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Inizia la “fase due” del governo Monti

Con il Consiglio dei ministri di venerdì si è aperta ufficialmente la fase due del governo Monti. Annunciata in principio diversi mesi fa, la crisi dell’eurozonona ne ha di fatto impedito lo sviluppo. Cosicché tutto ciò che riguarda la crescita verrà affrontato dall’esecutivo nel tempo che rimane fino al termine della legislatura. E il primo Cdm dopo la pausa estiva è stato presentato, non a caso, come un seminario sul tema. I ministri hanno così illustrato al premier i compiti svolti durante le vacanze.
Le misure prese in esame sono quelle anticipate già nei giorni scorsi: l’agenda digitale, la facilitazione della nascita di nuove aziende, attirare investimenti esteri in maniera più efficace. In particlare il viceministro allo Sviluppo economico, Mario Ciaccia, aveva spiegato al meeting di Rimini che il governo sta pensando alla sterilizzazione totale dell’Iva sulle nuove infrastrutture (una defiscalizzazione che potrebbe avere un impatto pari a 5-6 punti del Pil entro il 2020). In aggiunta, si era parlato anche della possibilità del varo di un piano nazionale per gli aeroporti, che preveda una riduzione degli impianti dai 60 attuali a 40. Il piano prediligerebbe gli impianti internazionali e quelli strategici. Poi, le iniziative volte a favorire la green economy e la nascita di nuove imprese (start up), argomento che può tornare utile in chiave giovani stando al piano annunciato dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, giovedì. Sempre Fornero aveva inoltre aveva auspicato il taglio del cuneo fiscale e contributivo per le aziende che investono in capitale umano, ma per quest’ultimo punto è da chiarire a quanto ammontino le risorse. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, dopo il Cdm di otto ore e mezzo ha assicurato che tra gli esponenti di governo c’è “grande spirito di collaborazione”.
“Stiamo lavorando a dei provvedimenti – ha osservato Passera – che ci eravamo dati come prioritari. L’Italia negli ultimi anni non è stata tra i Paesi maggiormente interessanti per gli investitori esteri e deve tornare ad esserlo. C’è il tema della semplificazione, con il ministro Patroni Griffi abbiamo messo insieme un altro pacchetto di semplificazioni per le imprese e c’è il decreto per le piccole e medie imprese”.
“Con i prossimi decreti – ha assicurato infine il ministro dello Sviluppo – sostanzialmente gran parte dei punti individuati alla fine dell’anno scorso saranno stati completati”.
Uno spunto interessante è stato fornito dal ministro della Cooperazione internazionale e Integrazione, Andrea Riccardi, prima dell’inizio dei lavori. Il quale ha tenuto a sottolineare il fondamentale contributo degli immigrati in una prospettiva di ripresa economica e sociale: “Vorrei parlare di come la cooperazione può favorire l’internazionalizzazione del Paese e di come gli immigrati non sono una questione da affrontare per bontà, ma perché favoriscono la crescita e la tenuta demografica del Paese”.

 

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