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L’addio virtuale degli enti soppressi

di Claudia Carmenati

Se uno zombie è un morto che ancora cammina, un wombie potrebbe essere il sito internet di un realtà fantasma. Wombie sono i siti degli enti estinti dal governo Monti. C’è chi apre in homepage con un lugubre epitaffio all’ente che fu e chi ignora l’avvenuta “decapitazione” sotto la mannaia della spending rewiew: il panorama digitale degli enti soppressi dal super tecnico Enrico Bondi “mani di forbice” è piuttosto variegato. Che la scelta sia stata strategica o sotto l’egida della noncuranza italica, nonché agostana, non è dato sapere. Fatto sta che navigando sui siti, per quelli almeno che hanno un’interfaccia pubblica, degli enti soppressi dal decreto legge del 6 luglio 2012 , sembra per una volta che la politica sia avanti alla rete, e un cambiamento epocale come la cancellazione, spesso, non trovi spazio. Nella classifica dei corretti ed efficienti al primo posto il sito dell’Inpdap, che comunica l’avvenuta confluenza in Inps e per informazioni rimanda direttamente al sito dell’ente previdenziale. Bene anche l’associazione italiana di studi cooperativi “Luigi Luzzatti”, istituto prima ed associazione dopo non propriamente fantasma, che riporta la sentenza di condanna in una piccola stringa in apertura. Piuttosto comico invece il sito della Fondazione Valore Italia, che merita però una piccola introduzione. La creazione dell’ente risale alla finanziaria del governo Berlusconi II del 2004 (http://www.camera.it/parlam/leggi/03350l.htm art.4 commi 68, 69, 70) riceve per il triennio 2004-2006 tre milioni di euro ed è autorizzata a comprare la sede in cui si insedierà, un edificio alle spalle della centralissima Piazza Navona. Al suo attivo un concorso e una mostra di idee e progetti per la realizzazione a Roma della Esposizione Permanente del Made in Italy e del Design Italiano risalente al 2007. La presenza sul web della fondazione è tecnologica, con tanto di presenza in ‘’second life’’, il mondo virtuale in voga all’inizio del decennio tra i web addict. Ma se la finalità della fondazione non è in discussione, il dinamismo che faceva prevedere di fatto non si è avverato, né in piena attività né nell’epilogo. Infatti sul colorato e intuitivo sito internet non ci sono aggiornamenti né è riportata la notizia della soppressione (http://www.valore-italia.it/IT/): che gli architetti non abbiano architettato un piano di buona uscita?
Ma la lista dei cattivi o distratti informatori non è conclusa. C’è l’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione Fondiaria in Puglia e Lucania (http://www.eipli.it/) tagliato dal governo Monti, ma vivo e vegeto, seppur scarno di informazioni, sul web. Poi ci sono gli enti che sono stati soppressi ma le cui funzioni vengono attribuite alle realtà superstiti. E qui chiamarla poca trasparenza la dice lunga sull’ingenuità della scrivente. Il sito dell’istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione oltre a non riportare la notizia dei cambiamenti dovuti alla legge sulla spending rewiew né tra le news né tra i comunicati stampa, non è citato nemmeno sul sito dell’ente che si andrà ad occupare delle sue funzioni (http://sito.entecra.it/) né tanto meno è possibile reperire informazioni sul sito del ministero delle Politiche agricole e forestale cui appartiene. Non ha un sito la fu agenzia per la sicurezza nucleare, ma non si trova traccia del suo accorpamento all’interno di mamma-Ispra che l’ha accolta.
Il 2012 non deve portare fortuna alle formazioni che hanno nel nome “Italia”, infatti sia la Spa BuonItalia che la Promuovi Italia cessano di esistere. Però su promuovitalia.it e sulla pagina Fb dell’organizzazione sembrano non accorgersene.
La dignità di un cavallo a fine corsa per la fine dell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, trasparente e corretta riporta sul suo sito la storia fino al viale del tramonto della sua attività.
Il piccolo “viaggio” online conferma le due velocità della pubblica amministrazione che ancora stenta nell’era del 2.0. Una Pa stretta tra il tentativo fallito di imitare il mondo aziendale, senza averne la prontezza e la creatività, e l’obbligo di onestà e pubblicità che la ragion di Stato detterebbe.

P.s. Promuovi Italia, tra i commenti all’articolo, tiene a puntualizzare quanto segue: “Precisiamo ai lettori che Promuovi Italia continua (come da normativa sulla spending review) la sua attività di assistenza tecnica, ragion per cui il sito internet e la pagina Facebook sono attivi e raggiungibili”.

 

3 Commenti per “L’addio virtuale degli enti soppressi”

  1. Precisiamo ai lettori che Promuovi Italia continua (come da normativa sulla spending review) la sua attività di assistenza tecnica , ragion per cui il sito internet e la pagina Facebook sono attivi e raggiungibili.

  2. redazione

    @PromuoviItalia
    Ringraziamo per la segnalazione

  3. claudia

    Promuovi Italia S.p.A (DL 95/2012 convertito con modificazioni l.135/2012)
    La titolarità degli affidamenti diretti disposti dal Ministero dello sviluppo economico in favore di Promuovi Italia S.p.A. (nel seguito Promuovi Italia) e delle convenzioni dalla stessa sottoscritte con il medesimo Ministero è trasferita a titolo gratuito, a decorrere dalla data di stipula dell’accordo all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa – Invitalia S.p.A. ovvero ad una società dalla stessa interamente partecipata. La società conferitaria subentra in tutti i rapporti attivi e passivi derivanti dal trasferimento.
    Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, Invitalia stipula con Promuovi Italia apposito accordo per l’individuazione della società conferitaria e delle attività, dei beni e del personale oggetto di trasferimento, nel quale sono individuate le modalità e i criteri per la regolazione dei rispettivi rapporti economici;

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