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L’esercito dei precari: sono 2,5 milioni

In soldoni, potremmo riepilogare in questo modo: la disoccupazione si attesta al 10,5% nel secondo trimestre dell’anno, quella giovanile al 33,9% (si tratta di un livello record dal 1993). Entrando più nel dettaglio nel medesimo arco di tempo il numero degli occupati diminuisce in termini tendenziali dello 0,2% (pari a -48 mila unità) I precari in Italia sono circa 2,5 milioni di persone. Il risultato, rileva l’Istat, sintetizza il nuovo calo dell’occupazione maschile, a fronte del protrarsi del positivo andamento di quella femminile. L’aumento dell’occupazione più adulta con almeno 50 anni, soprattutto a tempo indeterminato, si contrappone al persistente calo su base annua di quella più giovane e dei 35-49enni.
Al calo tendenziale dell’occupazione italiana (-133 mila unità) si associa la crescita di quella straniera (+85 mila unità). In confronto al secondo trimestre 2011, tuttavia, il tasso di occupazione degli italiani rimane stabile, mentre quello degli stranieri segnala una nuova significativa riduzione (dal 63,5% al 61,5%).
Gli occupati a tempo pieno proseguono la dinamica negativa (-2,3%, pari a -439 mila unità). La caduta tendenziale, particolarmente accentuata nelle costruzioni e nei servizi alle imprese, interessa sia l’occupazione dipendente a carattere permanente sia quella autonoma full-time. Gli occupati a tempo parziale continuano a crescere in misura ancora sostenuta (+10,9%, pari a 391.000 unità), ma si tratta in gran parte di part-time involontario.
L’industria in senso stretto accentua la flessione avviatasi nel precedente trimestre, registrando un calo tendenziale del 2,2% (-104.000 unità), concentrato nelle imprese di medio- grande dimensione. Non si arresta la riduzione degli occupati nelle costruzioni (-5,1%, pari a -98.000 unità). Il terziario registra una variazione positiva (+0,6%, pari a 101.000 unità), dovuta alla crescita delle posizioni lavorative dipendenti e alla diminuzione di quelle autonome.
Il numero dei disoccupati manifesta un ulteriore forte aumento su base tendenziale (+38,9%, pari a 758.000 unità), portandosi a 2.705.000 unità. Circa la metà dell’aumento della disoccupazione è alimentato dalle persone con almeno 35 anni. La crescita interessa tutto il territorio ed è dovuta in sei ogni dieci casi a quanti hanno perso la precedente occupazione.
Il tasso di disoccupazione (dati grezzi) è pari al 10,5%, in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto a un anno prima; l’indicatore passa dal 6,9% del secondo trimestre 2011 al 9,8% per gli uomini e dal 9% all’11,4% per le donne. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni sale dal 27,4% del secondo trimestre 2011 al 33,9%, con un picco del 48% per le giovani donne del Mezzogiorno.
Si riduce la popolazione inattiva (-4,9%, pari a -729.000 unità), a motivo della discesa di quanti non cercano e non sono disponibili a lavorare. All’aumentata partecipazione delle donne e dei giovani si accompagna, in quattro ogni dieci casi, la riduzione degli inattivi tra 55 e 64 anni, presumibilmente rimasti nell’occupazione dati i progressivi maggiori vincoli per l’accesso alla pensione.
Nel mese di luglio invece, secondo i dati provvisori detsagionalizzati, l’occupazione maschile segna una variazione negativa sia in termini congiunturali (-0,1%) sia su base annua (-1,3%). L’occupazione femminile aumenta rispetto a giugno dello 0,2% e dell’1,9% nei dodici mesi.
Il tasso di occupazione maschile (pari al 66,6%) diminuisce di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,0 punti rispetto a luglio 2011; quello femminile (pari al 47,6%) aumenta di 0,1 punti nel confronto con il mese precedente e di 1,0 punti percentuali in termini tendenziali.
La disoccupazione maschile diminuisce rispetto al mese precedente dello 0,4% e aumenta del 38,5% rispetto a un anno prima. Il numero di donne disoccupate registra un aumento dello 0,3% rispetto a giugno e del 28,3% su base annua.
Il tasso di disoccupazione maschile (10%) è stabile nel confronto con giugno, mentre cresce di 2,7 punti percentuali nei dodici mesi; quello femminile (pari all’11,8%) resta invariato rispetto al mese precedente e aumenta di 2,2 punti rispetto a luglio 2011.
Gli uomini inattivi aumentano dello 0,5% rispetto al mese precedente e diminuiscono del 3,7% su base annua. Il numero di donne inattive segna una variazione negativa sia nel confronto congiunturale (-0,5%) sia rispetto a dodici mesi prima (-4,9%).

 

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