazzo Chigi. Come non ricordare poi la speculazione internazionale che ha messo nel mirino il nostro paese. Però, diciamoci la verità, ci si aspettava un po’ di più da un Governo di tecnici. Molto di più.
Analizzata la situazione, proviamo a immaginare gli eventuali scenari che sostanzialmente si riducono a due possibilità. Nell’ipotesi “A” il governo Monti va avanti regolarmente fino a fine legislatura, prosegue la sua opera di tagli e di contenimento della spesa e poi si fa da parte, ma solo dopo aver partorito una nuova legge elettorale. Nell’ipotesi “B” invece, i partiti fanno cadere Monti (con buona pace del presidente Napolitano è il Parlamento che, da sempre, determina la vita o la morte dei governi), tornano al potere, sempre con la stessa legge elettorale, e quindi sempre con gli stessi uomini, promettendo revisioni populistiche della spending review di montiana memoria. Secondo voi come andrà a finire?
Noi un’idea ce l’abbiamo anche se, per il momento, non la anticipiamo. Però ci piace ricordare la celebre frase “tutto cambia affinché nulla cambi”. In fondo, il segreto per governare sta tutto lì.

 

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